00:20The Capture di Ben Natchan, tre stagioni su Prime.
00:28E' davvero possibile oggi, alla luce delle incessanti innovazioni tecnologiche, credere a ciò che vediamo.
00:35Alla fine, tutte e tre le stagioni di questa serie che ibrida sofisticati plot da thriller politico con fantascienza e
00:42spy story,
00:43ruotano intorno a questa inquietante domanda che, dalla prima stagione del 2019, è diventata sempre più inquietante e attuale anche
00:51per noi.
00:52Tutto inizia quando l'ex caporale Sean Emery, del Corpo delle Forze Speciali del Regno Unito,
00:58inchiodato da immagini di telecamere di sorveglianza, si ritrova accusato di rapimento e omicidio del proprio avvocato Anna Roberts.
01:06In realtà, la sua caccia come sospetto è l'effetto di un complotto a scatole cinesi che coinvolge polizia,
01:12sette antagoniste e l'equilibrio di superpotenze mondiali come USA e Cina.
01:17Tutti i paesi che puntano, e questa la vera sostanza, a tecnologie così diaboliche da riuscire a manipolare riprese audio
01:25e video
01:25durante le registrazioni dal vivo di fatti reali.
01:28Sia la seconda stagione, dove di ciò diventa vittima un candidato progressista a primo ministro
01:33che si batte perché questa tecnologia venga smantellata e la democrazia tutelata,
01:38sia la terza, dove la I diventa lo strumento in mano a forze militari deviatissime,
01:44esplorano uno schema analogo, anche se Ben Chanan, autore e regista di molti episodi,
01:49non è mai accorto di colpi di scena che incalzino la tensione e sfidino lo spettatore, spesso spiazzandolo.
01:56In realtà, oltre alla scrittura e alla messa in scena noir, piena di strade buie e sale di controllo in
02:02penombra,
02:02tempestate di monito, la tenuta della serie, le cui immagini sono impastate con quelle delle videocamere
02:09che frugano nella folla per il riconoscimento facciale, si deve al teatro di sussurri e allusioni degli interpreti,
02:16cui tocca un doppio gioco sistematico fatto di menzogne, occultamenti, macchinazione,
02:21al termine dei quali, però, Ben Chanan porta quasi sempre a casa il sogno di ogni sceneggiatore,
02:26trasformare in alleato il peggiore degli antagonisti dell'eroe protagonista.
02:31Quest'ultimo è interpretato con angoscia e destrezza felina dall'attrice Rachel Carey,
02:37Holiday Greininger, la Lucrezia di Iborgia, che può contare sul solido apporto di un veterano come Ben Miles,
02:44un pezzo grosso dei servizi che sembra uscito da un libro di Le Carré,
02:47e su quello di uno dei più bei cattivi mai interpretati da Ron Perlman,
02:52un agente della CIA che annida nel suo humor sottovoce pessimismo e sadismo abissali.
03:00Modern Family di Stephen Leviton e Christopher Lloyd, 11 stagioni su Disney+.
03:09I mille colori della famiglia dell'inizio del terzo millennio, etero, guy, convenzionale e multiculturale.
03:15A capo dell'intero nucleo troviamo J. Pritchett, sposato per la seconda volta con una colombiana molto più giovane, Gloria,
03:23che ha già un figlio, Manny.
03:25Claire, invece, sua figlia primogenita, è sposata con Phil e hanno tre figli,
03:30Haley, Alex, Luke, il più piccolo.
03:32Mitchell, secondo figlio di J., vive con il suo compagno, Cameron,
03:37entrambi padri adottivi di una bambina vietnamita, Lily.
03:40L'intera serie è raccontata dall'occhio di un documentarista invisibile,
03:44come accade in The Office and Parks and Recreation,
03:47che segue e intervista tutti i membri e le coppie nelle loro case di Los Angeles
03:51e ha vinto per cinque anni di seguito l'Emmy per la migliore serie comica,
03:56raggiungendo una vasta popolarità grazie alla franchezza e alla semplicità della sua comicità
04:01che si basa su battute divertenti, sociologia minimale e bonaria,
04:05e attori di buona caratura, come Ty Burrell,
04:08nei panni di Phil, bizzarro padre di famiglia con la passione per la magia,
04:12o Head on Nail, J., il patriarca, che ha sposato una donna molto più giovane e bella,
04:17interpretata da Sofia Vergara, dalla quale è sinceramente riamato,
04:21e naturalmente i due che interpretano la coppia gay,
04:24Jesse Tyler Ferguson e Eric Stone Street.
04:27Forse i primi a liberare davvero un orientamento sessuale da tutti gli stereotipi
04:32che da sempre ne hanno monopolizzato l'immagine.
04:36Ospitate illustri, come quelle di Edward Norton, Charles Barmentieri,
04:41Minnie Driver non gli ha impedito tuttavia una certa ripetitività
04:45dopo la sesta stagione, che rimane la migliore,
04:48perdendo l'avverbe rivoluzionaria dell'inizio.
04:52Il sepe che la botte e rinforze notre résolution
04:57È possibile che la bellezza abbia rafforzato la nostra determinazione
05:01di Philippe Grandieu, film su Mubi.
05:04Con questo ritratto di Masao Adachi,
05:07regista giapponese dal passato inquieto e controverso
05:09e ora ritiratosi nella sua terra d'origine,
05:12Grandieu si sottrae a ogni economia del racconto
05:15per situarsi in una zona di pura latenza,
05:18dove l'immagine non significa ma insiste,
05:21come se fosse trattenuta sull'orlo della propria scomparsa.
05:25Philippe Grandieu espone il visibile alla sua opacità costitutiva,
05:29lasciando che emerga per frammenti, per affioramenti instabili,
05:32per apparizioni che non si lasciano mai pienamente possedere.
05:36In questa trama discontinua,
05:38Masao Adachi non è oggetto, ma intensità diffusa,
05:41una presenza senza figura,
05:43che attraversa il film come un residuo irriducibile.
05:46Il tempo, sottratto a ogni linearità,
05:49si coagula in una durata densa, quasi inerte,
05:52mentre il suono, più prossimo a una pressione che ha un accompagnamento,
05:56disloca lo sguardo, lo priva di centralità,
05:58lo espone ad una percezione scissa.
06:01La bellezza, allora, non è categoria, ma evento limite.
06:04Ciò che accade nel punto di frizione tra visibile e invisibile,
06:09tra forma e dissoluzione,
06:10non concilia, non redime, sospende il racconto.
06:13E in questa sospensione rigorosa, inospitale,
06:17il film trova la propria radicale necessità,
06:20custodire l'opacità come ultima forma di verità.
06:44Grazie a tutti.
06:45Grazie a tutti.
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