00:00Siamo con Giovanna Tato, giornalista professionista, inviata speciale della RAI per tanti anni, scrittrice.
00:07E partiamo proprio del suo ultimo libro, Porte chiuse, lettera ai genitori.
00:13Due genitori importanti, Erminia Romano e Tonino Tato.
00:18Tonino Tato è stato anche fondatore dell'agenzia.
00:22Ecco, Giovanna Tato.
00:24Questo libro verrà presentato il prossimo 4 febbraio alle 17.30 nella sede della Fondazione Gramsci di Roma.
00:33Poi ne daremo notizia di questo appuntamento che arriverà.
00:38I tuoi genitori sono due personaggi molto importanti.
00:42Tonino Tato, partigiano, una vita da sindacalista che pochi conoscono.
00:49Poi l'incontro con Enrico Berlinguer diventa consigliere politico del segretario del Partito Comunista,
00:58capo della comunicazione del Partito Comunista.
01:01Invece, Erminia Romano, tua mamma, è una pioniera della musica italiana.
01:07È stata la prima donna negli anni 50 a diplomarsi in direzione d'orchestra qui all'Accademia Nazionale Santa Cecilia.
01:17Ecco, questo libro in forma di lettera ai genitori.
01:22Per dire cosa, Giovanna Tato?
01:26Prima di tutto per riportare alla memoria collettiva l'importanza di questo libro figuro.
01:35Una nel campo musicale, ma possiamo dire in generale anche culturale e sociale.
01:44Perché mia madre ha avuto anche sempre una posizione di apertura allo sviluppo della società in un certo modo.
01:54E lì si trovava con mio padre, che era da sindacalista.
01:59Prima entrambi sono stati partigiani, ma sindacalista.
02:04E poi lo studio della CGL, lui ha fondato il ufficio studi,
02:11per studiare proprio lo sviluppo della società italiana dopo la guerra.
02:16Che era tutto indigenere, era tutta un'incognita.
02:21E c'era la possibilità di creare grandi cose.
02:25Questa era la speranza sua e la condivideva con mia madre.
02:29E quindi entrambi avevano questo orientamento sociale.
02:36Poi lui, poi mio padre, che mi notatò, è diventato un braccio verso di Bellinguer.
02:43Cioè un grande amico, non era soltanto un capo ufficio stampa,
02:51era proprio anche uno con cui Bellinguer condivideva moltissime cose.
02:56E mio padre le condivideva con lui.
02:59E quindi era tutto insieme, non so se molti si ricordano,
03:05ma mio padre aveva in mano praticamente le chiavi del funzionamento del paese
03:12e gli usciva a pensare, neanche a parire, a Bellinguer,
03:17il quale era più, come siamo tutti, un tipo riservato,
03:21un tipo più schivo, più chiuso,
03:24portato più a riflettere, a leggere, a pensare, a parlare.
03:30Era imbattibile quando faceva i comizi
03:33o i discorsi al comitato centrale.
03:36Era tra la gente, era molto importante
03:40che lui avesse questa sicurezza
03:44del segretario di un grosso partito,
03:48il secondo partito importante d'Italia,
03:51e la potesse trasmettere alla gente.
03:55E quindi trasmetteva le sue idee,
03:57le sue cose, che però condivideva con mio padre.
03:59E i due si intersicavano,
04:03anche se, come si può dire,
04:07si alimentavano l'uno con l'altro
04:09di tutti questi pensieri,
04:13di questioni, di conoscenze.
04:15Grandi divoratori di libri,
04:17entrambi conoscevano tutte le...
04:21i personaggi, tutti i libri,
04:26le produzioni letterarie, sociali, politiche.
04:31Mio padre aveva rapporto con tutti i partiti,
04:34dalla democrazia cherziana,
04:36socialisti, repubblicani,
04:43socialdemocratici, liberali.
04:45Cioè, tutta la pletora di partiti
04:47e anche partitini che c'erano in quel periodo
04:51e che facevano il tessuto politico italiano
04:54e un tessuto anche molto più lacerrezzico.
04:57Ecco, allora,
04:59perché questo libro?
05:00Perché in tutto questo
05:03ho avuto la sensazione,
05:05sia come figlia,
05:06vivendo in famiglia,
05:08conoscendo molto bene
05:09il retroscena di tutto,
05:11ma poi come giornalista all'esterno
05:14vedevo che non c'era
05:16tutta questa conoscenza
05:19della vera attività di mio padre.
