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NovitàTrascrizione
00:00Grazie a tutti.
00:38Grazie a tutti.
01:04Il giorno nasce come impresa editoriale fine a se stessa, ossia senza secondi fini.
01:09Come impresa editoriale, il giorno si propone di dare ai lettori il massimo di informazioni
01:14col massimo di obiettività.
01:16Era il 1962.
01:18Il giorno viveva da sei anni, immerso anima e inchiostro nelle difficoltà e nelle ambizioni,
01:24nelle speranze e nelle delusioni con cui ci costringono a fare i conti, i cambiamenti.
01:29Quando si celebrano negli anniversari si corre il rischio di rifugiarsi nella nostalgia.
01:34Il passato è sempre una tentazione irresistibile.
01:36Un compleanno non è un museo.
01:3870 anni di futuro è una finestra sempre aperta e la scommessa sta ancora lì, proprio davanti
01:43ai nostri occhi.
01:54Buongiorno a tutti, io sono Guido Bandera.
01:57La voce che avete sentito nel breve video ti ricorda che questa è una delle tappe, la prima
02:02fuori da Milano delle celebrazioni dei nostri 70 anni, quella di Agnese Pini, della nostra
02:06direttrice, perché essendo una prima, in realtà divisa in quattro, con quattro testate
02:11diverse, oggi non poteva essere qui, anche perché i capitoli di novità di questo giornale
02:17non si esauriscono dopo 70 anni, ma ricominciamo da casa, abbiamo una nuova proprietà, abbiamo
02:22nuovi investimenti, nuove idee per il futuro e per un giornale che è radicato nei territori
02:28e è un bene, è un bene anche avere una grande prospettiva, nuove idee e nuove volontà di raccontare
02:36i territori complessi anche come quello della Brianza.
02:38La nostra prima tappa fuori da Milano è la Brianza perché è il territorio più importante
02:44dopo il grande capoluogo, la grande metropoli ed è un luogo dove noi siamo orgogliosamente
02:50radicati, lo dimostra il numero di persone qui presenti, in realtà come nei vecchi congressi
02:57di partito ma anche nelle riunioni delle piccole associazioni è sempre bene avere una
03:01sala piccola e più gente che una sala grande e poca gente, noi non vogliamo fare eccezioni
03:07però la sala è straordinariamente piena, è un vecchio trucco che però noi senatore continuiamo
03:14a praticare, siamo vecchi, siamo nati nella prima repubblica, detto questo però dovete considerare
03:22che la sala non finisce qui, noi siamo in diretta streaming in questo momento e lo siamo perché vogliamo
03:28raggiungere con i mezzi che la tecnologia oggi ci offre i lettori, questa comunità apparentemente invisibile
03:36che tutti i giorni fa cose che in questa fase, in questo mondo sono abbastanza rivoluzionarie,
03:43cioè uscire di casa, nel caso della coppia cartacea, andare verso un'edicola quando la trova,
03:48spendere dei soldi e acquistare un oggetto di carta che racconta e legge e interpreta quello
03:56che è avvenuto il giorno prima. Dal mio punto di vista, forse perché faccio questo mestiere,
04:02è un atto rivoluzionario, perché non è passivo e quindi è una scelta volontaria attiva,
04:09ma lo è anche quando qualcuno decide di abbonarsi a un sito internet, di scegliere una piattaforma
04:16propria rispetto a quelle proposte dal telefonino e andare a cercare le notizie su qualche cosa
04:22da qualcuno scegliendolo. Questo è possibile, è ancora possibile e secondo noi sarà possibile
04:30anche in futuro investendo su quello che noi consideriamo il giornalismo di prossimità,
04:36un giornalismo fatto vicino. Quest'anno, il 1950 anni fa, quindi 2026-1976 era l'anno
04:47del grande disastro della diossina, al quale stiamo dedicando altre mostre che circolano
04:53per questo territorio in particolare, perché abbiamo voluto dedicare in realtà due eventi
04:58diversi. All'Abrianza, alla quale teniamo particolarmente, è il territorio dove abbiamo
05:03ancora una redazione locale, dove, viva Dio, altri quotidiani hanno provato ad aprire e non
05:08ci sono riusciti, quindi siamo molto orgogliosi, ripeto, di esserci. Lo abbiamo fatto, quella
05:15mostra che gira l'Abrianza sulla diossina lo fa perché rende possibile raccoffare un racconto
05:23di memoria rivolto al presente. Il fatto che sia rivolto al presente dipende dalla presenza
05:30dei giornalisti che raccolgono notizie e anche questo in qualche modo un piccolo atto rivoluzionario.
05:35Nell'epoca del racconto mediato dai social, l'idea che ci sia qualcuno a cui le istituzioni,
05:42ma anche i lettori, i cittadini possano ancora rivolgersi per chiedere spiegazioni, per esporre
05:48un problema, per fare quell'atto di mediazione tra istituzioni e vita quotidiana di ognuno
05:54di noi, per noi è una missione, è un'investitura che ci sentiamo sulle spalle. Peraltro cercando
06:03di unire una storia molto pesante sulle spalle, perché se io penso alle persone che sono ritratte
06:10nei pannelli della mostra che tra poco vedremo, perché qualcuno di noi ha già visto. Pensare
06:18a chi ha scritto su questo giornale toglie il piatto, anche solo pensando agli autori,
06:23a Pasolini, a Gadda, a Bianciardi, allo stesso Arbasino che scriveva sulle pagine culturali
06:31di questo giornale, inventando anche storie incredibili, a Primo Velevi che scriveva da
06:37noi di fantascienza, firmandosi e non scrivendo con steudonimo come faceva invece nei libri
06:44perché l'editore si vergognava, lui no. Storie bellissime, racconti fantastici, quelli
06:51di Simenon, che ritroviamo sulle pagine di questo giornale. È una responsabilità che toglie
06:56il fiato e non parlo dei giornalisti perché questo è una cosa che rende ogni confronto
07:03impossibile. Eppure questo ci sprona al futuro e ci sprona anche a raccontare i territori con
07:11impegno. Il nostro patto che oggi rinnoviamo davanti alle istituzioni che cortesemente sono
07:19venute qui per noi, ma è il nostro modo per ringraziare un territorio al quale siamo legati
07:25e dal quale non vogliamo andarci, anzi sul quale vogliamo investire ancora in presenza
07:32e in racconto. E quindi questo ringraziamento deve andare alle istituzioni che ci ascoltano,
07:37ai lettori che ancora ci sono e ci seguono e vorrei dirlo io personalmente perché non
07:43lo può fare la direttrice alla redazione, ai collaboratori, ai fotografi e anche a chi
07:49ho organizzato questo evento che francamente tutte le volte mi emoziona. È la seconda,
07:55perdonate, ormai sono in replica ma è ogni volta qualcosa di diverso. Intanto per cominciare
08:04a parlare con voi, io sto facendo le lecce del padrone di casa ma quel padrone di casa è
08:09un altro perché siamo gentilmente ospici dei musei civici e quindi chiamerei intanto qui
08:15con me il sindaco Paolo Pilotto.
