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00:06Un altro punto a favore di Unicredit che ha ottenuto dalla BCE il via libera all'applicazione
00:14del Danish Compromise, il trattamento prudenziale che consente alle banche attive anche nel settore
00:21assicurativo di ridurre l'assorbimento di capitale legato proprio alle partecipazioni
00:26che hanno nelle compagnie assicurative. Un via libera che potrebbe agevolare Unicredit
00:33nella nuova stagione del risico finanziario. L'autorizzazione produrrà un effetto a partire
00:40dal terzo trimestre di quest'anno e determinerà un beneficio di circa 52 punti base sul coefficiente
00:49patrimoniale Common Equity Tier 1, prendendo come riferimento quello di fine giugno, era
00:55pari a 14,3%. Ricordiamo che il Danish Compromise riguarda il business vita italiano internalizzato
01:04da Unicredit. Era stato fatto a giugno 2025 quando il gruppo ha rilevato le quote dei precedenti
01:11partner CNP, Assurance e Allianz nelle due joint ventures assicurative, prendendone poi il pieno
01:18controllo. CNP Unicredit vita è diventata Unicredit life insurance, mentre Unicredit
01:25Allianz vita è diventata Unicredit vita assicurazione. Ricordiamo che quando una banca detiene una
01:31partecipazione consolidata in una compagnia, una parte di questo investimento può essere
01:36soggetta a deduzione del capitale a livello appunto di CHET1. La logica è evitare che lo stesso
01:43capitale venga conteggiato due volte, una prima volta all'interno della compagnia assicurativa
01:48a copertura dei rischi del business vita, una seconda nel capitale della banca che la
01:53controlla. A questo punto con il Danish Compromise invece di sottrarre la partecipazione assicurativa
01:59dal CHET1, la banca può mantenerla nel perimetro prudenziale e assoggettarla proprio a ponderazione
02:07per il rischio, quindi l'aumento degli asset per il rischio nel caso di Unicredit provocato
02:15dalla ponderazione della partecipazione assicurativa pesa meno della deduzione che sarebbe altrimenti
02:21applicata direttamente al capitale e questo è il beneficio per Unicredit. Attenzione che però
02:28l'autorizzazione non riguarda la partecipazione della banca in generale pari all'8,8% del leone
02:37perché si tratta di una quota che non viene consolidata nel perimetro del gruppo e la cui
02:44esposizione economica è coperta con prodotti derivati. Dal settore bancario ci spostiamo a quello
02:51delle costruzioni perché Berenberg è stata un po' severa con Buzzi, ha tagliato le stime
02:58di EBITDA 2026 e ha rivisto a ribasso il target price sulla società del cemento. Proprio perché
03:07la società è molto esposta negli Stati Uniti dove ha dovuto affrontare un mix prezzi costi
03:14sfavorevole, l'EBITDA che Berenberg ha stimato è sotto la stima del gruppo e poi c'è da dire che
03:23in Italia c'è una continua debolezza della domanda di cemento man mano che gli incentivi
03:30governativi verranno meno. Perlomeno la società è almeno più ottimista sul fronte tedesco dove la
03:37domanda più debole dovrebbe migliorare nel corso del prossimo anno. Quindi per l'esercizio
03:442026 Buzzi ha indicato un EBITDA compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi il che implica comunque un calo
03:52anno su anno. La stima aggiornata di Berenberg si ferma a 1,1 miliardi di euro e vuol dire un
03:59calo
03:59del 9% su base anno. Il target price scende da 50 a 44 euro anche se comunque la valutazione
04:06di
04:07Buzzi a questi livelli resta sconto rispetto ai competitor e quindi potrebbe anche rappresentare
04:13un buon punto di ingresso. Non per Berenberg perché comunque la crescita prevista da altri
04:21competitor nel settore delle costruzioni è decisamente più elevata a livello di EBITDA rispetto
04:27a quella di Buzzi Unice. Sul sito www.minanofinanza.it nella sezione analisi tecnica ha trovato un
04:35approfondimento sul Fuzzi Mib Futures cadenza settembre 2026 che ha subito una correzione
04:43ed è sceso intorno a 52.150 punti. La situazione quindi di breve periodo è ancora precaria. C'è bisogno
04:51di una fase riaccumulativa, un recupero dovrà affrontare un duro ostacolo a quota 52.000
04:57680, 52.750 punti. Solo il cedimento comunque di 52.650 può fornire un pericoloso segnale ribassista
05:09con un primo target a 51.500, un secondo a 51.400 e 51.370 punti. Mi raccomando, restate connessi
05:20al sito www.milanofinanza.it. Appuntamento a domani.
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