00:06Un anno e mezzo fa, quando apparve ormai chiaro che il Como non era una normale neopromossa in
00:12Serie A, ma un ambizioso progetto di gioco destinato a progredire, lo accostai alla Sampdoria di Paolo
00:19Mantovani. I punti di contatto con la grande avventura blucerchiata degli anni 80 e 90 erano
00:25numerosi. Una proprietà nuova molto più facoltosa della precedente, un piano basato sul reclutamento
00:32di giovani talenti, l'emersione fra loro di un paio di campioni destinati a segnare un'epoca.
00:38Nel rispetto delle differenze che sempre esistono fra i giocatori e che non ce ne sono due uguali,
00:44dissi che Nico Paz e Assandiao mi ricordavano Roberto Mancini e Luca Viardi nei loro anni
00:49Doriani, quelli culminati nello scudetto del 91 e nella finale di Coppa dei Campioni
00:55del 92. Un anno e mezzo fa ancora mi sfuggiva la profondità industriale, se vogliamo chiamarla
01:01così, dell'operazione Como. Non era soltanto un ambizioso progetto di gioco, ma un piano
01:09a 360 gradi per sfruttare l'incanto del lago e la sua vendibilità nel mondo mai in crisi
01:16dei beni di lusso. Un progetto costruito sul bello, perché se vuoi sfondare su certi
01:21mercati devi rendere appetibile la partita anche a chi non è tifoso. E' molto attento
01:28a una fusione felice col territorio. La curva del Sinigallia ricostruita in un'estate è
01:33stata una manifestazione di potenza. I posti in tribuna per il debutto Champions, cui i manager
01:39del club hanno rinunciato per fare entrare tifosi di vecchia data, sono stati una deliziosa
01:46mossa umana e anche una geniale di marketing. Come si diceva, il gran gioco montato da Fabregas
01:53sul telaio di giovani talenti è la condizione necessaria per che il piano abbia successo.
01:59Il presidente Mirwan Suarso mostra ottima cultura calcistica nell'accostare il lavoro di Cesc
02:06a Como a quello che Johan Cruyff fece all'epoca a Barcellona, impiantando in Catalogna il seme
02:14olandese che avrebbe fruttato nel tempo Pep Guardiola e, seppure per germinazione indiretta,
02:20Luis Enrique. Verrà il giorno, probabilmente non lontano, in cui Fabregas allenerà il Barcellona
02:25o l'Arsenal. E fra i motivi per cui pensiamo che riporterà il trioffo c'è anche l'educazione
02:31e la difesa apprese in Italia. Provando a ragionare in prospettiva, la capacità che ha di adeguare
02:38il suo splendido calcio d'attacco alle esigenze di copertura che si verificano in certi momenti
02:44delle partite, scaverà una differenza con chi è cresciuto soltanto in contesti ultra-offensivi.
02:51Dei quattro gol all'Ipsia, che hanno bagnato lo sbalorditivo debutto in Champions, soltanto
02:57il primo è nato da una manovra d'attacco. Il secondo è stato un lancio lungo, così perfetto
03:02da risultare un assist. Terzo e quarto sono venuti da contropiede puri. Gioco puro. Giocatori
03:09purissimi. Faceva sorridere a fine gara la lista della spesa è numerata da Fabregas con le cifre
03:16investite per ciascuno dei suoi talenti, dai 2 milioni per Butez ai 6 per il primo prestito di
03:23Nico Pazzi, dagli 11 per DAO ai 25 per Baturina. All'epoca sembravano tanti, ora sono assai più che
03:30la doppiata. A gennaio gli inglesi verranno con assegni molto corposi, ma non sarà quella
03:36l'ora delle plusvalenze. Quando Fabregas a fine gara ha detto che si godrà il successo per 5 minuti
03:42per poi riattivare l'attenzione sulla prossima gara di campionato, ha dichiarato qual è l'obiettivo
03:49stagionale del CON.
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