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00:04Andiamo a parlare di energia, lo facciamo con Filippo Nicolò Rodriguez che è responsabile
00:09della macro area Nord Institutional Affairs di Enel, grazie di essere con noi, ben arrivato.
00:17Allora Filippo Nicolò Rodriguez, noi qui parliamo anche delle sfide per il futuro,
00:22delle visioni per il futuro del Paese, l'energia, la nostra indipendenza energetica,
00:26il nostro modello energetico è una delle sfide prioritarie in assoluto, ne parliamo anche come informazione tutti i giorni.
00:33Come vedete voi questa sfida, come la state affrontando anche rispetto a quello che è emerso un po' sinora?
00:39Beh, innanzitutto grazie dell'invito. La sfida è particolarmente forte e importante, innanzitutto perché dobbiamo partire
00:48da quello che è il contesto, lo scenario del nostro Paese. Noi, come si dice in gergo, siamo un Paese
00:52corto,
00:53nel senso che non abbiamo risorse proprie, a parte quelle rinnovabili di cui poi magari parlerò,
01:00siamo molto esposti ovviamente a quelle che sono le oscillazioni dei mercati internazionali, soprattutto del gas,
01:04siamo corti perché circa il 16% dell'energia che consumiamo la importiamo,
01:09e facendo un esempio proprio di quest'estate, i Paesi che solitamente ci vendono l'energia,
01:14essendo loro stessi in sofferenza, hanno avuto difficoltà a vendercela,
01:19e quindi è un Paese che chiaramente deve cambiare drasticamente quella che è la propria strategia
01:24e il proprio scenario energetico futuro. Contestualmente però abbiamo uno scenario
01:30che è quello del mercato elettrico, che è uno scenario estremamente promettente,
01:33perché oggi il settore elettrico rappresenta, l'energia rappresenta circa 600.000 impiegati,
01:40600.000 persone impiegate, e un contributo al PIL che direttamente è del 3%,
01:47ma se consideriamo l'indiretto parliamo del 4.4%, un settore che è in crescita perché i consumi
01:54si prevedono che cresceranno del 29% al 2030 e del 41% al 2040, quindi un Paese che dipende
02:00molto dall'estero,
02:01dipende molto dagli approvvigionamenti esteri, ma che contestualmente vede dei consumi elettrici
02:06e lo sviluppo del settore in maniera molto ambiziosa e molto forte.
02:09Che è una grande sfida anche per la competitività del Paese, perché paghiamo l'energia molto più 5 volte
02:14gli spagnoli, 2-3 volte i tedeschi e francesi.
02:17Come sappiamo poi l'energia essendo un bene intermedio serve anche a fare altre cose,
02:20quindi più l'energia è sostenibile, economicamente vantaggiosa e più l'economia va a traino.
02:26Come la vediamo? Qual è per noi la ricetta?
02:29Chiaramente per superare questo impasse e vincere questa sfida dobbiamo investire in alcuni comparti
02:36su cui noi siamo forti, prima di tutto le rinnovabili.
02:38Le rinnovabili sono sempre state viste un po' come, come dire, la tecnologia è importante
02:42soprattutto per lotte ai cambiamenti climatici, per la sostenibilità ambientale,
02:46ma in realtà le rinnovabili servono anche per aumentare la sicurezza energetica del nostro Paese
02:51ed essere meno esposti agli shock esterni, ma anche per abbattere quelli che sono i costi dell'energia,
02:57perché chiaramente ci permettono di avere un'energia che sia più competitiva.
03:01C'è uno studio che è stato presentato pochi giorni fa, qualche settimana fa,
03:05da Ambrosetti, insieme all'Elettricità Futura, che è la nostra associazione di categoria,
03:10che dice che il comparto elettrico sarebbe pronto a investire 200 miliardi nei prossimi dieci anni
03:16e che questo comporterebbe circa 20 miliardi di risparmi ogni anno nei prossimi anni.
03:22Chiaramente questo va fatto investendo sulle rinnovabili, investendo sulle batterie,
03:27investendo sulla rete, che è un altro elemento importantissimo del settore elettrico,
03:32investendo sulla elettrificazione dei consumi, quindi parliamo della mobilità elettrica,
03:37ma anche degli utilizzi domestici dell'energia elettrica.
03:39Cosa manca per farlo? Mancano i soldi capitali e gli investimenti?
03:42Oppure c'è anche una difficoltà oggettiva?
03:44Perché noi sappiamo che ci sono progetti per centinaia di megawatt, moltissimi progetti fermi o quasi fermi
03:52per il tema del cosiddetto permitting, cioè le autorizzazioni e poi l'allacciamento con la rete,
03:57una rete che è rimasta un po' indietro rispetto alle esigenze di oggi.