08:27Sia vicino che leggiamo, no ma per un motivo importante, leggiamo in chiave speculare quello
08:34che è appena stato detto dal signor Vettore. Abbiamo sentito nelle sue parole l'emozione,
08:41l'orgoglio, l'appartenenza e anche il gusto di ricordare un cammino che è stato un cammino
08:48di altissimo valore. Qualcuno di noi, qui in questa sala mi sa abbastanza tanti, ricorda
08:54ancora il tempo in cui c'era il giorno e la notte. Ve lo ricordate? La notte.
09:00E cilie di sede perché erano uno sopra l'altro sopra.
09:04Esattamente, ricorda questo tempo, un tempo che sembra antichissimo, in cui la comunicazione
09:09si doveva organizzare quasi in fasce orarie perché non c'era il tema di internet, la comunicazione
09:14multimediale, eccetera, eccetera. Una storia profonda, una storia molto importante. E quindi
09:20volevo dirgli mi stia vicino perché in realtà io ovviamente sono felice di essere qua, sono
09:27felice del suo benvenuto questa mattina e sono felice di dare il benvenuto perché noi siamo
09:32stati veramente contenti e orgogliosi di dire al giorno, ma certo, apriamo le nostre braccia,
09:36vi portiamo in uno dei posti più belli della città che molti non conoscono, perché questo
09:41museo è meraviglioso e non è così piccolo come alcuni pensano. E anche questa sala è
09:47una sala bellissima, il chiostro è un chiostro bellissimo. E quindi benvenuti, ricevo volentieri
09:53il suo benvenuto, do il benvenuto a voi, ma dico alcune cose che a mio parere sono importanti
09:58che sono corrispondenti a quello che lei diceva. La prima, siamo nel tempo della ipercomunicazione
10:04che ci spinge verso lì di non del tutto conosciuti di giorno in giorno, perché è vero che abbiamo
10:11testa per capire come usare i nostri strumenti, ma molto spesso l'uso degli strumenti ci porta
10:17a delle novità, ci porta a delle sorprese che è difficile definire anticipatamente, sia
10:23dal punto di vista di chi è specialista in un determinato settore, la comunicazione, sia
10:27dal punto di vista di diversi scienziati, di coloro che studiano in modo sistematico, che fanno
10:32la ricerca. In questo tempo dell'ipercomunicazione c'è ancora spazio per il libro, c'è ancora
10:40spazio per il giornale, c'è ancora spazio per una stampa, che ha un ruolo importantissimo,
10:46che è quello di superare l'effetto immediato della ipercomunicazione, che molto spesso è
10:51una comunicazione fatta senza verifica della notizia, senza verifica del fatto, nel gioco
10:57dell'esaltazione della opinione, che molto spesso è la mia opinione, insindacabile, incontrovertibile
11:03e non disponibile a nessuna mediazione. Mi metto nei panni a volte di un certo modo
11:08di fare comunicazione non professionale. Allora noi abbiamo un enorme bisogno della comunicazione
11:13professionale, perché la comunicazione che parte da un assunto, farsi le domande. Saper scrivere è fondamentale,
11:19lei ha citato prima dei nomi, che sono una meraviglia nel campo dello scrivere, ma il compito
11:25della stampa parte da un assunto. Certamente si spera non saper parlare, non saper dire,
11:31non saper scrivere, ma prima di tutto si spera non saper far domande. Saper far domande, perché
11:37è la domanda che mi porta a chiedermi che cosa sta accadendo e che cosa la realtà manifesta,
11:43perché la manifestazione della realtà non necessariamente è la realtà. Io devo interpretarla, devo leggere,
11:49devo approfondire, devo fare appunto quel lavoro di scandaglio che il bravo giornalista fa
11:53mediante la domanda. La domanda silenziosa, entro in un archivio, leggo un libro precedente
12:00per capire una cosa che sta accadendo oggi, la domanda è esplicita. Mi avvicino a uno degli
12:05autori, a uno dei responsabili, a uno dei protagonisti del momento, che sia una piccola cosa, una grande
12:10cosa e vado a chiedergli conto, vado a chiedergli ragione. Seconda cosa che volevo dire, ne devo dire
12:16solo tre. La seconda cosa che volevo dire, quindi lunga vita al vostro giornale e alla
12:22stampa, come conosciuta, nello stesso tempo riconosciamo che cosa è stata la vita di questo
12:31giornale in questa comunità, perché di fatto Monza è una città diventata capoluogo, la
12:37legge dice che è diventata capoluogo nel 2004, la realtà dice che abbiamo mosso i passi
12:42da capoluogo operativi, come operativi nel 2009, perché il 2009 è la prima assise
12:48di assemblea provinciale, c'è fra l'altro il presidente della provincia che saluto, come
12:54saluto tutti, ovviamente tutte le autorità e tutti i rappresentanti di tantissimi mondi,
12:59vedo il mondo dell'impresa, il mondo sindacale, il mondo associativo, tantissimi mondi, il mondo
13:03culturale. Ecco, allora da questo punto di vista dico, questa è una città che è diventata
13:09capoluogo tardi, vive l'esperienza dell'essere capoluogo non ancora nella forma pienamente
13:18adolescenziale, siamo ancora quasi all'infanzia, qui ancora abbiamo persone che hanno bisogno
13:22di battere i pugni sul tavolo per dire che siamo Monza e siamo Labrianza, non c'è bisogno
