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  • 1 giorno fa
Studiare Design significa imparare a progettare e progettare non significa semplicemente disegnare un oggetto, uno spazio, un capo di moda o un interfaccia. Significa immaginare possibilità che ancora non esistono e trovare il modo di renderle reali.La parola design fa parte del linguaggio comune. La usiamo per descrivere oggetti, stili, innovazione, ma proprio per questo rischia di perdere significato. È spesso accompagnata da termini come innovazione, sostenibilità, progresso, che sono importanti ma rischiano di trasformarsi in etichette prive di contenuto. Per me il design non è il design di qualcosa, ma il design per qualcosa. Cioè non è un fine, ma uno strumento per immaginare cambiamenti che abbiano un significato e migliorino il rapporto fra le persone, la società e l'ambiente. Questa attitudine accompagna l'essere umano fin dalle sue origini. Quando l'Homo habilis costruisce il primo utensile, immagina una possibilità che prima non esisteva, trasformando progressivamente sé stesso e ciò che gli sta intorno. Studiare Design significa imparare a leggere il mondo per poter intervenire su di esso con consapevolezza. È un percorso che insegna a comprendere la storia, a interpretare il presente per immaginare futuri possibili. Viviamo immersi nelle tracce della nostra storia. Ogni intervento dialoga con ciò che già esiste: i luoghi, le persone, le culture. Progettare significa non dimenticarsi di questa eredità, ma interpretarla e trasformarla. Studiare design significa imparare, osservare a fare domande, a mettere in relazione conoscenze diverse. Significa imparare che ogni progetto è un atto culturale e civile, perché ogni scelta modifica il modo in cui viviamo.Il cuore del corso di laurea sono i laboratori progettuali dove si impara facendo. In Italia esistono ormai molti corsi di laurea in Design e ciascuno ha una propria identità. Alcuni sono più orientati al prodotto, altri agli interni, alla comunicazione, alla moda o ai servizi. Il mio consiglio è di scegliere una scuola che offre una formazione ampia perché il mondo cambia più velocemente delle specializzazioni.La preparazione si fonda su discipline come la storia del design, l'estetica, la cultura del progetto, le scienze umane, le tecnologie, i materiali, la psicologia, oltre che sugli strumenti della rappresentazione e i processi produttivi. E poi ci sono i laboratori, dove spesso gli studenti lavorano su progetti concreti, si osservano problemi reali, si sviluppano idee, si costruiscono modelli e prototipi, si sperimenta, si verifica, si modifica, si ricomincia.Nel design l'errore non è un fallimento, è parte del processo formativo. È un apprendimento basato sull'esperienza, sul confronto, sul lavoro di gruppo. Per studiare Design non serve essere artisti né saper disegnare perfettamente. La prima qualità è la curiosità. «Se non siete curiosi, lasciate perdere», diceva Achille Castiglioni a studenti già molti anni fa. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno, come agiscono, quello del design non è il mestiere che fa per voi. Non pensate di diventare inventori, di poter organizzare e decidere tutto come vorreste. Il design è molto meno eroico, ma molto più interessante. È importante osservare prima di immaginare, ascoltare prima di proporre, capire prima di giudicare. Allenarsi osservando tutto quel che succede intorno a voi, per strada, nei locali, in rete. Chiedetevi perché le persone fanno quello che fanno, anche con autoironia e autocritica. È così che si impara a osservare criticamente gesti ovvi, gli atteggiamenti conformisti, le forme scontate per scoprire che si può fare altro.Quello del designer è un mestiere meraviglioso, ma comporta fatica, umiltà, sacrifici e molta, molta passione. Nel design si impara facendo, si sperimenta, si sbaglia. Si ricomincia seguendo il metodo, sviluppando la capacità di collaborare e la disponibilità a mettersi continuamente in discussione. Le tecnologie cambiano, i materiali cambiano, le professioni cambiano. L'attitudine progettuale, invece, rimane. Ed è proprio questa la competenza più importante che il corso di laurea aiuta a costruire.Una laurea in Design apre molte strade perché insegna un metodo prima ancora di una sola professione. Si può operare in contesti diversi: oggetti, moda, luoghi, artefatti fisici e digitali, progettando prodotti, servizi, spazi interni e esterni, sistemi di comunicazione, interfacce, materiali innovativi o anche esperienze. Si può lavorare nell'industria, negli studi professionali, nella moda, nell'editoria, nelle istituzioni culturali, negli archivi, nella pubblica amministrazione, nel terzo settore o avviare una propria attività. In qualsiasi campo si operi la sostenibilità materiale, sociale, economica è una responsabilità che attraversa ogni progetto e n...

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Trascrizione
00:04Studiare design significa imparare a progettare e progettare non significa semplicemente disegnare
00:12un oggetto, uno spazio, un capo di moda o un'interfaccia. Significa immaginare possibilità
00:18che ancora non esistono e trovare il modo di renderle reali.
00:25La parola design fa parte del linguaggio comune. La usiamo per descrivere oggetti, stili,
00:32innovazione, ma proprio per questo rischia di perdere significato. È spesso accompagnata
00:38da termini come innovazione, sostenibilità, progresso, che sono importanti, ma rischiano
00:45di trasformarsi in etichette prive di contenuto. Per me il design non è il design di qualcosa,
00:53ma il design per qualcosa. Cioè non è un fine, ma uno strumento per immaginare cambiamenti
01:02che abbiano un significato e migliorino il rapporto fra le persone, la società e l'ambiente.
