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  • 4 mesi fa

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Trascrizione
00:04Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente che in qualche modo ci riportano in campo bellico e dall'altra parte c
00:11'è invece un'alleanza, una Nato che si ritrova a ricompattarsi ad Ankara di fronte a esigenze che non potevano
00:20far discedere altre strade,
00:22soprattutto a mettere a terra una serie di nuove commesse per il settore degli armamenti che dovranno in qualche modo
00:29bypassare eventuali ritiri americani.
00:33Noi per parlarne siamo con Stefano Pontecorvo, diplomatico di lungo corso, è stato ambasciatore italiano in Pakistan, è stato nella
00:42rappresentanza dell'italiana presso la Nato e oltre che presidente di Leonardo.
00:49Insomma, Pontecorvo, armamenti e diplomazia è proprio il mix che è appena andato in scena ad Ankara.
00:56Io le chiedo per partire come si è chiuso questo vertice, gli inglesi direbbero not so bad after all, un
01:04vecchio detto dice compiere 90 anni non è male se si considera l'alternativa, è così.
01:13E armamenti, nel senso che le parti vertici, lei e io lo sappiamo bene, presentano raramente delle sorprese perché sono
01:21preparati con mesi d'anticipo,
01:23o arriva qualcuno che ti spariglia le carte, ma insomma sorprese non ce ne sono.
01:27Direi che il dato politico principale qui sia una sorta di consacrazione della Turchia per il ruolo che ha sempre
01:35avuto e che noi, a differenza degli americani, non gli abbiamo riconosciuto.
01:40E lo status che ha può benessere un'economia emergente, come dicono talunni, secondo me è un'economia già emersa,
01:47in particolare nel campo dell'industria della difesa.
01:52Ma politicamente è gente che si muove dall'Ucraina alla Somalia fino alla Turchia, e soprattutto poi nell'ottica americana
02:02la Turchia è anche disponibile a,
02:06oltre a usare le proprie armi diplomatiche, a menare le mani quando è necessario, che per gli americani è un
02:11valore aggiunto notevole.
02:12A parte questo lei parlava di armi, sì ci sono i 50 miliardi di armamenti più le varie cose che
02:19ha annunziato Rutte.
02:25Io ricordo guardi che di AWACS, di cui sta parlando Rutte adesso giustamente, e spero che gli dia una mossa
02:33vera,
02:34si parlava di sostituzione di AWACS quando io ero nato nel 2004.
02:39Questi sono tempi che oramai sono incompatibili con la realtà moderna, e quindi spero che si muova.
02:46Ponte Corvo, rimaniamo solo un attimo sulla difesa, perché innanzitutto la Turchia ha oltre a un ruolo diplomatico importante,
02:52ne cerca uno anche nell'industria, è stata in qualche modo stromessa dal pacchetto degli F-35,
02:57ora prova a rientrarci, si sta rafforzando su droni, difesa dell'aerospazio, abbiamo visto la partnership con Leonardo.
03:05Dall'altra parte in qualche modo c'è anche una Nato che cambia per quanto riguarda la collaborazione sugli ordini,
03:13sulle commesse, ecco come cambia secondo lei, e questo è interessante anche per i mercati,
03:18il mondo dell'industria degli armamenti e come la Nato in qualche modo proverà a mettere a terra le proprie
03:24commesse?
03:25Guardi, ho due discorsi diversi, la Turchia è una realtà emersa già sull'industria difesa,
03:34ha dei, chiamiamoli colossi per essere gentili, ma insomma ha delle aziende veramente forti,
03:40Hasselsan, Rocketsan eccetera eccetera, e ricordiamoci bene che la Turchia,
03:45essendo un paese musulmano ancorché laico, ha un accesso privilegiato ai mercati che adesso stanno comprando più degli altri,
03:51cioè il mercato dei golfo, tutta l'Africa, l'Asia islamica e ne stiamo parlando.
03:59Queste sono cose che noi non teniamo in considerazione ma che contano moltissimo,
04:03lei ha gentilmente ricordato il mio passato, io ho passato anni, decenni anzi, in mondo musulmano,
04:10mondo musulmano, e so quanto sia rilevante questa sorta di, questo forse sia un collante più che rilevante,
04:17il fatto di potersi fidare di coloro e di colui che ha la tua stessa religione, in questo caso l
04:23'islamica.
