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  • 16 hours ago
“Un aspetto che mi piace sottolineare è che il Digital Markets Act, che è l'atto tipico di regolazione ex ante del digitale, ha come obiettivo la contendibilità del mercato, non la promozione della concorrenza come avviene invece nelle telecomunicazioni. Cerca cioè di creare i presupposti, che sono la condizione necessaria per avere poi uno sviluppo di industrie alternative, della concorrenza e dell'industria europea. Il passo non è breve né semplice: si tratta di passare dalla semplice correzione del mercato alla costruzione di capacità, resilienza e autonomia. Qui lo Stato, oltre al suo ruolo di regolatore e alla definizione di una politica industriale, può agire anche con un intervento diretto, soprattutto dal lato della domanda pubblica. Credo che questa sia una delle leve più importanti per la definizione della politica industriale nel digitale e per il raggiungimento dell'autonomia strategica”. Lo ha detto Antonio Manganelli, università di Siena, Centre on regulation in Europe, partecipando all’evento ‘Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea’, organizzato da Adnkronos e Open Gate Italia, presso Palazzo dell’Informazione a Roma.

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00:04Questo pendolo tra politica industria e regolazione in realtà non è nuovo, ci sono anche negli
00:11ambiti più vicini a noi che conosciamo, c'è sempre stato, non è una novità, per esempio
00:17prendendo banalmente la liberalizzazione degli utilities, chiaramente politica industriale
00:24e la conseguente regolazione pro concorrenziale di fatto ha creato l'industria e la liberalizzazione
00:29dal solo non avrebbe consentito. Cosa invece c'è di nuovo, di molto nuovo e diverso nel
00:36digitale è che la regolazione nel digitale nasce con fatica in un mercato che invece era
00:41aperto, globale, in cui non c'è nessun monopolio legale da smontare, il collo di bottiglia non
00:47era una rete, un'infrastruttura locale, ma un ecosistema globale fatto di dati, di standard,
00:53di effetti rete, di scala, di capacità di calcolo, di normi capitali investiti in innovazione
00:58che si autorafforzano e che sono molto più difficili da disciplinare con la regolazione
01:04e soprattutto è molto più difficile far conseguire un effetto di politica industriale
01:09con la regolazione tradizionale. Quindi la regolazione non basta e è evidente per esempio
01:15un aspetto che mi piace sottolineare è che per esempio il DMA, che è il Digital Market
01:22TACT, che è l'atto tipico di regolazione ex ante del digitale, ha come obiettivo la
01:29contendibilità, non la promozione della concorrenza come invece c'è nelle telecomunicazioni,
01:34cioè di creare presupposti, però da creare presupposti, condizione necessaria, ad avere
01:40poi uno sviluppo di industrie alternative, concorrenza, industrie europee, il passo non è breve,
01:47non è semplice, quindi è un passaggio da correzione a costruzione di capacità, resilienza,
01:53autonomia e qui lo Stato oltre al suo ruolo di regolatore, il suo ruolo di definizione
01:59della politica industriale, può, è stato sottolineato a molte parti, agire anche con
02:04intervento diretto, soprattutto dal lato della domanda pubblica. Io credo che questa sia
02:09una delle politiche maggiormente più importanti per la definizione della politica industriale
02:14nel digitale per la definizione dell'autonomia strategica.
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