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  • 1 giorno fa
Mentre proseguono le indagini della Procura per risalire al responsabile dello sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, gli operai di Città Metropolitana proseguono le operazioni di bonifica della Roggia Soncina, canale parallelo al Naviglio e rimasto a sua volta interessato dallo sversamento. Grazie alle barriere di contenimento installate, il canale invece risulta di fatto isolato e non riceve più alcun apporto inquinante.I lavori, avviati martedì e giunti al quarto giorno, riguardano i primi tre chilometri della roggia, che corre affiancata al Naviglio fino a Robecco e poi prosegue verso Castello di Cusago. Venerdì gli operatori sono intervenuti anche nel tratto urbano di Robecco, dove la roggia lambisce le abitazioni e alcune tenute storiche: gli operatori hanno percorso il letto del canale e, con idrogetto ad alta pressione (100 atmosfere), hanno rimosso i residui dai muri delle case che affacciano direttamente sull’acqua. Il materiale staccato, galleggiante, viene raccolto mediante barriere (cinque già attive a Robecco). Nella prossima settimana i lavori proseguiranno verso Magenta (ulteriori 2,8 km), dove si affronteranno criticità di accessibilità: la roggia è fortemente incassata e richiederà tubazioni di notevole lunghezza. L’intervento prevede anche lo sfalcio della vegetazione contaminata presente lungo le sponde.Le operazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di restituire quanto prima le condizioni di sicurezza e di pulizia del territorio interessato.  Nel frattempo, si lavora anche su un secondo episodio di sversamento. Ad allertare le forze dell’ordine sono stati alcuni cittadini che hanno sentito un forte odore acre salire da alcune rogge, in mezzo ai campi a Robecco sul Naviglio. Ed è quando i tecnici sono arrivati che è stato avvistato un liquido oleoso galleggiare sull’acqua, simile a quello che pochi giorni prima aveva infestato il Naviglio Grande arrivando fino alla Darsena. La scoperta risale a mercoledì pomeriggio. Dalle prime ipotesi, quel materiale inquinante trovato nella roggia Monegatta, che scende fino ad Abbiategrasso deviando poi a destra verso Ozzero, sarebbe lo stesso sversato nel condotto che ha inquinato per 28 chilometri il Naviglio. Dietro, dunque, potrebbe esserci la stessa mano che però avrebbe agito in due punti diversi a pochi istanti di distanza. Le ispezioni nei tombini da parte di Cap, gestore della rete fognaria in provincia, hanno trovato tracce di contaminazione nei condotti tra Magenta e Abbiategrasso.

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