05:22E altrettanto posso dire di mia madre,
05:24la si vedeva solo come un oggetto alieno
05:27che piomba nel sistema maschile della musica,
05:32puntando alla direzione dell'orchestra
05:36e l'hanno sempre trattata come un oggetto secondario.
05:41Ma mia madre era una musicista tutto tondo,
05:45componeva,
05:46ha fatto revisioni di opere antiche,
05:50scriveva saggi,
05:52ha fatto cose che fa normalmente una grande musicista,
05:58però non le veniva riconosciute.
05:59Dunque, per entrambi,
06:01io ho trovato che mancava
06:03questo riconoscimento da parte dei contemporanei.
06:07A mio modo di vedere,
06:08erano troppo avanti
06:10rispetto all'unità nazionale.
06:13Quali testimonianze inedite ci sono nel tuo libro,
06:17in questo libro?
06:18Qualche chicca, se ci puoi dare in anticipo?
06:21Sì, intanto il libro ha una galleria fotografica per entrambi.
06:24Uno è diviso in due parti,
06:26praticamente una parte che riguarda mia madre
06:29e una parte che riguarda mia madre.
06:31e poi sono riuscita a trovare
06:36dei testimoni di quell'epoca
06:39e a parlarvi.
06:40Allora, per mia madre ho trovato la pianista
06:43Marcella Crudeli,
06:44che oggi è assolutamente un pilastro
06:47della musica del pianoporte italiano,
06:50internazionale poi.
06:52Marcella Crudeli ha fondato
06:54un'associazione culturale
06:55che dà premi ai giovani talenti,
06:59che ha competizioni internazionali
07:02tra pianisti.
07:05è assolutamente un riferimento
07:07a tutt'ora, tutt'ora.
07:10Lei fa dei concerti fantastici,
07:13specializzata, diciamo così,
07:14in Chopin,
07:16e fa uno Chopin che è anche
07:18un altro ritorno,
07:19un altro ritorno,
07:20è grandioso.
07:21Ecco,
07:22all'epoca di mia madre,
07:24Marcella Crudeli aveva 26 anni,
07:27era all'inizio della sua carriera pianistica,
07:29ma mia madre aveva questo motivo,
07:33questa capacità molto musicale
07:36di capire chi valeva
07:38e chi valeva meno.
07:41E lei voleva sempre il meglio con sé.
07:43E in questo concerto,
07:44che divenne anche a moglie,
07:46ha voluto come pianista
07:48questa ragazza di 26 anni,
07:50splendida,
07:51e quindi io sono riuscita,
07:54l'ho cercata
07:56per molto tempo
07:57senza successo.
07:59E la stessa cosa ho fatto
08:00con un personaggio
08:01assolutamente discluso,
08:03molto particolare,
08:04che era
08:04Monsignor Luigi Bettazzi,
08:07che quando io
08:08sono riuscita a mettermi
08:09in contatto con lui
08:10e gli ho detto
08:11Monsignor Bettazzi,
08:13sono la figlia di Catò,
08:15lei
08:16sarebbe disposta
08:17a raccontarmi la storia
08:19della sua lettera aperta
08:20aperta a Berlinguer.
08:23Ah ma sì,
08:24volentieri,
08:24ma certo,
08:25certo,
08:26sì, sì,
08:26eccetera.
08:27Purtroppo adesso
08:28non ci mi ha spettato
08:29il scomparso,
08:30ha la bella età
08:31di 99 anni,
08:33non è vero.
08:34Però sono riuscita
08:35ad avere la sua testimonianza
08:37ed è veramente
08:38stato un momento
08:40per me molto forte
08:42e molto importante
08:43perché è la prima volta
08:45che qualcuno ha detto
08:46beh,
08:47la risposta
08:48che la Chiesa
08:50ha avuto
08:51da parte di Berlinguer
08:52sulla questione
08:53dei cattolici
08:54e dei comunisti
08:55la scritta
08:57non è stata
08:57una scritta
08:58Enrico Berlinguer
09:00era voce
09:01Vox Populi
09:02io stesso
09:04ne ho avuto
09:05con te
09:05io nel mio libro
09:07ancora
09:08diciamo così
09:09molto prudentemente
09:11dico
09:11ma d'altra parte
09:13si sente bene
09:14nello stile
09:15della risposta
09:17a questa famosa
09:18lettera aperta
09:19di Bertazzi
09:21si sente bene
09:22lo stile
09:23di mio padre.
09:23grazie a Giovanna Tatò
09:26autore
09:26autrice
09:27di Porte Chiuse
09:28Lettera ai Genitori
09:30edito da
09:32Maurizio Vetri
09:33grazie a Giovanna
09:35Grazie a tutti.
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