13:27di battere i pugni sul tavolo, basta guardare come Monza e Labrianza sono considerati dal mondo
13:32imprenditoriale, dal mondo formativo, dal mondo dell'associazionismo, ma certamente
13:38da sempre è una città importante, questa è una delle poche città del nord Italia che
13:45non ha un giornale quotidiano. E che cosa è stato il giorno per Monza, prima del diventare
13:51capoluogo e dopo essere diventata capoluogo? Di fatto l'espressione della quotidianità, della
13:57notizia, dell'interpretazione dei fatti, questo secondo me è molto importante, cioè
14:02il fatto che voi siate usciti per la prima escursione fuori da Milano e siate passati
14:07a Monza, per cui rappresentate in qualche misura l'espressione quotidiana della stampa, è un
14:12fatto non irrilevante, non solo per quello che lei ha detto, per quello che l'ho voluta
14:15vicina perché fosse veramente un duetto questo, non solo per quello che ha detto, ma anche per
14:20quello che rappresenta nella vita quotidiana nostra, è molto importante. Terza e ultima cosa,
14:24la devo dire, la scuola locale del giorno è una scuola che ha insegnato a moltissimi
14:32ragazzi, a moltissimi giovani e anche a qualche adulto, perché a volte alla vostra professione
14:37si arriva con vocazione matura, l'arte del giornalismo, perché è una scuola da cui noi abbiamo
14:45visto, io dico noi e penso alla mia responsabilità della comunicazione, alle persone che con me
14:50lavorano nella relazione tutti i giorni con la stampa, abbiamo visto uscire persone che
14:55esattamente come dicevo all'inizio del mio intervento fanno la cosa fondamentale, i vostri
15:00giornalisti normalmente fanno domande, i vostri giornalisti normalmente non postano una notizia
15:06uscita su un social qualsiasi, il più negletto o il più ambito, senza interlocuzione, senza
15:13mediazione, fanno la domanda, intervengono, chiedono, approfondiscono, vanno a prendere una notizia
15:19di venti anni prima e la confrontano, questa scuola noi abbiamo visto ha portato un gran
15:23bene ai vostri collaboratori, perché in alcuni casi li abbiamo tra noi per 5, 6, 7, 10 anni,
15:28quando siamo fortunati 30 e ce li teniamo stretti, ma alcuni di vostri sono saliti e
15:33sono andati molto oltre, quindi grazie per aver voluto chiedere a noi un atto di ospitalità,
15:39grazie per la vostra presenza sul territorio e altri almeno 70 anni di questa attività.
15:44Ci stiamo, raggiungiamo la pensione, intanto vorrei specificare e estendere i ringraziamenti
15:56del sindaco, intanto al signor prefetto, che è stato così cortese di accettare l'invito,
16:02al senatore Romeo, lo vedevo prima, eccolo là in fondo, in piccionaia il senatore, in curva,
16:10bravo, bravo, meglio, la curva è sempre meglio, però vorrei dirvi, è un ricordo personale,
16:18prima di chiamare commedia altri ospiti, è un ricordo personale, lo diceva il sindaco,
16:21io sono giusto giusto 20 anni che ho messo piede la prima volta nella redazione di Monza,
16:26ero all'epoca piuttosto giovane, effettivamente era una squadra enorme, c'era allora il capo
16:32era Luciano Mutti, storico capo di Monza che è stato poi anche di fatto il fondatore della
16:37redazione di Monza, è una storia che per noi continua e continuerà, ed è una promessa.
16:45Vorrei proseguire intanto, ringraziando ancora della loro presenza, chiamando qui Federico
16:51Romani che è il Presidente del Consiglio regionale e Luca Sant'Ambrogio che è il Presidente
16:55della Provincia. Vi do i microfoni, il Presidente, eccola qua, se state vicino al centro perché
17:05devo fare anche un po' la valletta di Sanremo io oggi, mi scuserà il Presidente.
17:13Beh parlavamo prima, facevamo una battuta direttore sul fatto che il politico sia, come dire,
17:19abbia visibilità mentre il giornalista sia un po' la figura sbiadita.
17:23Lo spero sempre ma non ci riesco.
17:26Beh io posso dire che ho fatto entrambi perché per i primi due anni di lavoro sono stati
17:33proprio a fare il giornalista con scarsi risultati chiaramente, tant'è che poi ho deciso di
17:39passare dall'altra parte della barricata perché la politica racconta visioni, opinioni,
17:49fa proposte, racconta forse una parte, no? Mentre invece l'informazione in questo caso
17:56deve raccontare i fatti, deve attenersi alla verità, alla verifica delle fonti come citava
18:04poc'anzi il Sindaco, quindi deve attenersi alla verità. Io penso che questo sia un aspetto
18:11fondamentale, un aspetto importante anche perché i giornali, nel vostro caso il giorno,
18:18creano anche quello spazio pubblico di dibattito, quello spazio di partecipazione,
18:24quello spazio di partecipazione che andiamo a ricoprire noi che proprio facciamo politica
18:29sul territorio e che se non ci fosse quello spazio non ci sarebbe neanche l'autorevolezza,
18:34io penso per andare appunto a confrontarsi tra le diverse visioni e le diverse opinioni
18:40che abbiamo su quello che bisogna fare sui nostri territori, per le nostre comunità.
