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  • 3 mesi fa

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Trascrizione
00:07Future Investment Initiative 2026, la domanda al centro è il futuro dell'Europa e allora
00:14cercheremo di rispondere con Sir Connor Burns, ex ministro del commercio del Regno Unito.
00:26Iniziamo proprio parlando del futuro dell'Europa. Qual è la sua ricetta per una vera e propria
00:31rinascita del continente europeo? Innanzitutto grazie dell'invito è un grande piacere essere
00:37qui. L'Europa ha dalla sua dei punti di forza straordinari, penso alle nostre università
00:42sparse in tutto il continente e sia chiaro per rispondere a questa domanda includo logicamente
00:46anche la Gran Bretagna e il Regno Unito all'interno del contesto europeo. Le nostre università,
00:52ai nostri sistemi legali, la certezza delle nostre tutele normative per non parlare dell'enorme
00:57quantità di capitale a nostra disposizione. E poi c'è il numero di brevetti che vengono
01:03registrati in Europa rispetto alla popolazione. Siamo ancora uno dei luoghi più dinamici al
01:08mondo. Tuttavia dobbiamo fare i conti con diverse sfide importanti. Abbiamo una popolazione
01:12che invecchia, un serio problema di produttività e anche un problema di partecipazione al mercato
01:17del lavoro. Se guardiamo a Regno Unito ci sono 9 milioni di adulti in età lavorativa che vivono
01:22grazie ai sussidi di disoccupazione. Inoltre non stiamo aiutando abbastanza le nostre imprese a
01:28capitalizzare quei brevetti di cui parlavo prima. Non li aiutiamo a ottenere i finanziamenti
01:33necessari per immettere i prodotti sul mercato, con il risultato che troppe nostre aziende vengono
01:38acquistate da fondi americani o stranieri, spostando lo sviluppo commerciale altrove. Dobbiamo
01:44renderci conto che siamo inseriti in una competizione globale e l'Europa si sta rimpicciolendo in termini
01:50di quota sul PIL mondiale. Abbiamo un grande potenziale, ma dobbiamo capire come competere
01:56con l'Asia, con la crescita del Sud America, con i mercati emergenti in Africa e nel Far East.
02:03Dobbiamo smetterla di difendere a tutti i costi i posti di lavoro di oggi e iniziare a investire
02:07seriamente sulle professioni di domani. E dunque dove vede le maggiori opportunità a livello globale?
02:15Per quanto riguarda l'Europa, le opportunità globali dipendono da ciò che sappiamo fare
02:19meglio. Siamo ancora eccellenti nella manifattura di alta gamma, brilliamo nei servizi finanziari,
02:25nelle tecnologie legali, nella consulenza contabile, tutti i settori a cui gli altri paesi guardano
02:31con forte interesse, specialmente quelli che si trovano in una fase di transizione,
02:37crescita e maturazione economica. Ricordo bene quando il Regno Unito ha votato per uscire
02:42dall'Unione Europea e ho assunto la carica di Ministro del Commercio. Per la prima volta
02:46dopo 50 anni il Regno Unito si trovava a gestire una politica commerciale totalmente indipendente.
02:53Abbiamo analizzato dove si concentrassero le migliori opportunità oltreoceano per il nostro
02:58paese e le abbiamo individuate in mercati come il Vietnam, il Brasile, l'Argentina,
03:03il Cile, il Kenya, il Sudafrica, insomma nei mercati emergenti globali. Senza dimenticare
03:09i paesi del CCG, il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Oggi ci troviamo proprio qui al
03:16forum del PIF e l'area del Golfo offre prospettive di crescita macroscopiche. L'Europa insieme
03:23al Regno Unito deve porsi come partner strategico per tutte quelle regioni che guideranno la crescita
03:28economica globale del futuro. Abbiamo moltissimo da offrire ma dobbiamo alzare lo sguardo e
03:33guardare oltre i confini europei. Qual è invece l'impatto dell'attuale situazione
03:40geopolitica sul suo paese? Penso ad esempio al conflitto in Medio Oriente. Questa è una
03:44domanda davvero centrale. Oggi mi divido molto tra gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli Emirati
03:50Arabi Uniti. Se analizziamo la situazione attuale guardando all'immediatezza delle tensioni
03:55con l'Iran, alla sicurezza nello stretto di Hormuz e all'incertezza che ne consegue,
03:59emerge chiaramente che non siamo di fronte a una crisi passeggera, ma a un profondo riassetto
04:05delle regole e degli equilibri di potere globali. Per decenni siamo rimasti ancorati a un ordine
04:10mondiale figlio del secondo dopoguerra e della guerra fredda. Ma quel modello sta cambiando.
04:15La realtà attuale vede due superpotenze economiche dominanti, gli Stati Uniti e la Cina, seguite
04:21dall'ascesa prepotente dell'India. Dopodiché c'è un netto distacco prima di arrivare a tutti
04:27gli altri attori. Stiamo tornando a uno scenario caratterizzato da forti potenze regionali.
04:33L'equilibrio bipolare della guerra fredda è ormai storia. Pensiamo al blocco del Golfo.
04:42Sta crescendo rapidamente e deve essere in grado di trasformare la sua enorme influenza economica
04:47in un peso politico e diplomatico su scala globale. E lo stesso vale per l'Oriente,
04:53l'America Latina, l'Africa. Dobbiamo abituarci a un mondo che assomiglia molto a quello di
04:58150 anni o 200 anni fa, fatto di blocchi di nazioni in competizione tra loro all'interno
05:04delle proprie macro-regioni. Questo cambierà radicalmente il modo in cui intendiamo il commercio
05:11globale. La diplomazia e lo spostamento dei capitali verso nuove opportunità. È una fase
05:16complessa ma anche estremamente stimolante.
05:21A dieci anni dalla Brexit, quali sono le lezioni principali che l'Europa dovrebbe trarre dall'esperienza
05:28britannica e quali sono invece le lezioni che avete imparato voi nel Regno Unito?
05:35Credo che sulla Brexit ci siano due lezioni fondamentali. Per chiunque stia pensando di
05:40copiare il modello britannico, il primo consiglio è fate in modo di avere un piano. Noi non avevamo
05:46una strategia pronta per il post uscita e se decidete di lasciare un'istituzione, affidate la
05:51gestione delle trattative a chi crede fermamente in quel progetto. Teresa May, il nostro primo
05:56ministro di allora disse che chi non credeva nella Brexit non avrebbe potuto realizzarla. Non
06:02ci aspettavamo però che lo dimostrasse sul campo durante il suo mandato. Detto questo,
06:07la Brexit è stata un tentativo di riappropriarsi del controllo e della sovranità politica. Penso
06:13che il fronte del Remain abbia perso perché ha basato la campagna elettorale solo su argomenti
06:18economici e dati fattuali, senza comprendere che la Brexit era mossa da fattori emotivi, dal
06:24desiderio di controllo, di democrazia e di sovranità nazionale. Ma la lezione più
06:29grande per il Regno Unito è che se decidi di fare la Brexit, devi farla fino in fondo.
06:34Noi siamo usciti dal quadro legale, formale, ma siamo rimasti di fatto nell'orbita regolatoria
06:39dell'Unione Europea. Quindi quando mi chiedono cosa ne pensi della Brexit, rispondo che la
06:44trovo ancora un'ottima idea e che il Regno Unito dovrebbe finalmente provare a realizzarla
06:49davvero.
06:54Grazie a tutti.
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