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  • 10 minuti fa
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Un minuto di silenzio, i ricordi di chi quel giorno era a New York e, alla fine, una bandiera italiana con impressi i 414 nomi delle vittime italiane e italoamericane dell’11 settembre. A venticinque anni dagli attentati alle Torri Gemelle, è stata una serata carica di emozione quella organizzata all’Istituto Italiano di Cultura di New York alla vigilia dell’anniversario. “9/11, the day that changed the world” ha riunito il direttore dell’Istituto Claudio Pagliara e i giornalisti Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, entrambi a New York l’11 settembre 2001 e allora impegnati a raccontare gli attentati per il Corriere della Sera e La Stampa. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il loro libro Da Giuliani a Mamdani. New York 25 anni dopo l’11 settembre, un viaggio attraverso le trasformazioni della città e dell’America nel quarto di secolo seguito agli attacchi. Davanti a un pubblico numeroso, la serata si è aperta con un estratto di "Quel giorno", il documentario realizzato da Pagliara per Speciale TG1 in occasione del ventesimo anniversario, partendo dalla testimonianza di un sopravvissuto all’attacco. Italpress ha intervistato al termine dell’incontro Claudio Pagliara, Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi sul significato dell’11 settembre, sulla New York di allora e quella di oggi e su quanto quella mattina continui, venticinque anni dopo, a pesare sulla storia di tutti.
mrc/azn
(Riprese video e intervista di Stefano Vaccara)

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Trascrizione
00:03Siamo con Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto che per 25 anni del 9-11 qui a New York all
00:13'Istituto
00:13di Cultura hanno presentato il loro libro da Giuliani a Mandani. Sì, è il libro, lo chiamiamo
00:23un romanzo della nostra vita new yorkese, un quarto di secolo, la cui partenza coincide
00:29non esattamente, ma solo un anno dopo, con la tragedia dell'11 settembre. È un libro
00:36in cui noi mostriamo tutta la nostra passione per questa città che ci ha fatto venire qui
00:43e poi tutto l'orgoglio di vederla rinascere, fatica dopo fatica, con sindaci diversi e
00:52con anche politiche diverse, ma nel substrato abbiamo visto un'anima sempre più viva, sempre
01:00più vivace. Anche oggi possiamo essere soddisfatti dalla nostra scelta.
01:04Voi non eravate solo a New York l'11 settembre, ma eravate proprio, abitavate sotto le torri.
01:10Avete raccontato la vostra esperienza, c'è stata emozione, emozione da voi, emozione
01:16al pubblico. Cosa ricordate di quei giorni?
01:20Quando arrivano l'11 settembre è come se fosse successo oggi. L'emozione è sempre fortissima.
01:27Noi eravamo letteralmente sotto le torri gemelle perché il nostro condominio era lì a due passi,
01:35a Battery Park City. Quindi quando siamo scesi per strada sotto le torri, in ciabatte e con soltanto
01:44il taccuino per prendere gli appunti, pensando già a dover scrivere i nostri articoli, io
01:50sul Corriere della Siera, Glauco sulla stampa. Siamo rimasti lì e sono state veramente lunghissimi,
02:02terribili minuti. In sala ci hanno chiesto se abbiamo sofferto di trauma vedendo le persone
02:12che si buttavano dalle torri. Quella è stata sicuramente la scena più straziante e che non
02:16va mai via dagli occhi, che ritorna sempre come un incubo e quello non si può cancellare.
02:25Anche in onore proprio a queste vittime che vogliamo ricordare questi momenti e ricordarlo
02:31soprattutto ai giovani che ne sanno poco, che si informano magari male e che hanno bisogno
02:37di sentire i testimoni diretti e di vedere quelle immagini per rendersi conto di cosa è stato
02:42veramente l'11 settembre.
02:44Ecco, ma voi siete rimasti. Non so se qualcun altro l'avrebbe fatto e avete raccontato perché
02:52siete rimasti.
02:53Sì, noi siamo rimasti proprio per un motivo preciso. Volevamo aiutare la città a rinascere
03:02e a ricrescere. Pensavamo che andare via sarebbe stato un atto di codardia, una vigliaccheria,
03:09una città che in un anno ci aveva dato così tanto e che meritava la nostra presenza a tutto
03:18tondo. Una figlia da far studiare, noi da lavorare per raccontare all'Italia quello che
03:24vedevamo dell'America. Siamo molto orgogliosi. Abbiamo anche vinto un premio proprio dalla fondazione
03:30in Amerigo per essere giornalisti che dall'America spiegano l'America agli italiani.
03:37E quindi avevate scommesso 25 anni fa ancora su New York. Agli italiani dite che si può
03:42scommettere anche oggi su New York?
03:45Assolutamente sì. Continuiamo a sentire di giovani italiani che vengono qui per studiare,
03:51per lavorare, per creare un'impresa. Ci sono numerosi giovani che hanno fondato delle start-up
03:58qua a New York e ne ho parlato anche qua all'Istituto di Cultura e al Consolato presentando
04:04questi giovani imprenditori. La cosa che apprezzano i giovani venendo qua è che vengono
04:13ascoltati e se le idee sono buone la gente gli dà loro fiducia. Questo è quello che forse
04:18manca un po' nel nostro paese e qua invece c'è una disponibilità a rischiare investendo
04:25su cervelli brillanti e su gente che ha voglia di lavorare.
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