18:46Proprio per le nostre comunità voi avete anche un'altra grande qualità, ossia quella
18:52di commentare i territori, territori che non devono essere dimenticati, devono essere raccontati,
19:01perché solo con il racconto di quello che accade sul territorio una comunità può esistere
19:08perché altrimenti non verrebbe ricordata, non verrebbe conosciuta quindi anche dai più
19:15giovani che si approcciano alla nostra società, al mondo dell'impresa, del lavoro, di tutto
19:22quanto. E quindi io penso che questo sia un grandissimo compito il vostro e sono contento
19:28di poter festeggiare anche a nome del Consiglio regionale, dell'istituzione più alta e democratica,
19:36appunto Lombarda al vostro compleanno, con uno sguardo anche al futuro, futuro complesso,
19:44complicato perché chiaramente la carta stampata è stata protagonista forse della prima Repubblica,
19:51ma dalla seconda in poi sono arrivati i nuovi media, dalla televisione ovviamente c'era già
19:56la radio e soprattutto l'avvento di internet, delle nuove tecnologie e oggi soprattutto i social
20:02e adesso stiamo già vivendo una nuova era, ossia quella dell'intelligenza artificiale. Ed è proprio qui
20:09che il compito di chi fa informazione, di chi fa giornalismo è fondamentale, ossia quello di distinguere,
20:18io credo il rumore, quello che fa notizia, l'immediatezza di alcune notizie che spesso vengono
20:26anche date, a volte spesso erroneamente. Abbiamo visto più casi anche a proposito ad esempio
20:32di lutti improvvisi quando magari non era proprio venuto quel momento e quindi può creare anche
20:38proprio dei cortocircuiti e quindi è fondamentale la verifica delle fonti ma come anche verificare
20:44proprio che le notizie siano quelle. Io penso che sia questa la sfida del domani per il mondo
20:50dell'informazione, quella di poter fare una buona e giusta informazione affinché tutti i cittadini
20:57possano avere informazioni vere, certe e verificate. Buon compleanno e buon lavoro.
21:02Grazie Presidente, grazie davvero. Prego Presidente Santobrano.
21:08Allora intanto grazie, poi alla fine vi dirò perché sono contento di essere qua. Il sindaco
21:17piloto nei suoi tre punti ha già toccato un punto importante che è quello della nascita
21:20della provincia di Monza Capoluogo e non possiamo nascondere il fatto che i giornali locali, le
21:29redazioni locali hanno spinto molto, sono stati un importante veicolo per portare avanti
21:37le istanze del territorio, per dimostrare i numeri del territorio che portavano a dimostrare
21:43che questo territorio meritava di essere provincia, di avere un capoluogo, di avere una sua indipendenza
21:50da Milano. Quindi l'importanza dei mezzi di informazione nel portare avanti anche tutte le storie
21:58della provincia. Un in particolare ringraziamento alla redazione del giorno che nonostante la
22:04provincia dopo il 2014 sia un po' decaduta per via delle riforme ha continuato invece a
22:10riservare un'attenzione particolare, una presenza sempre importante sulle sue pagine, raccontare
22:19le iniziative sempre importanti, anche se di un ente di secondo livello. Quindi di questo
22:24io vi ringrazio. Il tema del cartaceo, il resistere col cartaceo, io sono di una generazione
22:32come diceva Paolo, come molti di qua, che facevano le ricerche ritagliando dai giornali e io mi
22:38emoziono ancora quando qualche persona un po' più avanti negli anni mi arriva agli appuntamenti
22:43con il ritaglio di giornale. Per dire guarda che bello questo articolo sulla sostenibilità
22:48eccetera, è bellissimo. Ed è un qualcosa che le nuove generazioni stanno perdendo perché
22:53ormai basta un click, basta un scorrere il zitto.
22:56Presidente, a noi basta che l'articolo sia lo stesso, che la piattaforma cambi, l'importante
23:01è che...
23:01L'importante è che si accede e si legga.
23:03Esatto.
23:03Quindi questo è un qualcosa di fondamentale. Ma vi dico perché sono particolarmente contento
23:10di essere qui oggi. Abbiamo parlato prima di grandissime firme, firme di caratura internazionale,
23:18ma ci sono anche state delle firme locali che hanno fatto la storia del nostro territorio.
23:25Sono i 50 anni della diossina. A me piace ricordare Mario Galimberti. Mario Galimberti io l'ho
23:31conosciuto personalmente. Possiamo farlo un applauso a Mario al suo ricordo.
23:38L'ho conosciuto personalmente, penso che sia stata la prima persona insieme ai tecnici
23:44del Comune di Meda a entrare nell'Icunesa e a raccontare e a smuovere un silenzio assordante
23:51che copriva quella vicenda. E così. E io l'ho conosciuto naturalmente non nel 76 perché
23:58anagraficamente, ma negli anni seguenti quando la squadra della mia città è
24:01era una delle squadre più importanti che giocava in Serie C e Mario era presenza
24:06fissa allo stadio. Quindi ho avuto una grande occasione di conoscere un grande personaggio
24:12nonostante la struttura. Quindi veramente sono contento oltre modo proprio per ricordare
24:19chi è passato e ha lasciato un segno indelebile sul nostro territorio e in questa redazione.
24:25quindi grazie ancora per l'invito e come ha detto il sindaco e il presidente Romani
24:29altri 70 anni.
24:30ci stiamo. Grazie Presidente. Grazie da voi.
24:39Bene, intanto chiudendo la serie dei ringraziamenti, uno personale all'assessore Carlo Abba che ci
24:46ha comunque aiutato nel trovare questa location fantastica perché ha ragione il sindaco, la
24:51sala è stupenda, il museo è magnifico e invito tutti, anche coloro che non lo conoscevano, che
24:58non l'hanno mai visitato a farlo. Tra l'altro la mostra resterà comunque fino a domenica, quindi
25:03è un'occasione in più per visitare questo museo che è magnifico, ci sono delle cose stupende
25:08e che è bene vedere, anche perché fanno la nostra identità e tutto sommato sono una buona
25:15solida base per il nostro futuro.