01:08Quest'attitudine accompagna l'essere umano fin dalle sue origini. Quando l'homo habilis
01:15costruisce il primo utensile immagina una possibilità che prima non esisteva, trasformando
01:21progressivamente se stesso e ciò che gli sta intorno. Studiare design significa imparare
01:28a leggere il mondo per poter intervenire su di esso con consapevolezza. È un percorso
01:33che insegna a comprendere la storia, a interpretare il presente per immaginare futuri possibili.
01:40Viviamo immersi nelle tracce della nostra storia. Ogni intervento dialoga con ciò che già esiste,
01:47i luoghi, le persone, le culture. Progettare significa non dimenticarsi di questa eredità,
01:55ma interpretarla e trasformarla. Studiare design significa imparare a osservare, a fare domande,
02:02a mettere relazioni e conoscenze diverse. Significa imparare che ogni progetto è un atto culturale
02:09e civile perché ogni scelta modifica il modo in cui viviamo.
02:17Il cuore del corso di laurea sono i laboratori progettuali dove si impara facendo. In Italia esistono
02:25ormai molti corsi di laurea in design e ciascuno ha una propria identità. Alcuni sono più orientati
02:32al prodotto, altri all'interno, alla comunicazione, alla moda o ai servizi. Il mio consiglio è di
02:38scegliere una scuola che offra una formazione ampia perché il mondo cambia più velocemente
02:44delle specializzazioni. La preparazione si fonda su discipline come la storia del design,
02:50l'estetica, la cultura del progetto, le scienze umane, le tecnologie, i materiali, la psicologia,
02:59oltre che sugli strumenti della rappresentazione e i processi produttivi. E poi ci sono appunto
03:05i laboratori dove spesso gli studenti lavorano su progetti concreti. Si osservano problemi reali,
03:12si sviluppano idee, si costruiscono modelli e prototipi, si sperimenta, si verifica, si modifica,
03:18si ricomincia. Nel design l'errore non è un fallimento, è parte del processo formativo,
03:26è un apprendimento basato sull'esperienza, sul confronto, sul lavoro di gruppo.
03:35Per studiare design non serve essere artisti né saper disegnare perfettamente. La prima qualità
03:43è la curiosità. Se non siete curiosi lasciate perdere, diceva Chile Castiglioni a suoi studenti
03:49già molti anni fa. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno, come agiscono, quello del design
03:56non è il mestiere che fa per voi. Non pensate di diventare inventori, di poter organizzare e
04:03decidere tutto come vorreste. Il design è molto meno eroico, ma molto più interessante. È importante
04:11osservare prima di immaginare, ascoltare prima di proporre, capire prima di giudicare. Allenatevi
04:18osservando tutto quel che succede intorno a voi, per strada, nei locali, in rete. Chiedetevi perché
04:25le persone fanno quello che fanno, anche con autoironia e autocritica. È così che si impara
04:32a osservare criticamente i gesti ovvi, gli atteggiamenti conformisti, le forme scontate,
04:38per scoprire che si può fare altro. Quello del designer è un mestiere meraviglioso, ma comporta
04:45fatica, umiltà, sacrifici e molta, molta passione. Nel design si impara facendo, si sperimenta,
04:54si sbaglia, si ricomincia, seguendo il metodo, sviluppando la capacità di collaborare e la
05:01disponibilità a mettersi continuamente in discussione. Le tecnologie cambiano, i materiali
05:07cambiano, le professioni cambiano, l'attitudine progettuale invece rimane. Ed è proprio questa
05:13la competenza più importante che il corso di laurea aiuta a costruire.
05:22Una laurea in design apre molte strade perché insegna un metodo prima ancora di una sola professione.
05:29Si può operare in contesti diversi, oggetti, moda, luoghi, artefatti fisici e digitali, progettando
05:36prodotti, servizi, spazi interni e esterni, sistemi di comunicazione, interfacce, materiali
05:43innovativi o anche esperienze. Si può lavorare nell'industria, negli studi professionali, nella
05:49moda, nell'editoria, nelle istituzioni culturali, negli archivi, nella pubblica amministrazione,
05:55nel terzo settore o avviare una propria attività. In qualsiasi campo si operi, la sostenibilità
06:02materiale, sociale, economica è una responsabilità che attraversa ogni progetto e non un tema
06:08a parte. Spesso il designer lavora in gruppi multidisciplinari, insieme a ingegneri, economisti,
06:15a informatici, a sociologi, a medici, artigiani, scienziati, ricercatori, storici. In realtà
06:23il design forma professionisti capaci di mettere in relazione competenze diverse e trasformarle
06:30in progetto. Il design mi ha insegnato che il mondo non è qualcosa da osservare passivamente,
06:40ma una realtà con cui possiamo entrare in relazione e sulla quale possiamo intervenire
06:46con responsabilità. Mi ha insegnato che le grandi sfide del nostro tempo, dal cambiamento
06:51climatico alle diseguaglianze sociali, non si affrontano da soli e non si risolvono con
06:56un solo progetto. Si affrontano costruendo relazioni e lavorando con le comunità, mettendo
07:02in dialogo saperi diversi. Oggi il mondo è molto diverso da quello in cui il design è
07:08nato. Cambiano i materiali, cambiano le tecnologie, cambiano i bisogni, ma soprattutto cambiano le
07:15domande che dobbiamo porci. Per questo credo che oggi il compito del design non sia produrre
07:21di più, ma progettare meglio, costruire relazioni più equilibrate fra le persone, l'ambiente
07:28e i sistemi produttivi, trasformando gli scarti risorse, le crisi in occasione di cambiamento
07:34e l'innovazione in una forma di responsabilità.
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