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  • 9 minuti fa
Roma, 22 lug. (askanews) - "È gravissimo che l'Italia non disponga di un Piano nazionale antincendi immediatamente operativo in tutte le Regioni. Si sapeva perfettamente che la Sicilia era tra i territori a più alto rischio: lo confermano anche i dati ufficiali dell'Unione europea, che indicano le province di Palermo, Trapani e Agrigento tra le più esposte agli incendi boschivi".Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital."Quindici giorni fa da Trapani avevamo lanciato l'allarme con la campagna 'Stop Incendi Boschivi 2026', insieme all'associazione Fenice Verde di Palermo, dopo aver già rilanciato l'iniziativa da Catania con il Segretario generale del Codacons - ha ricordato - da anni chiediamo un piano nazionale che sia operativo sia nella prevenzione sia nella gestione dell'emergenza"."Quando ero ministro dell'Agricoltura - ha detto Pecoraro Scanio - ho firmato anni fa il decreto che ha introdotto il reato di incendio boschivo, prevedendo il carcere per chi devasta boschi e aree protette. Ma non basta arrestare gli incendiari: occorrono condanne efficaci e misure di controllo rigorose per i responsabili abituali, affinché non possano continuare a colpire il nostro patrimonio naturale"."È indispensabile investire nelle nuove tecnologie per individuare gli incendi e consentire interventi tempestivi. Allo stesso tempo bisogna rafforzare il volontariato, sostenere i Comuni, soprattutto quelli più piccoli che dispongono di pochi mezzi ma devono proteggere territori vastissimi, e valorizzare il ruolo degli agricoltori. Dove l'agricoltura è presente, il territorio è curato, i terreni non vengono abbandonati e si crea un presidio naturale contro il rischio incendi"."Servono decisioni immediate - ha concluso - perché la prevenzione è l'unico modo per salvare vite umane, tutelare il patrimonio ambientale e ridurre i costi economici e sociali degli incendi boschivi".

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00:00Gravissimo non avere un piano nazionale antincendi immediatamente operativo in qualunque regione.
00:06Si sapeva perfettamente che la Sicilia era ed è a rischio, sono i dati ufficiali dell'Unione
00:12Europea, parla delle province di Palermo, Trapani e Agrigento come quelle più a rischio.
00:18Abbiamo lanciato questo allarme esattamente 15 giorni fa da Trapani, lanciando la campagna
00:24Stop Incendi Boschivi 2026, insieme all'Associazione Fenice Verde di Palermo e avevamo già rilanciato
00:32l'iniziativa con il segretario generale del Codacons da Catania.
00:35Sono anni che spieghiamo che è fondamentale avere un piano immediatamente operativo, sia
00:42nell'emergenza sia per la prevenzione.
00:45Io mi onoro di aver inserito il reato di incendio boschivo con un decreto legge firmato da me,
00:51Ministro dell'Agricoltura proposto nel Consiglio dei Ministri, che ha finalmente punito con
00:58il carcere coloro che danno fuochi ai boschi e alle aree protette.
01:02Però non basta arrestarli, bisogna avere delle condanne e soprattutto gli incendiari abituali
01:07bisogna metterli in condizioni che sono costretti a firmare ogni giorno in commissariato o presso
01:14una stazione dei carabinieri perché queste persone non devono dare fuoco.
01:17La seconda cosa è investire fortemente sulle nuove tecnologie.
01:22Abbiamo tecnologie per vedere da subito quando inizia un incendio e poter intervenire tempestivamente.
01:28Aiutiamo le associazioni di volontariato, regioni e Stato devono aiutare i comuni che molte volte
01:35non sono in grado perché alcuni piccoli comuni hanno pochi abitanti, pochi mezzi e enormi territori
01:41che non riescono a difendere e poi dobbiamo dare una mano agli agricoltori. Dove ci sono
01:46gli agricoltori i campi non vengono abbandonati, le colline e i boschi non vengono degradati
01:51e c'è un presidio naturale. Quindi potenziamo il ruolo degli agricoltori contro gli incendi,
01:57del volontariato e dei comuni.
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