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  • 1 giorno fa
Studiare filosofia vuol dire predisporre la nostra intelligenza distintivamente umana a sfidare il mondo attraverso domande che siano radicali, rigorose e rivoluzionarie.Domande radicali perché la filosofia insegna in primo luogo a non interrogarsi semplicemente sul come, ma sul perché. E questo si applica ad ogni ambito: non limitarsi a descrivere un testo, un fenomeno storico, sociale o morale, una teoria scientifica, un'improvvisazione artistica, una percezione o un prodotto dell'Intelligenza Artificiale. Ma chiedersi perché ciò che osserviamo, la realtà che ci sfida, sia così. Quale sia il senso che deriva da questo perché.Domande rigorose perché studiare filosofia vuol dire acquisire strumenti tecnici del pensiero. Si tratta di capire come si costruisce un argomento in modo valido e corretto, di studiare quei parametri storici e culturali che ci consentono di non abbandonarci alla banalità. E sono domande rivoluzionarie perché sono libere, non nel senso di casuali o non rigorose. Sono rivoluzionarie perché resistono a ogni costrizione esterna, a ogni gabbia imposta e proprio per questo possono condurre a modificare radicalmente anche la più condivisa e scontata delle idee.Per filosofia non c'è un piano di studi fisso prestabilito. Generalmente, però, ci sono alcune discipline obbligatorie che di solito si affrontano il primo anno e poi via via insegnamenti a scelta, che talvolta coincidono con corsi avanzati delle discipline di base. Tra le discipline obbligatorie compaiono spesso i grandi settori della filosofia, ovvero le stori della filosofia, dall'antica alla medievale, filosofia teoretica, del linguaggio, morale, logica, estetica.A queste si aggiungono poi discipline dette affini, ad esempio letterarie, storiche, sociologiche o pedagogiche, tra cui generalmente si può scegliere. In molti corsi di laurea, inoltre, negli ultimi anni sono stati introdotti insegnamenti dedicati alla lettura diretta di testi classici, dall'antichità all'età contemporanea. Insegnamenti che offrono un momento formativo cruciale, quello del corpo a corpo con il testo filosofico.Naturalmente l'impostazione didattica varia da docente a docente, in modo anche più marcato che in altri ambiti, perché il metodo didattico riflette lo stile filosofico di chi insegna. E proprio questa polifonia di metodi è in realtà uno dei valori fondanti della filosofia.Formalmente non ci sono prerequisiti per accedere ai corsi di laurea in filosofia. Vale però ciò che disse Picasso: «A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta la vita per imparare a dipingere come un bambino». In effetti, più che una pregressa conoscenza della materia, sono importanti una forte predisposizione allo studio rigoroso da un lato e creatività dall'altro. ​Rigore vuol dire prendere sul serio il significato etimologico di filosofia: amore per la sapienza. Per cui il primo vero requisito è una passione reale per la disciplina, che sorregga la sfida dello studio. Questo perché studiare filosofia in modo autentico comporta uno studio faticoso e complesso, talvolta molto frustrante, che richiede appunto una radicale disponibilità ad impegnarsi nelle sfide del pensiero. E d'altro canto, non si può fare filosofia senza creatività, senza la capacità di esplorare vie di ragionamento nuove, originali, con coraggio e capacità di dissacrare. Ciò che serve, tornando a Picasso, è la volontà di imparare con rigore delle tecniche e insieme la capacità di mettere questo studio al servizio della creatività.Partiamo da un'esperienza comune, spesso non troppo piacevole. Quando si comunica in famiglia o ad amici di voler studiare filosofia, si riceve spesso uno sguardo abbastanza perplesso, se va bene, sarcastico, se va male, perché «prima occorre pensare a mangiare». La variante bonaria è: «allora puoi insegnare». In realtà entrambe queste affermazioni sono miopi. Probabilmente dipendono da una nozione polverosa di filosofia, che forse era attuale decenni fa. Certo, l'insegnamento rappresenta ancora uno sbocco importante, ma a chi possiede una laurea in filosofia si aprono numerose vie di responsabilità e creatività. Tutti gli ambiti della cultura sono aperti, dall'editoria alla gestione del patrimonio storico e culturale. Ma si va oltre, verso l'impegno nel mondo delle imprese, specie se si passa attraverso master che incanalano le capacità di ragionamento acquisite, o nella comunicazione e nel giornalismo, per arrivare alla collabo...

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00:05Studiare filosofia vuol dire predisporre la nostra intelligenza distintivamente umana a
00:10sfidare il mondo attraverso domande che siano radicali, rigorose e rivoluzionarie.
00:17Domande radicali perché la filosofia insegna in primo luogo a non interrogarsi semplicemente
00:22sul come, ma sul perché. E questo si applica ad ogni ambito, non limitarsi a descrivere un
00:28testo o un fenomeno storico, sociale o morale, una teoria scientifica o un'improvvisazione
00:33artistica, una percezione o un prodotto dell'intelligenza artificiale, ma chiedersi perché ciò che
00:39osserviamo, la realtà che ci sfida, sia così, quale sia il senso che deriva da questo perché.
00:44Domande rigorose perché studiare filosofia vuol dire acquisire strumenti tecnici e stili del
00:49pensiero. Si tratta di capire come si costruisce un argomento in modo valido e corretto, di studiare
00:55quei parametri storici e culturali che ci consentono di non abbandonarci alla banalità.
