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  • 2 giorni fa
«In una guerra non ci sono solo due persone che combattono. Ci vuole un terzo attore che combatta per la pace». Intervenuto al podcast Il Fienile insieme a Luca Zaia, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha ripercorso le esperienze vissute durante le sue missioni di pace e umanitarie nel conflitto russo-ucraino. E sul conflitto in corso in Medio Oriente ha chiamato «la comunità internazionale a intervenire per la pace».Di fronte all’orrore della guerra e alle ferite profonde lasciate nei popoli, Zuppi sottolinea la necessità di non arrendersi alla logica del conflitto e di mantenere aperti i canali del dialogo. Un confronto sul dolore delle vittime e sul ruolo della comunità internazionale, chiamata non solo a prendere posizione, ma a lavorare per fermare quella che il cardinale definisce un’«inutile strage» e restituire spazio alle ragioni della pace.

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Trascrizione
00:00Lei che ha conosciuto la gente dei territori di guerra, che impressione ha avuto?
00:04Di una sofferenza enorme, infinita, inesprimibile anche per certi versi, perché poi alla fine delle guerre cambiano i sistemi purtroppo,
00:13ma il dolore, la sofferenza, l'umanità, la disumanità, la pietà che muore, quindi qualcosa che muore ti porti dentro
00:21tutta la vita.
00:22Primo Levi diceva la guerra non finisce mai, perché per certi versi è una cicatrice che comunque ti porti dentro.
00:27Papa Francesco l'ha nominato, è inviato speciale per la pace diciamo in Ucraina, che idea si è fatta di
00:33questo conflitto?
00:33Che manca tantissimo l'unità del terzo attore, la guerra c'è un aggressore, un aggredito, i due che combattono,
00:42ma ci vuole un terzo che combatta, che è la comunità internazionale.
00:45E devi combattere ovviamente, come ha fatto l'Europa, diciamo, nello stare dalla parte dell'aggredito, ma però bisogna stare
00:56anche dalla parte del dialogo, dalla parte della pace.
00:59Grazie a tutti!
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