00:00Tanto vorrei sapere innanzitutto come stai?
00:06Fabio, è ancora un dolore profondo, profondo, sordo che c'è quando decidi di ascoltarlo
00:16e che c'è pure quando provi in qualche modo a fare altro
00:22perché poi noi, diversamente da Stefania, non siamo finiti in una hit list
00:29e quindi abbiamo potuto rimanere a raccontare il Libano, a raccontare questa guerra
00:35a raccontarne i protagonisti e le vittime, però c'è
00:39ed è un dolore che ha allenito questa diffusa manifestazione di solidarietĂ
00:45che è arrivata a me, è arrivata a Marco Nicois, l'operatore che sta curando questa diretta
00:50che era con me e che tramite noi è arrivato poi alla memoria di Ahmed, alla sua famiglia
00:57e che in qualche modo ci aiuta a misurarci, insomma, con qualche cosa che rimane
01:02e che solo il tempo ci consentirĂ di gestire, di lenire.
01:07Che persona era Ahmed?
01:15Affidabile, necessario, di poche parole, poi parlava poco l'inglese,
01:22ma insomma il suo compito era quello di custodire l'auto che è il nostro mezzo di arrivo
01:28che decide il tempo necessario a raccontare un pezzo di guerra e poi il nostro veloce ripiegamento
01:34e custodire noi.
01:37E ci è riuscito, ci è riuscito fino all'ultimo, purtroppo subendo un attacco di cuore,
01:44è morto di infarto, ne soffriva.
01:50E diversamente però da quello che è successo a Stefania, che è vittima di un potere vendicativo
01:57e tracotante, noi siamo stati vittime di un'esplosione improvvisa di collera
02:03perché siamo arrivati sul luogo di un bombardamento,
02:06vi siamo giunti a ben tre giorni da quando questo bombardamento c'era stato
02:11e siamo stati aggrediti.
02:12Non era un armati, è stato scritto, ma non era così.
02:14Hanno preso a un certo punto delle grosse pietre e sicuramente ci volevano fare molto male,
02:19però erano i familiari delle vittime di questo bombardamento.
02:24Ed è un esercizio di rabbia.
02:28Un esercizio di rabbia quindi in realtĂ .
02:32Un esercizio di rabbia che evidentemente ha colpito noi,
02:36in quanto voglio pensare, giornalisti occidentali,
02:39e quindi percepiti, qua c'è stato proprio un cambio di clima nelle persone,
02:46nei nostri confronti, forse la linea discendente è stata determinata dall'omicidio di Nasralla,
02:51percepiti come diversi, come distanti, appartenenti a un mondo
02:55che appunto, se non insensibile, viene vissuto come avverso, almeno da certe parti di Libano.
03:04Provi a spiegargli che sei qui a raccontare la loro guerra,
03:07molti lo capiscono, altri purtroppo non lo sentono.
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