01:00E sono domande rivoluzionarie perché sono libere, non nel senso di casuali o non rigorose.
01:06Sono rivoluzionari perché resistono a ogni costrizione esterna, a ogni gabbia imposta e
01:11proprio per questo possono condurre a modificare radicalmente anche la più condivisa e scontata
01:16delle idee.
01:20Per filosofia non c'è un piano di studi fisso prestabilito, generalmente però ci sono
01:25alcune discipline obbligatorie che di solito si affrontano il primo anno e poi via via
01:29insegnamenti a scelta, che talvolta coincidono con corsi avanzati delle discipline di base.
01:35Tra le discipline obbligatorie compaiono spesso i grandi settori della filosofia, ovvero le
01:39storie della filosofia dall'antica alla medievale, filosofia teoretica, del linguaggio, morale, logica,
01:44estetica. A queste si aggiungono poi discipline dette affini, ad esempio letterarie, storiche,
01:50sociologiche o pedagogiche, tra cui generalmente si può scegliere.
01:53In molti corsi di laurea, inoltre, negli ultimi anni sono stati introdotti insegnamenti dedicati
01:58alla lettura diretta di testi classici, dall'antichità all'età contemporanea, insegnamenti che offrono
02:04un momento formativo cruciale, quello del corpo a corpo con il testo filosofico.
02:08Naturalmente l'impostazione didattica varia da docente a docente in modo anche più marcato
02:13che in altri ambiti, perché il metodo didattico riflette lo stile filosofico di chi insegna
02:19e proprio questa polifonia di metodi è in realtà uno dei valori fondanti della filosofia.
02:29Formalmente non ci sono prerequisiti per accedere ai corsi di laurea in filosofia. Vale però ci
02:34che disse Picasso, a 12 anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta la vita per
02:38imparare a dipingere come un bambino. In effetti, più che una progressa conoscenza
02:42della materia, sono importanti una forte predisposizione allo studio rigoroso da un lato e creatività
02:48dall'altro. Rigore vuol dire prendere sul serio il significato etimologico di filosofia,
02:53amore per la sapienza, per cui il primo vero requisito è una passione reale per la disciplina
02:58che sorregga la sfida dello studio. Questo perché studiare filosofia in modo autentico
03:03comporta uno studio faticoso e complesso, talvolta molto frustrante, che richiede appunto una radicale
03:09disponibilità di impegnarsi nelle sfide del pensiero. E d'altro canto non si può fare
03:14filosofia senza creatività, senza la capacità di esplorare vie di ragionamento nuove e originali
03:20con coraggio e capacità di rissacrare. Ciò che serve è, tornando a Picasso, la volontà
03:26di imparare con rigore delle tecniche e insieme la capacità di mettere questo studio al servizio
03:32della creatività. Partiamo da un'esperienza comune, spesso non troppo piacevole. Quando
03:41si comunica in famiglia o da amici di voler studiare filosofia, si riceve spesso uno sguardo
03:45abbastanza perplesso, se va bene, sarcastico, se va male, perché prima occorre pensare a
03:51mangiare. La variante bonaria è allora vuoi insegnare. Ecco, in realtà entrambe queste affermazioni
03:58sono miopi, probabilmente dipendono da una nozione polverosa di filosofia che forse era
04:03attuale decenni fa. Certo, l'insegnamento rappresenta ancora uno sbocco importante, ma
04:09a chi possiede una laurea in filosofia si aprono numerose vie di responsabilità e creatività.
04:14Tutti gli ambiti della cultura sono aperti, dall'editoria alla gestione del patrimonio storico
04:19e culturale, ma si va oltre verso l'impegno del mondo delle imprese, specie se si passa attraverso
04:24master che incanalino le capacità di ragionamento acquisite, o della comunicazione nel giornalismo,
04:30per arrivare alla collaborazione con istituzioni pubbliche e private. Ciascuno di questi sbocchi,
04:36peraltro, ha legami specifici con discipline filosofiche, il che consente di orientare la
04:41propria formazione, specie nel corso della laurea magistrale, ma in generale ad essere
04:46apprezzate la grande capacità di analisi e di pensiero che lo studio della filosofia è capace di assicurare.
04:56Io insegno filosofia antica e forse per me tutto è nato davvero dall'incontro con Platone e con chi
05:02mi ha insegnato a leggere Platone. Non posso negare che nella scelta per certi versi peculiare di
05:08dedicarmi a un pensatore e in generale a un mondo così distanti, alieni più che antichi,
05:14abbiano giocato aspetti non esattamente scientifici, come il piacere intellettuale nel perdersi altrove,
05:20in una dimensione apparentemente così astratta. Ma ben più di un autore di un testo specifico,
05:26nel corso degli anni ho realizzato che ad essere per me irrinunciabile, soprattutto grazie a chi mi
05:31ha insegnato questa disciplina, è un tratto distintivo di Platone, un tratto che a mio avviso
05:36caratterizza, o quantomeno dovrebbe caratterizzare, ogni esercizio della filosofia, ovvero la natura
05:41agonale del pensiero, quella capacità sfidante e rivoluzionaria di cui parlavo, per cui occorre
05:47sempre superare la ripetizione acritica, occorre porre la domanda ulteriore, occorre resistere
05:52alla seduzione della banalità, della risposta più semplice e della demagogia.
06:17Grazie.
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