00:01Architetto, dopo 50 anni torna a Stintino, com'è la sensazione di ritrovare un luogo che in qualche modo ha
00:08contribuito a trasformare, a dare una nuova vocazione?
00:13Ma è un posto talmente bello e meraviglioso che non posso fare altrimenti, quindi il discorso è la semplicità e
00:22tutto il resto che noi dobbiamo fare senza rovinare tutto il resto,
00:26perché la bellezza del posto è talmente bella che è assurda andarla a toccare.
00:33Lei ha giocato sulla naturalezza, sulla semplicità, sul rispetto dell'ambiente.
00:39Quello è fondamentale, chi sbaglia paga, no perché è di essere semplici, la cosa bella che c'è, quelli che
00:49invece si inventano delle stupidaggi,
00:51sono delle cose magari con colori un po' strani, stravaganti, perché prima forse c'era qualcuno che voleva per forza
00:58fare il grande giocatore, il grande artista.
01:02In questo caso invece, secondo me, la semplicità vince sulle persone che invece vogliono sembrare bravi o bla bla.
01:11L'importante è che sia una cosa vicina a una cosa stupenda che non deve essere noccata.
01:17Un'occasione per raccontare Stintino nel suo percorso di trasformazione, lei ha fatto parte di questo pezzo di storia.
01:26Questa è stata proprio un'occasione di sperimentare una tecnica progettuale e costruttiva
01:34che allora era assolutamente antesimiana, fuori dalla nozione comune e oggi è diventata, si è imposta con forza,
01:44che sarebbe la riqualificazione e la ristrutturazione.
01:4650 anni fa c'è stata questa occasione, è stata miracolosamente colta in modo felice
01:52da un imprenditore illuminato e da un architetto scelto da questo imprenditore assolutamente di primo ordine
02:01che hanno interpretato la riconversione di questo stabilimento industriale in struttura turistica, alberghiera,
02:13l'hanno interpretata in modo, insomma, oggi sorprendente direi, mantenendo assolutamente le caratteristiche,
02:22mantenendo, come dire, l'anima del sito e quasi rivivi l'atmosfera sia nella piazza centrale dello stabilimento
02:31sia nella parte della pescheria dove c'è il grande capannone marfaraggio, si chiama, delle barche
02:37e la chiesetta dove i tonalotti andavano a pregare sperando di rientrare dalla pesca.
02:43Racconta e ricorda come un periodo bello anche di grande comunità e di convivio, cioè non era un cantiere comune.
02:53Era quasi una comunità perché c'erano degli operai che si frequentavano tutti,
02:57l'imprenditore che rimaneva lì a dirigere i lavori, teneva lì le famiglie che stavano normalmente a Roma
03:07e devo dire che c'era anche una foresteria molto attrezzata con una cuoca che era di Pozzo San Nicola,
03:16che era strepitosa, che rendeva l'approccio, infatti le mie visite erano più frequenti del normale,
03:22quelle di un direttore dei lavori normale.
03:24Il mio restauro però in occasione del monumento di aperte l'associazione si è messa a disposizione per condurre le
03:31visite.
03:32Grazie.
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