04:00In Italia ci sono al momento circa 4.000 progetti fermi in attesa di autorizzazione,
04:07parliamo di 150 gigawatt, che è una cifra enorme.
04:11Che cosa serve? I soldi ci sono, le tecnologie ci sono, le rinnovabili ormai sono arrivate a un livello di
04:17maturità altissima,
04:19le reti ci sono, noi tra l'altro abbiamo la migliore rete d'Europa, un livello di efficienza che nessun
04:24altro paese ha,
04:25che cosa serve? Serve innanzitutto un framework regolatorio e normativo stabile,
04:30cioè gli investitori devono poter avere visibilità di lungo periodo,
04:32e questo è vero in tutti i settori, lo è ancora di più nel mondo dell'energia.
04:36Secondo gli interautorizzativi, che al momento mediamente stanno intorno ai 24 mesi,
04:41quindi parliamo di interautorizzativi molto lunghi, siccome le tecnologie viaggiano molto velocemente,
04:46questo non permette un pieno dispiegamento degli investimenti.
04:49E terzo, che può sembrare un elemento meno importante, ma è altrettanto importante,
04:54è anche un fattore culturale.
04:55Cioè noi dobbiamo avere comunità, decisori pubblici, cittadini,
04:59che capiscono l'importanza di questa rivoluzione e che accolgono anche questi investimenti.
05:04Perché le rinnovabili piacciono, ma sappiamo che l'effetto NIMBY c'è anche sulle rinnovabili.
05:09Non dobbiamo avere un innamoramento su una tecnologia, dobbiamo essere neutrali.
05:13Noi crediamo che la ricetta sia rinnovabili, reti, ma anche in un futuro il nucleare,
05:18che potrebbe essere tutto quello di nuova generazione.
05:21Questo però va fatto in un contesto che sia accogliente.
05:25Questa è una grande sfida per il Paese, quindi anche per la classe dirigente,
05:28perché questa situazione deriva in parte da scelte fatte nel corso del tempo,
05:33appunto da chi ci ha guidato, ma oggi arriva una nuova sfida in questo mondo,
05:40che è quella dei data center.
05:41Abbiamo anche qui centinaia di richieste, in particolare concentrate nell'area lombarda,
05:46addirittura milanese, addirittura un quartiere, un'area di Milano.
05:49Come affrontarla dal punto di vista energetico?
05:51Qual è la vostra idea e cosa state facendo?
05:53I data center rientrano un po' nel concetto che dicevo in apertura
05:57dell'aumento esponenziale dei consumi elettrici nei prossimi anni.
06:00Chiaramente i data center sono estremamente energivori
06:02e quindi rappresenteranno una voce importante all'interno dell'equazione energetica.
06:09Fondamentale sono le reti, perché le reti sono gli abilitatori della transizione energetica.
06:13Noi abbiamo investito solo in Italia, giusto per darvi un numero,
06:17in questo arco di piano, 16 miliardi di euro sulle reti,
06:20fondamentalmente su tre assi.
06:21La prima è quella della resilienza delle reti.
06:24I cambiamenti climatici stanno sollecitando sempre di più le nostre reti elettriche,
06:28quindi renderle resilienti vuol dire renderle capaci di resistere a quelli che possono essere
06:33gli shock, dalle ondate di calore al freddo, alle alluvioni,
06:37a tutti quelli che possono essere gli shock esterni.
06:39Secondo poi è quella che in termini tecnico si chiama la hosting capacity,
06:44cioè l'energia sta diventando sempre più distribuita,
06:46quindi ci sono vari punti sia di prelievo che di offerta di energia
06:51e quindi la rete deve essere sempre più in grado di acquisire questi punti.
06:56Una volta il mercato elettrico era molto più semplice.
06:59E terzo, bisogna digitalizzare le reti.
07:01Le nostre reti in Italia sono altamente digitalizzate,
07:04però si può fare ancora di più.
07:06E questi investimenti saranno l'abilitatore per i data center,
07:10ma anche per tutta quella che è l'elettrificazione dei consumi.
07:13Pensiamo alla mobilità elettrica, in realtà saranno tantissimi punti di prelievo
07:17distribuiti in tutto il Paese.
07:18Se lei dovesse scrivere una parola chiave nel manifesto per la classe dirigente,
07:23vista l'esperienza che avete nel mondo dell'energia,
07:26qual è la caratteristica che dovrebbe avere, prendere in mano questa situazione?
07:31Allora, bisogna avere coraggio.
07:33Secondo me questa è la parola chiave.
07:35Nel senso che noi oggi ci troviamo di fronte a una grandissima rivoluzione,
07:38che però è una grandissima opportunità.