25:18Chiamerei qui con me invece Monica Guzzi, che è la responsabile della redazione di
25:21Monza e anche di questo non ha colpa lei, perché sarà lei a gestire il passaggio successivo,
25:29quindi io mi metto buono buono in un angolino Monica, lì in mezzo, perché adesso devo fare
25:34anche la regia.
25:36Mi sentite? Allora chiamo il presidente dell'autodromo nazionale di Monza, Giuseppe Redaelli.
25:48Il direttore generale della Villa Reale del Parco, Bartolomeo Corsini.
25:56E poi di nuovo il sindaco presidente, questa volta nelle vesti di presidente del consorzio
26:02di Villa Reale Parco, Paolo Pilotto.
26:14Parto anch'io da un ricordo personale, non vi dirò quanti anni fa, però quando io ho
26:19cominciato a lavorare al giorno a Monza, questa zona, tutto questo immobile era transennato,
26:26crollava, c'era, ospitava l'associazione Combattenzi Reduci e il Museo Musicale.
26:33Non c'è più poteva entrare, dopo ci sono voluti tanti anni, ma poi la Casa degli Umiliati
26:39è diventata questo magnifico museo, che peraltro ospita anche i premi delle biennali,
26:45le biennali di arte che vengono fatti appunto ogni due anni e che prendono la tradizione
26:54dell'Isia, di un tempo. Anche la Villa Reale, un tot di anni fa, non era quella che è adesso,
27:04quando io sono arrivata era quasi inaccessibile perché la soprintendenza aveva chiuso la
27:10Pinacoteca perché c'era una crepa che attraversava tutta la Nord. Anche qui ci sono molti anni,
27:16litigi, fatiche, mediazioni, ma alla fine noi abbiamo un museo regionale aperto cinque
27:24giorni alla settimana. Ecco, noi in questi giorni siamo qui per il Gran Premio e Monza
27:33è conosciuta per questo brand, però chi arriva a vedere l'autodromo poi scopre anche che
27:39oltre all'autodromo c'è la Villa Reale, c'è il Duomo, ci sono un sacco di bellette. Ecco,
27:44al direttore Corostini io volevo chiedere un po' qual è il segreto di questa rinascita e
27:51soprattutto quali sono le cose che si stanno facendo adesso e il progetto di un futuro
27:56sostenibile perché poi non basta portare grandi esposizioni se poi dopo non hai i conti
28:02a posto.
28:05Intanto buon compleanno perché se siamo qui è grazie a un compleanno, è grazie a un giornale
28:11che io anch'io, nel 1962, è stato in famiglia per anni, proprio era un momento di grande
28:24riflessione. Tornando alla domanda, cosa dire, poi anche il Presidente mi aiuterà, da due giorni
28:35l'orologio della Villa Reale ha ripreso funzionare. È un momento, devo dire, emozionante. Da due giorni
28:47finalmente il teatro che veniva chiamato Teatrino, Teatro di Posa, è funzionante grazie all'impegno
28:55di tutti voi, prefetto, vigili del fuoco, comune di Monza. Cioè si è creato finalmente,
29:05e devo dire finalmente perché io sono qui da due anni, sono un direttore molto giovane,
29:16nonostante l'età, si è creato un clima diverso. Cioè la Villa Reale non è più un luogo
29:23da depredare, adesso magari esagero nelle parole, ma comunque lo è stato. La Villa Reale
29:32sta elaborando il lutto della morte di Umberto I, lo ha elaborato, in questo momento, in questi
29:40secondi sta arrivando la macchina della regina Margherita che si chiama Palombella, in Villa
29:50Reale. Il Museo dell'Auto di Torino, di cui sono andato a parlare con la direttrice,
29:59che concede per un mese la possibilità di avere all'interno la macchina di regina Margherita.
30:07E questo cosa significa? Significa che finalmente è un luogo che sta recuperando il tempo,
30:13sta recuperando un tempo denso, un tempo forte, per cui ci siamo occupati del teatro, ci siamo
30:24occupati della villa. La villa è diventata museo a dicembre di questo 2025, che è importantissimo.
30:31Abbiamo un ottimo rapporto con Sias, il 4 agosto abbiamo sottoscritto la proroga, la rimodulazione
30:45dell'accordo fino al 2044, questo significa un impegno di responsabilità enorme. Io vi ricordo
30:54che il Consorzio all'interno ha sette enti, che non è che siano enti di poco livello, il Ministero,
31:06la Regione Lombardia, ringrazio tutti i studenti romani che sia qui, il Comune di Milano, il Comune di
31:16Monza, l'Asso Lombardia, la Camera di Commercio e la provincia di Monza. Sono enti complessi
31:23intorno a un tavolo per decidere il futuro di un luogo unico. È unico, cioè la regia di
31:32Monza è unica. Io non la conoscevo così bene, 724 ettari, 1 milione e 200 mila biani,
31:4252 km di biani, 14 km di recensi, 30, forse 32 edifici, di cui tre viglie di delizio. Abbiamo
31:52chiesto, adesso abbiamo iniziato l'iter per accreditarci alla tentative list dell'UNESCO, come
32:01il viglie di delizio dell'Abrianza, coi giardini. Abbiamo una storia importantissima, all'interno
32:07di quel luogo ci sono dipinti di Andrea Piani, il pittore di Napoleone. Cioè, per tutti
32:16noi, indipendentemente, io non sono monzese, deve essere un punto di orgoglio per l'Italia.
32:28Cioè, non ci sono scappatoie. È un luogo straordinariamente interessante sotto il punto
32:35di vista naturalistico, sotto il punto di vista sportivo, sotto il punto di vista salutistico.
