00:03Il rapporto che stiamo per commentare mostra che la Sicilia è la cartina di tornasole della
00:10coesione italiana. Il territorio in cui i divari si misurano con maggiore nitidezza,
00:15in cui le sfide sono più acute e in cui i progressi, quando ci sono, hanno un valore
00:22che va oltre i numeri. Il risanamento dei conti pubblici regionali è un progresso importante.
00:28La ripresa degli investimenti pubblici è un segnale incoraggiato. I fondi europei e il
00:35Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offrono risorse straordinarie. Il rallentamento del
00:412025, con il PIL regionale allo 0,6% rispetto all'1,8% dell'anno precedente, segnala che la
00:50crescita degli anni precedenti era sostenuta anche da stimoli temporanei e che la trasformazione
00:56strutturale non è ancora consolidata. Completarla richiede competenze, continuità di impegno
01:03e visione strategica. La direzione intrapresa è quella giusta. Il passo va consolidato.
01:11I guadagni di produttività si traducono in crescita diffusa soltanto se si investe nelle
01:18persone e nelle istituzioni. Vale per le imprese, vale con uguale forza per gli enti pubblici
01:25che governano il territorio e che erogano servizi pubblici essenziali per la qualità
01:30della vita di 5 milioni di siciliani. L'obiettivo del prossimo decennio dovrebbe essere quello
01:38di fare della Sicilia il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire, innovare e produrre.
01:46Le risorse ci sono, la responsabilità è all'altezza della storia.
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