00:00Noi capiamo che non siamo in un'era analogica, ma siamo in un'era digitale,
00:07vediamo quelli smartphone che vibrano, soprattutto io che lo chiamo e non mi risponde.
00:13Però come dici giustamente tu, c'è qualcosa che fa un cortocircuito,
00:19c'è un cortocircuito e questo secondo me fa parte dell'ambiguità interessante
00:24che il film porta e che il regista ha voluto.
00:27Quindi il teatro come prima forma in un qualche modo di visibilità,
00:33perché è un fatto finzionale, io faccio finta di fare qualcosa e tu mi guardi.
00:37E in questo sguardo c'è il riconoscimento e anche anelare ad essere colui che sta sul palco.
00:46Quindi la primissima immagine che è un po' fuorviante, però ci dimentichiamo,
00:50è proprio il grande giaffa che sta, come si dice, in gergo a pelle di leopardo sul palco.
00:58E quindi è interessante questo, che ci siano delle idiosincrasie all'interno di questo tempo
01:04che va e viene, che non è così importante capire dove siamo, in che epoca siamo,
01:09quanto è importante invece definire un fenomeno, che è quello dell'aspirazione,
01:13dell'anelare ad essere qualcuno di importante, di riconoscibile.
01:19E quindi quel palco in un qualche modo ti dà visibilità e ti dà anche potere.
01:25Sì, sì, no, ma io secondo me ha tante possibilità di interpretazione questo film,
01:32anche il teatro, mi ha fatto in mente la maschera, quindi anche il rapporto con il personaggio,
01:38la persona intesa come maschera che abbiamo nella società.
01:45A me è sembrato, ma prima, durante la giornata, mi è venuto in mente il mago di Oz,
01:50non so per quale motivo, però mi è venuto in mente questa cosa di quando loro arrivano,
01:55diciamo, dietro, no?
01:57Alla fine arrivano a questo mago di Oz e invece, no, e lui poi vanno dietro al palco, al telo
02:05e quindi lui è uno che invece è un vecchietto in bicicletta, no?
02:08Un pochino somiglia a questo movimento che c'è questo film, cioè uno che non sa bene,
02:16vede un qualcosa di grande, un qualcosa che attrae le folle, appunto, di cui parlano tutti,
02:21quindi anche poi in questo senso, come dici tu, anche poi non per forza inserito in un contesto social
02:26o con le tecnologie che ci sono oggi, ecco, appunto, il mago di Oz è poi del, so, novecento
02:35e quindi poi lo scoprirà invece che è tutto un po' un po' fake, fuffa, quindi un po' un bluff,
02:43quindi questo qui mi sembra che possa essere un esempio calzante che lui fa questo viaggio
02:51per poi scoprire che invece, e durante il percorso si lascia sulla strada il vecchio se stesso,
03:04però secondo me è un film che è interessante proprio perché a ognuno può dare varie suggestioni.
03:12Assolutamente.
03:13Anch'io.
03:15No, io pensavo al fatto che comunque i social sono un linguaggio ormai, cioè noi li utilizziamo per dire delle
03:21cose,
03:22non necessariamente all'altro, forse anche solo dirle basta, e non essendoci in questo film
03:28obbliga questi personaggi a doversi parlare per forza, cioè quindi c'è solo quello che diciamo,
03:33le bugie che dice o quello che gli altri gli fanno dire, perché poi prima ragionavamo anche sul fatto che
03:42ti danno un nome e io gli dico stai calmo, rilassa, cioè è un po' come, io gli dico ah
03:49ma quello non è un trucco,
03:51non ti sei veramente fatto male, cioè è costruito proprio dallo sguardo degli altri da quello che gli altri dicono,
03:57quindi i social sarebbe stato, non lo so, forse un po' complicato inserirli, perché secondo me il bello anche di
04:03questo film
04:04è che alla fine quando tutti lo guardano, ma è lui o non è lui, cioè è bello che comunque
04:10i loro sguardi
04:11sono puri, non riconoscono che è lui e questo secondo me è la cosa più, cioè più bella, che lui
04:17si è trasformato
04:18nonostante lui è lui, diciamo.
04:23Io personalmente, questo è il mio metodo in generale di lavoro, parto dal corpo, quindi come si può vedere
04:32da brevi frame, già da un corpo che si allontana, cioè il mio bacino è da una parte, la mia
04:40testa è da un'altra,
04:40proprio si allontana, quindi già il corpo racconta che non c'è, non c'è più un'intimità, sicuramente c
04:47'è stata,
04:47ma magari non c'è più, quindi io credo che il corpo racconti molto, la prossemica, il linguaggio,
04:53proprio come noi utilizziamo, questo è il primo punto, poi chiaramente può adiuvare questo nostro lavoro,
05:00cioè la regia, la sceneggiatura, ovviamente, però credo che questo sia forse il primo fattore, ecco,
05:08si vedono quando, e così come in questo film, quando in un qualche modo lui, perché questo è un altro
05:15elemento
05:15dell'essere famosi e della fama, quando lui viene riconosciuto, perché c'è un abbaglio,
05:23anche il bar di provincia, dopo che lui fa benzina, quando c'è questo abbaglio, comunque loro vogliono diventare
05:29suoi amici, e attraverso cosa passa l'amicizia? Attraverso il toccarsi, lo stare vicini,
05:37in un qualche modo, avere una promiscuità, chiamiamola così, no? Poi data anche in quel caso
05:42dall'ubriacatura, però credo che questo sia un elemento.
05:47Per quanto mi riguarda, io comunque incontro Giaffa quando si racconta già che è Giaffa,
05:54quindi per me non esiste il prima, perciò secondo me lei proietta su di lui, cioè lo costruisce,
06:03se lo immagina, decide lei che è un attore, che adesso farà l'assistenza, cioè prende lei in mano la
06:10sua vita
06:11e insomma la conduce, la conduce sul palco, quindi in realtà, non lo so, io mi affido molto alla sceneggiatura,
06:18poi in realtà mi ci hai fatto pensare tu a questa cosa della lontananza, ma forse anche Isabel in un
06:24certo senso
06:25non lo guarda mai veramente, cioè non si accorge, non so se non se ne accorge mai, però si accorge
06:32delle cose
06:32che gli interessano, cioè che è un attore che...
06:35Lei non è che vede la performance, lei vede gli altri, quindi succede, no?
06:41Come se per dire, ma veramente sei un attore, perché ha visto gli altri, bravo, bravo, bravo, come dinamica,
06:48quindi è come se fosse un po' un salvagente lui, non lo so, e quindi può darsi che ci sia
06:54distacco
06:54anche in una persona che invece dice, sì quello, così almeno mi salvi un po',
07:00però non ti vede neanche quella là, un pochino, serviamo un po' tutti a qualcosa, nel senso
07:08ognuno vuole vederci quello che desideriamo, anche un film sulla proiezione di quello che uno vuole vedere,
07:17dell'identità che ti danno gli altri, perché se cominciano a dire, le persone cominciano a dirti
07:21che sei in un certo modo, tu ci diventi un pochino, volente o non volente, ci diventi un pochino
07:27in quel modo là, e magari anche se non sei come dicono loro, piuttosto che avere la forza
07:33di dire no, non sono come dite voi, magari ti adegui, capito, come fa lui, si scivola dentro
07:43il centro è l'orda, certo
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