04:24Per quanto riguarda invece gli armamenti, ci sono dei problemi, cioè ci sono tutta una serie di problemi veri
04:31che non si traduce in ostacoli, che però rallentano effettivamente la corsa al potenziamento dell'industria
04:43della difesa europea. La prima sono le supply chain che sono tarate su un certo tipo di spesa
04:53e che per aumentare ha bisogno di tempo. Tutti, di quasi tutte, le grandi conglomerate di difesa
05:03sono integratori di sistemi, quindi sistemi, raramente ti fai il sistema tutto in casa tua.
05:09Quando stavo a Leonardo avevamo 12.000 suppliers che ti davano dalla vite al piccolo radar
05:18da mettere su uno dei tuoi sistemi. Ricordo agli spettatori che 30 anni fa, nell'89,
05:27la spesa per la difesa nei paesi UE appartenenti alla Nato era 3,9% del PIL, 3,9%, era
05:38un PIL un pochino
05:39più basso, ma comunque era al 3,9%. Poi col crollo del muro in Berlino, con il riorientamento
05:46delle priorità Nato, la spesa per la difesa in 30 anni, in 25 anni, è scesa a 1,2%
05:56in media
05:57nel 2021. Abbiamo perso delle capacità produttive e aggiungo delle capacità di assorbimento
06:04da parte degli strumenti militari che sono scesi in maniera micidiale. Si parlava prima
06:10dalla Turchia. La Turchia ha, tra l'altro, dalla parte sua, anche il fatto di essere il
06:15secondo esercito più potente e numeroso della Nato dopo gli americani. Adesso, tolga
06:21la Turchia, tutti gli altri hanno delle capacità di assorbimento micidiali. Lei prende una forza
06:28armata qualsiasi che ha, che ne so, 50 carri e da 50 carri passa a 150 carri. Deve prendere
06:38il personale per la manutenzione, deve prendere gli equipaggi, come si chiama, la gente che ci
06:45va sopra, gli equipaggi. Deve prendere tutta una serie di servizi di supporto, prima di
06:53prendere quei 500 carri in più. I problemi sono effettivamente grandi e poi, dal punto
07:01di vista prettamente industriale, ancorché l'industria della difesa sia una cosa, un'industria
07:06diversa, cioè non guardi solo al profitto. Però chi ti dà, tu devi fare degli investimenti
07:12pesanti per raddoppiare più o meno la tua capacità produttiva? Di quello parliamo, se
07:19vuoi essere all'altezza delle sfide odierne o quantomeno delle sfide percepite. Raddoppiare
07:28nella capacità produttiva significa investimenti di miliardi e miliardi. Chi ti garantisce che
07:37c'è un mercato? Chi ti garantisce che quello che fai adesso serve fra 5 o 6 anni? Dica.
07:46Ecco, ambasciatore, grazie per essere qui con noi. Proprio a questo proposito le voglio
07:49chiedere se è verosimile, secondo lei, riuscire a raggiungere quello che è l'obiettivo
07:52fissato al vertice nato di un anno fa e quindi quella spesa in difesa pari al 5% del PIL
07:58entro il 2035. Guardi, se compriamo in America forse sì, ma oprealable, come il suo collega,
08:06il dottocollega, parlava in inglese e io le parlo in francese, oprealable ci vuole la
08:12volontà politica. Adesso è facile dire che i governi devono fare questo e devono fare
08:17quello. Le spese per la difesa vengono intanto mal percepite dall'opinione pubblica di destra,
08:23di sinistra, di tutte le parti. E secondo, sottraggono oggettivamente poi la capacità
08:29di spesa alle spese sociali. Adesso andare a investire il 5%, a parte che non è il 5%
08:34perché è 3,5% poi alla fine che si va a guardare. Il 5% è comprese altri tipi
08:40di spesa,
08:41è un escamotage alla positanese. Sono di positanese, non lo posso dire io, senza offesa per nessuno.
