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  • 1 giorno fa
Truffa del superbonus 110: maxi sequestro da 14 milioni di euro, coinvolto l'impero di Alfredo Guerri, da qualche settimana patron della Juve Stabia. Nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, avente a oggetto crediti fiscali, indebitamente generati, relativi alle agevolazioni previste dal Superbonus 110%, per un importo complessivo pari a 14.550.450 di euro nonché il complesso aziendale e le quote di due società - la "Domus s.r.l." e la "Gold s.r.l." - in relazione al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La comunicazione del provvedimento è stata subito trasmessa al Procuratore Nazionale Antimafia (Giovanni Melillo, titolare del fascicolo il sostituto Antonello Ardito) ed al Procuratore Distrettuale di Napoli (Nicola Gratteri, sostituto Francesco De Falco) per assicurare l'efficace raccordo con il Tribunale Misure di Prevenzione di Napoli, per quanto riguarda l'amministrazione giudiziaria in corso della “Juve Stabia s.r.l.", società di calcio che milita in Serie B, acquisita un mese fa da Guerri proprio tramite la Domus srl che ne risulta proprietaria. Le attività investigative, svolte dal personale del Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, hanno consentito agli investigatori di acquisire elementi nei confronti del rappresentante legale della società incaricata da diversi condominii, quale general contractor, della progettazione e dell'esecuzione di interventi di ristrutturazione con accesso alle agevolazioni fiscali introdotte dal decreto rilancio. Avvalendosi della collaborazione di tecnici compiacenti - si legge nella nota a firma del procuratore Domenico Airoma - pur non avendo mai avviato i lavori edili proposti ai condominii, secondo l'accusa avrebbe emesso le relative fatture, producendo anche le asseverazioni degli stati di avanzamento dei lavori. II rappresentante dell'impresa avrebbe provveduto, inoltre, a trasmettere le pratiche di efficientamento energetico mediante l'apposito sito ENEA, e, una volta acquisito il visto di conformità, avrebbe inviato tutta la documentazione all'Agenzia delle Entrate che, tratta in inganno, avrebbe generato i crediti d'imposta sui cassetti fiscali dei singoli condomini in assenza dei presupposti. I crediti d'imposta sarebbero stati, poi, immediatamente ceduti all'impresa riconducibile all'indagato che, a sua volta, provvedeva a "monetizzarli" cedendoli ad istituti di credito e ad altri soggetti giuridici. (Dario Sautto)

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