00:00Mi chiamo Michele Melosi e sono un vigile fuoco di Lucca che è partito il 26 giugno per la missione
00:05in Venezuela
00:06a seguito del terremoto che ha colpito la città di La Guaia.
00:10Siamo partiti appunto in quella data, il 26 giugno, con un contingente dall'aeroporto di pratica di mare,
00:19contingente USAR, che sarebbe Urban Search and Rescue, cioè ricerca in macerie di persone disperse.
00:25e abbiamo operato nella città per circa sette giorni.
00:34Una volta arrivati all'aeroporto nei pressi di Caracas, abbiamo attraversato la città di Caracas fino ad arrivare alla Guaira,
00:41dove ci è subito presentato uno scenario di maxi emergenza, tipico di maxi emergenze,
00:48dove una città intera era stata rasa al suolo dal terremoto con edifici in cemento armato collassati
00:55o caduti su un fianco e moltissimi disperzi.
01:01La nostra caratteristica è quella di cercare di dare ordine al caos,
01:05quindi una volta arrivati sul posto, una scena caotica in questa maniera,
01:09siamo riusciti a organizzarci e grazie agli organi competenti ci è stata assegnata un'area di ricerche
01:18nel quale abbiamo iniziato a cercare dispersi, dando la priorità ovviamente a segnali di persone ancora in vita.
01:26Dopo sei giorni di lavoro sul posto, purtroppo non siamo riusciti a trovare persone in vita,
01:34e abbiamo quindi proceduto a recuperare i corpi delle persone disperse per consegnarli alle famiglie.
01:44Il contingente è partito con 40 persone, c'erano 27 persone, tra personale sanitario e personale vigile al fuoco,
01:54che si è adoperato esclusivamente all'operazione di ricerca e recupero in maceia.
01:59Il resto era composto da protezione civile, personale di protezione civile,
02:05che è rimasta sul posto anche dopo la nostra partenza per dare comunque supporto logistico e sanitario alla popolazione del
02:14posto.
02:17Impressioni?
02:18Sì, una volta arrivati nella città di La Guaira, alle prime luci dell'alba,
02:25abbiamo subito visto lo scenario simile apocalittico che aveva investito la popolazione
02:33e la zona era molto caotica e le strade erano state distrutte in parte dalla scossa sismica
02:45e i palazzi invadevano le strade, era molto difficile girare all'interno della città.
02:51L'impressione che ho avuto da subito è stata di grande cooperazione e grande umanità
02:58sia da parte di tutti i soccorritori che sono accorsi da tutte le parti del mondo,
03:03soprattutto la Sud America e anche della popolazione.
03:08Quindi c'era tantissima cooperazione.
03:12Una cosa che mi ha colpito molto personalmente di questo scenario
03:19è stato il coordinamento quando c'era bisogno di fare silenzio.
03:27Quindi in un certo punto noi facciamo una cosa che si chiama call out,
03:31cioè una chiamata per sentire se qualcuno risponde là sotto le macerie
03:36e abbiamo bisogno quindi di un grande silenzio.
03:39In uno scenario del genere si può immaginare che il silenzio non c'è
03:43perché ci sono strumenti, martellini pneumatici, urla
03:47e quindi invece di quell'occasione lì addirittura le macchine venivano spente
03:53e spinte a mano, i motorini, le moto.
03:57Quindi a un certo punto quando chiamavamo il silenzio
03:59calava completamente il silenzio in tutta l'area in maniera quasi di surreale.
04:06Grazie, grazie mille.
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