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  • 2 giorni fa
Milano, 14 ago (askanews) - Triennale Milano è aperta il 15 di agosto. Fra le offerte espositive, negli spazi dell'Impluvium al primo piano, c'è anche la mostra Davide Stucchi. Temporary Rooms, a cura di Damiano Gullì, che apre una riflessione sui rapporti tra arte e design, tra oggetti, spazi e architetture, interrogando il modo in cui gli interni vengono rappresentati, percepiti e messi in scena. Dall'apertura fino al 4 ottobre infatti, in momenti specifici, gli oggetti presenti nello spazio vengono progressivamente smontati e sostituiti, dando forma a una casa che si costruisce, si modifica e si ridefinisce lungo l'intera durata della mostra. Quattro riconfigurazioni successive - bagno, salotto, camera da letto e cucina. Fino al 14 settembre è visibile la camera da letto.In occasione del primo allestimento artista e curatore hanno raccontato ad askanews il progetto di ipotesi di modulo abitativo assolutamente precario: transitorietà, precarietà, fragilità di questi interni domestici che vengono di volta in volta messi in questione trasformati, riattivati. Davide Stucchi: "La mia pratica artistica è sicuramente molto influenzata anche dall'essere uno scenografo per professione e di conseguenza credo che l'idea di palco o comunque di scena che troviamo al centro della stanza sia strettamente connessa anche a quelle che sono le opere che entreranno in scena in una successiva configurazione delle stanze temporanee".Damiano Gullì: "Questa idea della trasformazione dell'oggetto genera un cortocircuito percettivo nell'osservatore, nel visitatore, perché forme apparentemente familiari quando ci si avvicina si rivelano altro da sé: é un portare l'attenzione sull'anima degli oggetti che ci fa scoprire quelle che sono le dinamiche che si creano fra opera d'arte, oggetto d'arte, oggetto di design e l'ambiguità e proprio su questa soglia di ambiguità si muove il lavoro di Stucchi".

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Trascrizione
00:00La mostra Temporary Rooms che ho installato in questa stanza della triennale, l'impluvium,
00:06ha al suo centro quello che è un'ipotesi di modulo abitativo assolutamente precario.
00:13Transitorietà, precarietà, fragilità di questi interni domestici che vengono di volta in volta messi in questione, trasformati, riattivati.
00:22L'idea di realizzare una mostra che ha quattro opening e quindi si dilata nel tempo,
00:26che può anche essere girata tutta attorno, fa vedere il retro delle opere.
00:30Gli ambienti in una porosità fra interno ed esterno, architettura preesistente, architettura temporanea,
00:36ci parlano di una quotidianità del vivere e dell'abitare che in una città come Milano può anche essere complessa.
00:43La mia pratica artistica è sicuramente molto influenzata anche dall'essere un scenografo per professione
00:51e di conseguenza credo che l'idea di palco o comunque di scena che troviamo al centro della stanza
00:57sia strettamente connessa anche a quelle che sono le opere che entreranno in scena
01:01in una successiva configurazione delle stanze temporanee.
01:05Questa idea della trasformazione dell'oggetto genera un cortocircuito percettivo nell'osservatore, nel visitatore
01:11perché forme apparentemente familiari, quando ci si avvicina, si rivelano altro da sé.
01:18È un portare l'attenzione sull'anima degli oggetti che ci fa scoprire quelle che sono le dinamiche
01:24che si creano fra opera d'arte, oggetto d'arte, oggetto di design e l'ambiguità.
01:29E proprio su questa soglia di ambiguità si muove il lavoro di stucchi.
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