Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 18 ore fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Una banda capace di intruffolarsi ovunque, arraffare, preparare diversivi, studiare vie di fuga e come nelle migliori tradizioni avere un
00:07covo.
00:08Stando a quel che trappela dalle indagini, infatti tutto ruoterebbe attorno ai garage di Constantin Ciobanu nella sua casa di
00:14Viale Piacenza.
00:15Una base operativa, un luogo tranquillo dove incontrare compagni e preparare il prossimo colpo, ma anche uno degli obiettivi passati
00:22al setaccio dai carabinieri.
00:24Tra la notte del 13 e l'alba del 14 agosto, quando il Cezanne, il Renoir e il Matisse sono
00:29tornati alla luce dopo quasi cinque mesi dal furto clamoroso alla fondazione Magnani Rocca.
00:34Una figura chiave secondo gli investigatori del comando di via delle fonderie e del nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna,
00:41coordinati dal sostituto procuratore di Parma, Sarafaina, ma anche secondo il giudice per le indagini preliminari che ha definito Ciobanu
00:48il capo indiscusso del sodalizio.
00:50Ma chi erano gli altri componenti della banda secondo l'accusa?
00:54Miail Ciobanu, uno dei cognati di Constantin e Sergio Matenco, avrebbero fatto parte insieme a Constantin ovviamente del commando che
01:02avrebbe materialmente trafugato i capolavori,
01:05mentre Jan Rotari è accusato di essere uno degli organizzatori dei furti messi a segno dall'associazione a delinquere.
01:11Andrei Ciobanu, infine l'altro cognato di Constantin, era quello che custodiva in casa in stradello Matilde di Canossa,
01:17e tre opere, quadri che i banditi hanno provato a piazzare all'estero senza alcun successo.
Commenti

Consigliato