32:41Abbiamo fatto un accordo con il San Gerardo, ringrazio il Presidente Cogliatti che ha seguito
32:46in prima persona. Cioè, l'ex centro di produzione RAI, parliamo di, diventerà un importante centro
32:56di, come lo chiamiamo, terapia del dolore, per gli adolescenti. Cioè, noi stiamo dando
33:06adesso, in questo periodo, delle letture importantissime perché questo luogo diventi un momento straordinario
33:15di futuro, che legga il futuro e che ci dia coraggio per il futuro. Perché noi stiamo vivendo
33:21adesso, lo diceva bene anche il Presidente, un momento estremamente di cambiamento. L'intelligenza
33:27artificiale ci ha creato un'ansia e ogni cosa che diciamo adesso diventa realtà. Non è vero.
33:35La carta stampata ce lo insegna. Scrittura, in greco, vuol dire tagliare il tempo. Noi dobbiamo
33:42tagliare il tempo con la reggia. Dimostrare che c'è una sua identità. Se non si fa così,
33:49quel luogo muore. Muore perché c'è un assalto continuo, scomposto, perché è scomposto. Perché
33:59tutti pensano che c'è qualcosa da prendere. No! È diverso. È come un oggetto fragile.
34:06bisogna trattarlo in modo facile. E poi ridarrà moltissimo a tutti. È questo che stiamo
34:12facendo. Io poi faccio poco, perché lo fate voi. Adesso io guardando. Io la prima volta
34:18che sono arrivato qua, si ricorda, Presidente, ho fatto una conferenza a Stapa, non conoscevo
34:21nessuno. Adesso alzo gli occhi e vedo amici. In due anni ci sono tanti amici, giornalisti,
34:33istituzioni. Prima ho citato il Presidente Cogliati, ma quanti consigli ne ha dato? Perché?
34:42Perché la stessore abbassa. Ci sentiamo di notte. Ti posso chiamare? Ma sì, sì, va bene,
34:49chiama. Cioè, è il Presidente della provincia. Quante volte ci siamo sentiti? Con loro stiamo
34:58facendo adesso il percorso dell'accreditamento delle ville di Delizia alla tentativista di
35:05Unesco. Perché? Ma loro fanno ville aperte. Ma l'avete visto? Che bello. Dobbiamo, secondo
35:14me, è un lavoro, è uno sforzo collettivo. È troppo impegnativa perché una persona possa
35:20mettere la posizione. Ma lei mette a posto qui un sacco di domande. Ma che domande
35:25dovete fare? Le risposte arrivano collettive. Per fare l'accordo con Sias abbiamo dovuto
35:34lavorare mesi. Ricorda? Sei mesi. Eh, forse un po' più un anno. Qualcuno di più. No, basta,
35:45magari ho detto troppo. Direi che ci siamo. Ho finito? Lampeggia, lampeggia. Scusate.
35:52Allora io mi rivolgo al presidente dell'autodromo. La villa sta cercando la sua identità. L'autodromo
36:04la sua identità ce l'ha dal 22 perché anche in una recente ricerca è considerato uno degli
36:12autodromi più pop, il secondo dopo Monte Carlo, in assoluto in tutto il mondo. Si calcola
36:20sempre in un'altra ricerca di Camera di Commercio che l'autodromo dia un indotto di 208 milioni
36:25quest'anno, questo Gran Premio. Ecco, che cosa può fare? Perché poi il legame tra questa
36:31città e l'autodromo è sempre stato comunque un po' dibattuto. Che cosa può fare l'autodromo
36:37per questa città? Cosa può fare ancora? Io vorrei fare una premessa dicendo che la mia
36:43esperienza risale da 2017 quando ACI mi ha offerto la presidenza del circuito. Devo dire
36:49che in quei momenti un po' di contrasti di cui lei sta parlando c'erano ancora. Prima
36:56erano molto più violenti e accesi. Sicuramente alcuni hanno considerato l'autodromo una scheggia
37:06all'interno del parco in propria. Il fatto che abbiamo celebrato i cent'anni, quattro
37:13anni fa, significa che non eravamo tanto una scheggia perché abbiamo percorso quantomeno
37:17una metà della vita del parco insieme. Io credo che gli atteggiamenti anche da parte
37:24nostra, da quando c'è la gestione di ACI Italia, sono cambiati. Le relazioni con il territorio
37:32mi sembra che anno dopo anno abbiamo cercato di renderle sempre più frequenti, fluide e
37:38costruttive. Devo ringraziare tutte le autorità presenti perché l'autodromo e soprattutto il
37:45Campione d'Italia si svolge grazie alla collaborazione corale di tutti. Per tutto l'anno siamo tutti
37:51impegnati a partire dalla prefettura, la pastura, le forze dell'ordine, la provincia e vengo per
37:57ultimo al consorzio perché è quello con cui abbiamo la collaborazione anche più frequente
38:02ed attiva perché è comunque un fenomeno di importanza internazionale e non solo nazionale.
38:11Che cosa possiamo fare di più e di meglio? Io credo che da sempre l'autodromo è una fonte
38:18di reddito importante per il territorio. Forse lo è stato anche per i promoter in anni molto
38:25addietro. Dagli ultimi 15 anni sicuramente la capacità di produrre il rettito per i promoter
38:35è notevolmente diminuita perché Formula 1 ha notevolmente aumentato le proprie esigenze
38:41sia in termini di fli che in termini di limitazione alla pubblicità e alle entrate che si possono
38:47fare nel corso del Gran Premio. Quindi il grosso vantaggio che il Gran Premio d'Italia porta
38:53lo porta sull'indotto sul territorio. Questi ultimi due o tre anni Formula 1 è notevolmente
39:00cresciuto, all'interesse del pubblico è cresciuto, abbiamo fatto un sold out dei posti anche più
39:07piumini in circuito, per cui quest'anno avremo veramente tutto esaurito anche nell'ospitale
39:14che questo alleggerirà un po' il peso della gestione, gestione che peraltro è stata aiutata
39:23anche dal Governo che ha avuto la sensibilità insieme alla Regione Novervia che è stata con
39:29poco paroni, tutto sommato il salvataggio dell'autodromo nel momento di crisi.