07:41Lo citava lei, non soltanto per chi fa parte del nostro mondo,
07:45ma innovare e trasformare il mondo dell'energia vuol dire rendere più competitivo
07:49anche tutto quello che è il nostro comparto industriale.
07:52Per fare questo però dobbiamo avere coraggio di prendere alcune decisioni.
07:55Il coraggio è fondamentale.
07:57Chiaramente il settore privato da questo punto di vista è pronto,
08:00è più coraggioso da un punto di vista di decisioni.
08:03È importante che però tutta la collettività,
08:06inclusi i decisori pubblici, abbiano il coraggio di poterle sostenere e accogliere.
08:11Grazie in bocca al lupo Filippo Niccolò Rodriguez di Enel.
08:18Noi abbiamo adesso l'intervento invece di Stefano Fasani,
08:21che è program manager di Open S,
08:23Head of Supplier Sustainability, Coordination and Development di Eni,
08:27che ringrazio a sua volta per completare questa panoramica.
08:29Benvenuto.
08:32Open S, innanzitutto, necessita una definizione.
08:35Raccontiamo cos'è questo progetto.
08:37Sì, questa è una piattaforma e alleanza di sistema che è stata lanciata nel 2021.
08:43È stata lanciata da Eni, ma fin da subito lo spirito è stato quello di unire le forze
08:48tra le più grandi realtà del sistema industriale, finanziario ed istituzionale italiane,
08:54e non solo.
08:56L'idea alla base era molto semplice.
08:58Ci sono alcune sfide, specialmente in un contesto di transizione,
09:02in un contesto caratterizzato da forti trasformazioni sociali, tecnologiche ed ambientali,
09:09che non possono essere affrontate da nessuna realtà da sola.
09:14Per poter affrontare queste sfide è necessario il più possibile fare sistema.
09:20Sono sfide di filiera, di catene del valore,
09:23e quindi era necessario creare una sorta di terreno comune,
09:28uno strumento, dei modelli dove si condividono approcci,
09:34metodi di misurazione e piani di miglioramento coordinati,
09:39proprio per aiutare specialmente quelle realtà più piccole,
09:43che sono protagoniste poi del sistema imprenditoriale italiano,
09:48sono protagoniste delle filiere praticamente di tutti i settori,
09:52a non essere da sole.
09:53Perché alla fine una PMI è fornitrice di tanti clienti,
09:58è cliente di banche, è associata di diverse associazioni.
10:02Se ognuno di questi propri stakeholder dà degli input diversi,
10:07chiede delle informazioni diverse,
10:09alla fine questa PMI è subissata di carte, di burocrazia,
10:14perde completamente il focus su quello che è l'obiettivo,
10:17invece che tutti noi sappiamo che deve essere messo oggi ancora di più al centro,
10:23che è la competitività, la competitività delle nostre imprese
10:27che passa attraverso la competitività.
10:28Quante sono oggi le imprese, ricordiamolo, che hanno aderito
10:31e che cosa concretamente stanno facendo?
10:34Se ci racconta anche con qualche esempio.
10:36Le imprese oggi sono più di 48 mila presenti, attivi all'interno della piattaforma,
10:42ce ne sono più di 100 mila in un percorso di onboarding,
10:46perché il meccanismo è molto semplice.
10:49Ci sono i capofiliere o le banche che hanno bisogno di conoscere
10:53i propri stakeholder, i propri fornitori, la propria filiera, i propri clienti
10:58per gestire al meglio i rischi e le opportunità che il contesto di transizione pone.
11:04E quindi cosa succede?
11:05Vengono invitate ad entrare in questa alleanza, in questa piattaforma collaborativa,
11:11le aziende all'interno di questa piattaforma collaborativa
11:14creano una volta sola la propria carta d'identità,
11:18la propria carta d'identità di sviluppo,
11:20e poi con un semplice clic, un po' come siamo abituati sui social network,
11:23decidono in autonomia a chi rendere visibili i propri dati.
11:28Questo cambia completamente l'effort che un moltiplicarsi di questionari,
11:34di richieste, di input potrebbe generare, anzi si generava in passato,
11:39adesso su questo stiamo dando una grossa semplificazione nei confronti delle aziende,
11:44ma ancora più importante non è semplicemente un tema di misurare,
11:48perché il misurare serve poi ad agire.
11:51E quindi l'azione vuol dire dare dei piani di miglioramento,
11:55dei piani di crescita che sono coordinati in filiera.
11:58Le aziende hanno bisogno di avere idee chiare, di avere input coerenti,
12:02perché se quello che viene apprezzato dalla banca coincide o è coerente perlomeno
12:08con quello che viene apprezzato dai miei clienti,
12:10significa che io in presa ho molta più certezza nel fare investimenti,
12:14nel creare innovazione, nell'andare nella direzione di migliorare la mia performance
12:20e quindi la performance di tutta la piani.
