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  • 2 settimane fa
Trascrizione
00:03La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano
00:09ancora oggi, a nostro avviso, l'unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere
00:15all'apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto
00:20di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà un cessate il fuoco e
00:25l'avvio di trattative reali sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica.
00:32Tuttavia la fermezza da sola non basta più se non è accompagnata anche da una visione
00:37di lungo periodo. Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme
00:43ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina, a una nuova architettura di
00:47sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è
00:53chiaramente indispensabile preservare l'unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento
00:58tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento
01:04non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia diverse condizioni
01:10dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa e dell'Europa a doverle
01:15negoziare. Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi
01:19in cecità diplomatica o autoesclusione. Continuo a porre il tema della necessità
01:24che l'Europa abbia una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione
01:29con Mosca. Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali
01:34necessari a raggiungere i nostri obiettivi. L'Unione europea deve essere pronta a guidare
01:38questo dialogo mentre farebbe un errore a subirlo. Ma per farlo, una volta stabilito in maniera
01:46univoca quale sia, dal nostro punto di vista, l'obiettivo finale del negoziato, occorre
01:51individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale. Perché procedere
01:57a tentoni con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione,
02:04confusione, debolezza. Cioè, il tema vero, dal mio punto di vista, non è chi faccia o meno
02:10parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo Stato nessun formato ha la
02:16legittimità per parlare a nome dell'intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo
02:22la necessità di individuare una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti
02:28gli Stati membri per portare il punto di vista dell'Europa. Ed è in questa direzione che
02:33continua a lavorare.
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