39:35Oggi noi se ci troviamo nella situazione di dover crescere sempre di più gli investimenti
39:42che anche il MIT ha fatto negli ultimi anni, favorendo appunto contributi anche per i prossimi
39:50cinque anni per iniziative importanti, è un percorso che stiamo seguendo in strettissima
39:57collaborazione con il Consorzio perché riteniamo che il tema fondamentale sia quello di coniugare
40:03le esigenze del pubblico, dei fans che girando per il mondo sono sempre più abituati a trovare
40:10servizi di altissimo livello, soprattutto in paesi emergenti o soprattutto in America
40:14dove Las Vegas e Miami sono due gran premi assolutamente di grande lusso e di grande prestigio.
40:21Noi abbiamo l'esigenza di coniugarle con il concetto della sostenibilità che è una sostenibilità
40:26ambientale sicuramente ma anche economica e anche sociale. Vedrete in questi tre giorni
40:32notevoli iniziative anche sotto il profilo dell'inclusione e sotto il profilo delle attività
40:37sociali. Questo è stato sposato in questi quattro anni nel rapporto con il Consorzio e con il
40:47Presidente del Consorzio per ringrazio perché effettivamente, ancorché qualcuno sospetti che
40:52ci siano delle lacune, è stato fatto un percorso estremamente serio e scrupoloso sotto
40:59tutto il profilo amministrativo ma anche sotto il profilo della comprensione di quelle che sono
41:04le esigenze. In questa direzione noi crediamo che con gli investimenti che ci siamo impegnati
41:11nel corso della rimodulazione della Convenzione e le prospettive che un progetto KPMG che stiamo
41:19valutando insieme potrebbero offrire per portare il parco ad essere autosostenibile nell'arco
41:27dei prossimi vent'anni. È qualcosa che siamo impegnati a percorrere.
41:31Vicerone Mola Russe, Presidente di Automobile Club d'Italia da poco meno di un anno, sta seriamente
41:39prendendo in considerazione. Dimentichiamoci che è stato Presidente di AC Milano, che AC Milano
41:44è stato il fondatore dell'Ottodimo 104 anni fa. Quindi c'è un legame fortissimo con il
41:51territorio, un legame che vogliamo continuare a potenziare, a far crescere perché tutti
41:56crediamo che Mozza sia grande e possa continuare a diventare ancora più grande grazie anche
42:02al circuito. Grazie alla stampa.
42:09Grazie a lei, perfetto. Allora adesso proviamo a passare nei tempi il Presidente del Consorzio.
42:20Allora abbiamo raccontato una città che non è più quella delle fabbriche e delle villette, ma sta prendendo
42:28una nuova svolta. Qual è l'anima di questa città e qual è il progetto per il futuro?
42:38Allora mi permetterei di comprare una carta da quello che hanno appena detto il Direttore
42:47Corsini e il Presidente Redarelli. Entrambi in modi diversi hanno fatto riferimento a una
42:55collaborazione, un rapporto tra soggetti all'interno di uno stesso territorio e anche al di fuori
43:00territorio perché non dimentichiamo che la cosa ad esempio di cui appunto abbiamo appena
43:06parlato ha un'attrazione di carattere internazionale. Noi in questi giorni ci stiamo apprestando
43:11a accogliere a braccia aperte persone che vengono da almeno 60-70 nazioni delle 200 circa che
43:18compongono il pianeta e quindi in una logica che è locale e non solo locale la carta che
43:24compro e che voglio confermare è quella della collaborazione. Monza è una città capace di
43:34esprimere molte logiche vincenti dal punto di vista settoriale, ho fatto solo tre esempi,
43:43l'impresa monzese 14 mila imprese, l'impresa della provincia Monza e Brianza più di 70 mila,
43:49parlo di quelle attive, faccio un secondo esempio, la scuola, l'impianto scolastico e
43:55professionale di questo territorio è un impianto che non ha guali dal punto di vista delle proporzioni
44:00con la popolazione in Italia, abbiamo la possibilità di confrontarci con Roma da questo punto di
44:06vista, ma Roma è la capitale e l'incredibile vivacità del terzo settore, associazionismo,
44:14cooperativismo, terzo settore in generale sono un fattore che stupisce chi arriva dall'esterno,
44:19non parlo da cittadino che deve difendere e deve, come dire, gloriarsi dei valori della
44:24sua città, parlo da cittadino che ascolta molto spesso le persone che vengono fuori e
44:28dicono ma voi avete una struttura di terzo settore impressionante, non a caso in questi
44:33giorni il rapporto col terzo settore anche dentro le dinamiche del Gran Premio è un rapporto
44:38fortissimo, che buca gli schermi e arriva a livello internazionale. Ecco io credo che questa
44:44sia uno, perché parlavamo di anima, sia una delle anime di questa città e di questo
44:49territorio, la capacità di avere idee, di avere idee che sono apparentemente teoria,
44:55di essere concreti nella loro realizzazione, pragmatismo, ma la capacità anche di collaborare,
45:01la capacità di intendersi. Il lavoro che si fa per realizzare il Gran Premio ogni anno
45:06è un lavoro che inizia il giorno dopo il Gran Premio appena svolto e che ad esempio ha un
45:11protagonismo nella figura del prefetto, delle forze dell'ordine e di tantissime istituzioni
45:16quando noi ci incontriamo in comitato d'ordine pubblico col prefetto per preparare il Gran Premio
45:21rappresentiamo più di 40 soggetti e istituzioni, a partire ovviamente da CISIAS, è una rappresentazione
45:28di questa dimensione. Quindi direi uno certamente un'anima che non ha, come dire, rinunciato
45:36alla tradizione, una tradizione del brian solo concreto, capace di pensare e capace poi
45:41il giorno dopo di realizzare e che la sta rinforzando con una capacità di collaborazione,
45:47di riduzione delle distanze che è un pezzo del suo successo. Anche lo sviluppo di come
45:53viene concepito oggi Parco, Giardini e Villa Reale è uno sviluppo che è figlio di questa
46:00entrata in relazione continua. Le relazioni che noi teniamo in continuazione con Venaria
46:04Reale, con Caserta, con le altre regge reali del mondo, dell'Europa in particolare, ci aiutano
46:10a imparare tantissimo in termini di gestione e qualche volta ci aiutano anche a farci scoprire.