12:22Quali sono adesso gli obiettivi?
12:23Oltre queste 48.000 aziende ci sono altri stadi di sviluppo
12:26oppure puntate a un numero ancora più alto?
12:28Sì, l'idea e l'obiettivo è quello di far sì che questa alleanza sia sempre più il luogo di
12:36tutti,
12:36di tutti gli attori chiave del sistema.
12:38Oggi, non li cito tutti, ma da Snam, Unicredit, Team, CDP, Sace,
12:44ci sono tantissime realtà di settori variegati che stanno entrando.
12:51Tra l'altro il 29 settembre annunceremo presso l'auditorium di Confindustria
12:55altri importanti ingressi, la partnership strategica con Confindustria stessa,
13:02che è un motore trainante di questo meccanismo, quindi lo step è sistema paese
13:08e qui fortunatamente possiamo dire che l'Italia sta dando anche un esempio
13:12una volta ogni tanto del fare sistema e di farlo in maniera efficiente
13:17perché diventa un po' una sorta di esempio di nucleo in cui in Europa e non solo
13:23potrà essere federato o perché no anche proprio integrato direttamente
13:27all'interno della piattaforma e del meccanismo openness che diventa un esempio trainante
13:32perché poi le filiere escono dai confini nazionali in un attimo.
13:36Parlando delle caratteristiche che deve avere la classe dirigente del futuro,
13:40molti anche oggi ci hanno detto che la dimensione della collaborazione è fondamentale
13:43ma è quella più faticosa da raggiungere perché gli italiani, gli imprenditori,
13:48le aziende, i leader, i manager guardano il loro e fanno fatica ad aprirsi.
13:53In particolare quando si parla di dati che sono la materia prima di cui tutti sono più gelosi
13:58in questo momento, come affrontate questa sfida?
14:02L'affrontiamo con un'altra caratteristica che credo sia una chiave
14:06che prima quando vi sentivo parlare stavo pensando alla domanda che poi probabilmente
14:10mi farà sulla parola che inseriamo nel manifesto che è il pragmatismo
14:14che è un po' un qualcosa su cui insistiamo molto e troviamo terreno fertile nelle imprese
14:21specialmente di quelle di più piccola dimensione.
14:23Se c'è una convenienza lo fanno, deve esserci e deve essere chiaro
14:29e deve essere portato sul piano della convenienza il perché lavorare insieme
14:35è più semplice, riduce i costi, mi aumenta le opportunità, mi riduce i rischi
14:42quindi tornare a parlare concretamente quello che poi l'imprenditore, l'imprenditrice, il manager
14:49si trova ad affrontare ogni giorno. Ci sono dei costi, ci sono dei ricavi, ci sono delle risorse
14:55per la crescita. Se noi troviamo delle soluzioni pratiche che aiutano tutte le realtà
15:01ad avere un vantaggio nel mettersi insieme, non c'è neanche più bisogno di spiegare
15:07perché va fatto, che preoccupazione c'è, perché è talmente alta l'attrazione
15:11verso questo tipo di meccanismo che il resto viene da sé.
15:16Stefano Fasani ha anticipato la domanda chiave che facciamo alla fine
15:19che riguarda proprio il manifesto a cui stiamo lavorando, quindi qual è dal suo punto di vista
15:23la parola chiave o una o più parole chiave che andrebbero scritte in questo manifesto?
15:28Una è sicuramente il tema della caratteristica oggi che un manager, un leader d'azienda
15:36deve assolutamente avere è quella di saper uscire dai confini della propria organizzazione,
15:43non pensare solo al cosa devo fare io, cosa posso fare io, ma cosa possiamo generare insieme.
15:53Questo è un po' un salto di paradigma che però fa la differenza, specialmente fa la differenza
15:58per il nostro sistema imprenditoriale. Noi siamo in Italia ma anche in Europa
16:04un grandissimo insieme di tante piccole eccellenze, non siamo delle realtà,
16:11non abbiamo tante realtà grandi, leader, siamo fatti così e per essere competitivi
16:17cosa vuol dire essere competitivi? Vuol dire fare qualcosa di diverso dagli altri,
16:21di migliore degli altri e allora dove possiamo fare un passo di un salto di qualità
16:27per la competitività di tutto il sistema? Non di certo pensando di diventare più grandi
16:33degli altri ma probabilmente mettendoci insieme, creando quel valore aggiunto
16:37dalla connessione di tutte queste piccole eccellenze, lì si trova il valore aggiunto
16:42che gli altri non hanno, dobbiamo diventare bravi a fare sistema da questo punto di vista.
16:47È stato chiarissimo, grazie ancora Stefano Fasani, responsabile di Open S del gruppo Eni,
16:51grazie e buon lavoro.