00:03Siamo con Glauco Maggi e Maria Teresa Cometto che per 25 anni del 9-11 qui a New York all
00:13'Istituto
00:13di Cultura hanno presentato il loro libro da Giuliani a Mandani. Sì, è il libro, lo chiamiamo
00:23un romanzo della nostra vita new yorkese, un quarto di secolo, la cui partenza coincide
00:29non esattamente, ma solo un anno dopo, con la tragedia dell'11 settembre. È un libro
00:36con cui noi mostriamo tutta la nostra passione per questa città che ci ha fatto venire qui
00:43e poi tutto l'orgoglio di vederla rinascere, fatica dopo fatica, con sindaci diversi e
00:52con anche politiche diverse, ma nel substrato abbiamo visto un'anima sempre più viva, sempre
01:00più vivace. Anche oggi possiamo essere soddisfatti dalla nostra scelta.
01:04Voi non eravate solo a New York l'11 settembre, ma eravate proprio, abitavate sotto le torri.
01:10Avete raccontato la vostra esperienza, c'è stata emozione, emozione da voi, emozione
01:16al pubblico. Cosa ricordate di quei giorni?
01:20Quando arrivano il 11 settembre è come se fosse successo oggi. L'emozione è sempre fortissima.
01:28Noi eravamo letteralmente sotto le torri Gimelle perché il nostro condominio era lì a due passi,
01:35a Batte di Park City. Quindi quando siamo scesi per strada sotto le torri, in ciabatte e con
01:43soltanto il taccuino per prendere gli appunti, pensando già a scrivere i nostri articoli io
01:50sul Corriere della Sera, gloppo sulla stampa. Siamo rimasti lì e sono state veramente lunghissimi,
02:02terribili minuti. In sala ci hanno chiesto se abbiamo sofferto di trauma vedendo le persone
02:12che si buttavano dalle torri. Quella è stata sicuramente la scena più straziante e che non va mai
02:17via dagli occhi, che ritorna sempre come un incubo e quello non si può cancellare.
02:25E anche in onore proprio a queste vittime che vogliamo ricordare questi momenti e ricordarlo
02:31soprattutto ai giovani che ne sanno poco, che si informano magari male e che hanno bisogno di sentire
02:37i testimoni diretti e di vedere quelle immagini per rendersi conto di cosa è stato veramente
02:43l'11 settembre.
02:44Ecco, ma voi siete rimasti. Non so se qualcun altro l'avrebbe fatto e avete raccontato perché
02:52siete rimasti.
02:53Sì, noi siamo rimasti proprio per un motivo preciso. Volevamo aiutare la città a rinascere
03:02e a ricrescere. Pensavamo che andare via sarebbe stato un atto di codardia, una vigliaccheria,
03:09una città che in un anno ci aveva dato così tanto e che meritava la nostra presenza a tutto
03:18tondo. Una figlia da far studiare, noi da lavorare per raccontare all'Italia quello che
03:24vedevamo nell'America. Siamo molto orgogliosi. Abbiamo anche vinto un premio proprio dalla fondazione
03:30in Amerigo per essere giornalisti che da America spiegano l'America agli italiani.
03:37E quindi avevate scommesso 25 anni fa ancora su New York? Agli italiani dite che si può
03:42scommettere anche oggi su New York?
03:45Assolutamente sì. Continuiamo a sentire di giovani italiani che vengono qui per studiare,
03:51per lavorare, per creare un'impresa. Ci sono numerosi giovani che hanno fondato delle start-up
03:58qua a New York e ne ho parlato anche qua all'Istituto di Cultura e al Consolato presentando
04:04questi giovani imprenditori. La cosa che apprezzano i giovani venendo qua è che vengono ascoltati
04:14e se le idee sono buone la gente gli dà loro fiducia. Questo è quello che forse manca
04:18un po' nel nostro paese e qua invece c'è una disponibilità a rischiare investendo
04:25su cervelli brillanti e su gente che voglia di lavorare.
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