46:16A me è rimasta impresso una battuta della direttrice della regge di Caserta, due anni fa
46:21ex direttrice, due anni fa vengono per un'assemblea di AR, associazione delle residenze reali in Europa,
46:28uno dei tre passaggi è su Milano, uno dei tre è su Monza e uno dei tre è a Villa
46:32Carlotta
46:33sul lago. Il giorno di Villa Reale lei viene, si ferma a mangiare con noi, io passo a salutare
46:41fra i tavoli, mi fermo con lei a chiacchierare e lei mi dice le devo chiedere scusa, dico
46:45scusi, non ci siamo ancora parlati, no, le devo chiedere scusa perché sono venuta con un
46:49pensiero ricombito. Andiamo a vedere questa Villa Reale anche se in realtà in Italia c'è
46:56Stupinigi, in Italia c'è Venaria, in Italia c'è Caserta. Dicei invece ho fatto il giro
47:01dentro il vostro parco che non finisce mai, ho visto quante costruzioni ci sono all'interno,
47:06ho visto l'autodoma, ho visto il golf, ho visto il tennis e sono qua seduta in Villa Reale
47:11e mi rendo conto che sono di fronte a un soggetto unico e lo dico da specialista. Ecco,
47:17Monza è questo. Monza deve però imparare a fare una cosa, vedo che il rosso incombe e
47:22quindi la dico, avere un po' di serenità quando si autogiudica. Noi monzesi siamo esigenti
47:29con noi stessi e ancora di più con gli altri, giusto? Ma quando ci giudichiamo impariamo
47:35anche a valutarci perché altrimenti il rischio è veramente quello della provincia, quello
47:40della piccola provincia e invece se sei consapevole dei tuoi valori, se sei consapevole che hai un
47:45ospedale di rilievo nazionale, se sei consapevole che le tue imprese sono un punto di riferimento,
47:51se sei consapevole che a mille metri da qua, 800, c'è la sede di una delle multinazionali
47:57più importanti nel settore chimico e chimico e degli ossigeni, liquide eccetera eccetera
48:05e che è gestita saldamente da Monza e a distanza di 1200 metri da qua c'è la sede di
48:13un'altra
48:14azienda che fa un lavoro analogo e che è saldamente gestita da Monza, se sei consapevole di questo
48:19smetti di fare la politica di chi arranca e cerca di farsi notare e stai esattamente
48:28nei confronti degli altri con la serenità di chi ha tantissimi valori di dimostrare in
48:33campo imprenditoriale, in campo scolastico, in campo associazionistico, nel campo difficilissimo
48:40della mediazione fra lo sviluppo e l'innovazione tecnologica di cui l'autodomo è un esempio e
48:45dall'altra parte lo sviluppo anche dell'ambiente e l'attenzione ai confronti della sostenibilità.
48:56In sintesi dopo destinazione paradiso, destinazione Unesco, giusto?
49:01Anche perché piccola battuta importante, sempre per parlare di una città che sta crescendo,
49:07questa città è convinta di non essere mai riuscita a entrare all'interno della considerazione
49:11Unesco avendo fatto la domanda, ma la domanda rispetto all'essere riconosciuti all'interno
49:17delle diverse categorie Unesco non è mai stata fatta, ad esempio, nella storia di questa
49:22città.
49:22Noi abbiamo verificato tutto il percorso e non è mai stata fatta e allora sentite l'ondata
49:30di un pensiero che tendenzialmente è un pensiero che si autoreprime, è il contrario, poiché
49:36non è mai stata fatta questa richiesta, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto
49:40ma cominciamo e cominciamo a verificare se il percorso è possibile e poiché abbiamo
49:44ritenuto che facendo le cose insieme si potesse lavorare molto meglio che lavorare singolarmente
49:50abbiamo detto non facciamola da soli questa domanda, la facciamo insieme alla provincia
49:56di Monza dell'Abrianza con quella esperienza bellissima di Ville Aperte.
49:59Ecco, questo è quello che ci aspettiamo, serenità, coraggio e consapevolezza.
50:09Bene, a proposito di Ville Aperte che partirà dopo il Gran Premio, ricordo che noi siamo
50:17nel cartellone perché siamo ospiti a Villa Tittoni con la nostra mostra sulla diossina,
50:24così faccio un autospottone.
50:26Adesso c'è il cocktail, grazie a tutti.
50:41Il giorno nasce come impresa elettoriale fine a se stessa, ossia senza secondi.
50:46A caso mai aveste, come dire, non temete che ci sia un altro panel, non guardatemi negli
50:52occhi male, c'è un rinfresco qui sopra e ringraziamo tutti i presenti da parte della
50:57redazione e anche della direttrice, grazie.
51:03Il giorno nasce come impresa elettoriale fine a se stessa, ossia senza secondi fini.
51:09Come impresa elettoriale, il giorno si propone di dare ai lettori il massimo di informazioni
51:14col massimo di obiettività.
51:15Era il 1962.
51:17Il giorno viveva da sei anni, immerso anima e inchiostro nelle difficoltà e nelle ambizioni,
51:23nelle speranze e nelle delusioni con cui ci costringono a fare i conti, i cambiamenti.
51:28Quando si celebrano negli anniversari, si corre il rischio di rifugiarsi nella nostalgia.
51:33Il passato è sempre una tentazione irresistibile.
51:36Un compleanno non è un museo.
51:3870 anni di futuro è una finestra sempre aperta e la scommessa sta ancora lì, proprio davanti
51:43ai nostri occhi.
52:24Il passato è un museo.
52:28Grazie.
52:40Grazie.
52:40Grazie.
52:42Grazie.
52:44Grazie.
52:45Grazie.
52:50Grazie.
52:50Grazie.
52:55Grazie.
52:55Grazie.
52:59Grazie.
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