08:48Però il 3,5% già è parecchio, noi siamo all'1,7%, significa raddoppiare la spesa per la
08:53difesa. Più che altro io parlerei di volontà o di capacità politica perché pure questi
09:00poveri governanti sono tutti sotto il tiro di tutti. In Italia guarda tu devi aspettare
09:05otto mesi per fare un attacco o per vedere, non dico il domenico di famiglia, ma una visita
09:12specialistica con la mutua e leggi sul giornale che le spese per la difesa sono raddoppiate,
09:17non sei contento. È normale che sia così, però occorrerà superarlo perché come
09:23è noto, la sicurezza oramai è una priorità perché non siamo più nel mondo in cui pensavamo
09:31di essere prima che Zio Vladimir, come la chiamano i russi, si svegliasse.
09:36Pontecorvo, grazie. Abbiamo pochissimo tempo ma le chiedo di rispondere anche a questa domanda
09:40perché lei ha parlato di qualche difficoltà oggettiva, le ha appena rappresentate per quanto
09:44riguarda l'industria della difesa per rispondere a queste sollecitazioni. Molti ritengono
09:48che una delle chiavi sia il cosiddetto consolidamento, unirsi, aggregarsi oltre che creare partnership
09:54ma proprio fondersi tra i vari comparti. Questo è possibile, è una strada percorribile?
10:00Lei come la vede? Perché poi c'è il tema di strategie nazionali, golden power, insomma,
10:05è un settore...
10:08Sì, guardi, non lo vedo possibile ma non lo vedo neanche necessario. Non lo vedo possibile
10:13perché c'è troppa tecnologia sensibile a investimenti pubblici e privati coinvolti e c'è
10:21troppa sovranità tecnologica che, come sapete voi perché ne parlano tutti i giorni, è quella
10:26che conta oggi come noi. Ma dico che non è neanche necessario perché a Leonardo abbiamo
10:31fatto delle cose in questo senso. Nel senso che ci possono essere degli agglomerati per
10:38progetti. Il Gcap da parte francese e tedesca è fallito, da parte nostra, inglese e giapponese
10:48va magnificamente. Ma da parte francese è fallita per l'ingordigia, posso dire, sia politica
10:54che industriale francese. Se uno si mette in buona fede e si mette a cooperare, tu trovi
11:01un progetto o trovi un contratto di approvvigionamento che ti interessa, per esempio quello che Leonardo
11:08ha fatto con Rai Metal nei carri leggeri e pesanti. Questo è un ottimo esempio. Il più
11:14grande programma di procurement attualmente in Europa è il programma per i carri leggeri
11:18pesanti italiano, 23 miliardi. Noi da Leonardo ci siamo resi conto che da soli non ce l'avremmo
11:26fatto anche assorbendo i vecchi. Allora siamo andati dal più grande e miglior produttore,
11:31quello che state vedendo adesso è Otomelare a Spezia, tra l'altro, dove li facciamo questi
11:35carri e dove li fa Leonardo adesso. Siamo andati a Rai Metal, abbiamo con l'amministratore
11:43delegato, abbiamo deciso una partizione del work share 50 e 50 e ciascuno fa quello che
11:51fa meglio. Loro fanno la parte del carro, noi facciamo la parte del carro e una serie
11:58di sistemi, noi facciamo la torretta e il sistema di puntamento e al 50% non dico che
12:05raddoppi la capacità produttiva, ma continui a fare quello che stai facendo meglio senza
12:09aver bisogno di fusioni che non sono difficilissime dal punto di vista tecnologico. Quale sarebbe
12:21l'ideale? L'ideale sarebbe che l'Unione Europea e la Nata si intessero insieme con le proprie
12:27capacità intellettuali militari, in breve il comitato militare, si decidono un requisito
12:36comune per ciascun sistema di difesa, carri, aerei, elicotteri, radar, eccetera, eccetera,
12:46se ne finanzia lo sviluppo e poi si danno degli incentivi fiscali a quei paesi che lo
12:53adottano. Lei vedrà che nel giro di 10 anni, 15 anni, l'industria marcierebbe tranquillamente,
13:00lei vedrà che nel giro di 10, 15 anni, lei ha un'industria della difesa europea che
13:08lavora d'amore e d'accordo senza duplicazione.
13:12Allora grazie Stefano Pontecorvo per questa visione.
13:18A presto, grazie.