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Trascrizione
00:00...
00:04Dai Dazia, le nuove fragilità delle catene globali che mettono alla prova l'industria europea
00:10tra shock dell'offerta e tensioni commerciali. Quali sono i rischi per imprese e per consumatori
00:16e come deve reagire l'Europa? E allora ne parliamo con Mattia Adani, presidente Whale ed economista.
00:23Grazie di essere qui con noi.
00:25Buongiorno a tutti.
00:26Partiamo proprio dall'emergenza del momento, l'olio motore che è diventato il nuovo collo di bottiglia
00:32dell'industria automobilistica con i prezzi degli oli base Group 3 che sono triplicati,
00:38Stellantis, Volkswagen, Toyota che stanno cercando fornitori e formulazioni alternative.
00:44Quanto è seria oggi questa situazione? Quanto è concreto il rischio di una vera e propria crisi delle forniture?
00:51Il rischio è molto serio nel senso che noi abbiamo il 25-30% della capacità di raffinazione mondiale
01:00di questo componente fondamentale per gli oli motore avanzati, questo Gruppo 3, che è in Medio Oriente
01:06e in realtà è in metà di quella capacità è oltretutto stata distrutta, nel senso che è stato oggetto di
01:14bombardamenti.
01:15Quindi anche se Hormuz riaprisse domani, in realtà ci vorrebbero comunque anni per ripristinare il livello di capacità globale.
01:23Questo si aggiunge in realtà a un problema di lungo termine, quindi non è solo la capacità di raffinazione
01:29medio orientale che è seriamente compromessa, ma anche quella russa che è oggetto di sanzioni
01:36ed è stata oggetto di attacchi dalle forze ucraine, quindi è stata messa fuori gioco anche quella
01:41e dal comportamento normalmente dell'industria cinesi che quando ci sono problemi ricevono probabilmente direttive di non esportare.
01:51Per cui abbiamo controlli all'export in Cina, capacità compromessa in Medio Oriente, capacità compromessa nel mondo russo,
01:59risultato una crisi globale in cui l'Europa rischia di rimanere in mezzo, in quanto la capacità di raffinazione in
02:08Europa
02:08è diminuita, unico contenente, negli ultimi anni. L'ultimo impianto tolto dalla linea è stato il nostro di Livorno.
02:16Quindi è una situazione abbastanza seria che non si potrà neppure risolvere nel breve termine.
02:23Ecco, allora quanto questa situazione può tradursi in costi più elevati non soltanto per le case automobilistiche
02:29ma un aumento che magari potrà essere assorbito proprio dalla filiera e quanto invece può rischiare di arrivare al consumatore?
02:37In questo momento il rischio principale in realtà è sulle case automobilistiche perché il comportamento che si sta notando
02:44diciamo che i consumatori a fronte di mancanze di disponibilità dell'olio oppure di prezzi eccessivi
02:50semplicemente rinviano il cambio dell'olio se vogliamo, no?
02:55E questo sta portando, come dire, seri problemi ai margini delle case automobilistiche.
03:02L'olio motore in Europa sono circa 2 miliardi e mezzo di litri.
03:05Le case automobilistiche guadagnano tipicamente 4-5 euro al litro di margine su queste cose.
03:12Se anche solo il 10% della capacità, come delle vendite, non si potessero fare
03:18saremmo nell'ordine del miliardo di euro per le case automobilistiche europee all'anno, no?
03:24Quindi sono comunque cifre, impatti economici che in questo momento loro più che i consumatori stanno assorbendo.
03:31Bisogna capire quanto durerà questa situazione e se a un certo punto anche i consumatori
03:35saranno comunque obbligati a cambiare il loro olio, se no rischieranno problemi nelle loro autovetture.
03:41Ecco, e allora questa situazione cosa ci insegna proprio sulla dipendenza europea, dell'industria europea?
03:49Eh, ci insegna che purtroppo l'Europa ha fatto tanto affidamento sulla globalizzazione
03:55che prevede la fiducia, come dire, che le materie, che i mercati rimarranno aperti.
04:02Abbiamo di fatto, stiamo tuttora dismettendo la nostra capacità sull'industria di base.
04:08L'industria chimica europea negli ultimi anni ha perso il 20% della capacità produttiva.
04:15Questo, diciamo, per via di, come dire, standard ambientali molto elevati,
04:22i quali però non hanno salvato il mondo, hanno semplicemente spostato produzione in altri luoghi
04:28e questa produzione nei momenti problematici non arriva da noi.
04:32Quindi, diciamo, fondamentalmente bisogna rimettere al centro la necessità di avere
04:39almeno un minimo di capacità produttiva domestica per fronteggiare questo tipo di problematiche.
04:47Ecco, poi c'è la politica commerciale di Trump che abbiamo visto in tutti questi mesi.
04:51Al di là dei singoli dazi, stiamo andando verso un cambiamento strutturale
04:55dal suo punto di vista proprio degli scambi mondiali?
04:58A mio avviso sì, perché, diciamo, la globalizzazione porta tanti vantaggi ma richiede fiducia.
05:04Quindi, e quando non c'è la fiducia, crea paura.
05:09Quindi tutti stanno cercando di riportare capacità produttiva a casa loro.
05:14Uno degli strumenti che si usa è appunto il protezionismo, di cui i dazi sono uno degli strumenti,
05:20ce ne sono anche altri.
05:22Quindi è chiaro che il modello di mercato aperto è entrato in crisi,
05:27ha bisogno, se anche si volesse ricostruirlo, di tanta fiducia.
05:31Per costruire fiducia ci vuole tempo.
05:34Risultato, a mio avviso, siamo a fronte di un cambiamento strutturale.
05:38E anche sui mercati d'energia.
05:40Ricordiamoci che nella precedente crisi iraniana, se vogliamo, quella del 1979,
05:45i prezzi salirono ma poi non tornarono più ai livelli precedenti.
05:50Quindi noi comunque rischiamo un cambiamento strutturale della struttura economica globale
05:56con maggiore protezionismo e prezzi d'energia strutturalmente più elevati.
06:01Bisogna capire cosa l'Europa vorrà fare, perché l'Europa ancora vive nell'illusione
06:07di poter tenere mercati aperti e avere costi d'energia molto limitati,
06:13senza pagare il prezzo di impianti e capacità produttiva, magari anche inquinante, al proprio interno.
06:22Certo, e allora staremo a vedere proprio come evolverà questa situazione, questa crisi.
06:27Grazie Mattia Dani, presidente Whale ed economista.
06:30Alla prossima occasione.
06:31Grazie a voi.
06:32Grazie a voi.
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