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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:03Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si chiude il più importante
00:08programma di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra. Si apre ora una nuova
00:13fase nella quale le risorse del settore energy and utility e la capacità industriale delle
00:18aziende che ne fanno parte possono rappresentare il principale motore di sviluppo e competitività
00:24del Paese. Secondo lo studio Investire per Competere e Contributo delle Utility a Sviluppo e Occupazione
00:30del Paese, realizzato da Teagroup in collaborazione con A2A, presentato nell'ambito della 52esima
00:37edizione del Forum di Cernobbio, le aziende di questo comparto possono attivare investimenti
00:41privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050,
00:50pari a circa 33 miliardi di euro all'anno.
00:53La fine del PNRR che è stato, dopo il piano Marshall, il più grande piano di investimento
00:59del nostro Paese dal dopoguerra, 194 miliardi di euro negli ultimi 5 anni, dobbiamo evitare
01:06che il volano si fermi e che il Paese vada in recessione. Le utility possono dare una grossa
01:11mano su questo perché possono investire fino a 33 miliardi all'anno in settori strategici
01:15come l'energia, l'acqua, il data center, la gestione integrata dei rifiuti e sono tutte
01:21cose, settori che tra l'altro aumentano il nostro livello di competitività e migliorano
01:25la vita ai cittadini sia dal punto di vista sostenibilità sia anche dal punto di vista
01:29economico. Quindi insomma stiamo parlando di un comparto che può investire nei prossimi
01:35dieci anni oltre 300 miliardi di euro.
01:37Le risorse riguardano diversi ambiti strategici tra cui generazione elettrica da fonti rinnovabili
01:43nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche,
01:48gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti.
01:54Attraverso questo tipo di investimenti andiamo a ridurre la quantità di CO2 che mettiamo
01:58nell'aria. Credo che quest'anno abbiamo avuto tutti i modi di toccare come il cambiamento
02:03climatico non sia una definizione astratta o semplicemente una volontà di alcuni di
02:08descrivere un mondo che evolve in una certa direzione. È un fatto concreto di cui tutti
02:12abbiamo avuto esperienza. La possibilità di fare investimenti che ci permettono di ridurre
02:16la CO2 in termini anche di risparmi poi effettivi, andiamo oltre 20 miliardi di euro risparmiati
02:21sulla minor quantità di carbonio che mettiamo in natura, credo che sia un complemento definitivo
02:28importante perché in questo modo noi certifichiamo che abbiamo capacità di investimento, effettivamente
02:33economici positivi per il sistema paese e dall'altro lato effetti economici positivi
02:36dal punto di vista ambientale. Mi pare che sia una potenzialità che le utility hanno
02:40dichiarato di avere e che ovviamente nessun governo può trascurare ma deve certamente
02:45poter raccogliere e portare poi a compimento.
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