Il ritorno al tennis professionistico di Serena Williams non poteva passare inosservato. Sull'erba del Queen's di Londra, la ventitré volte campionessa Slam è tornata a gareggiare a quattro anni dal ritiro del 2022. In coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko, la statunitense ha superato il primo turno del torneo di doppio battendo la coppia testa di serie numero tre, Nicole Melichar-Martinez ed Erin Routliffe, con il punteggio di 7-6, 6-2. Ma al di là del risultato sportivo, a colpire è la radicale metamorfosi fisica della tennista, legata all'utilizzo di farmaci per la perdita di peso.
[idgallery id="2777988" title="Da Francesca Lollobrigida a Serena Williams, atlete in gara dopo la maternità"] Perché Serena Williams è tornata a giocare a 44 anni A settembre compirà 44 anni. Dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia nell'agosto del 2023, Serena Williams ha ammesso con totale franchezza i motivi che l'hanno spinta a rimettersi in gioco: «A casa mi stavo annoiando. Tutto questo viaggio è senza pressione, ne ho avuta già abbastanza nella mia carriera. Si tratta di altri elementi: voglio che le mie figlie mi vedano giocare, Olympia adesso è più grande».
La scelta di scendere in campo al fianco di una ragazza di diciannove anni evidenzia un vero e proprio passaggio generazionale. Per la campionessa americana, rimettersi la gonnella da tennis a 44 anni significa ridefinire il ruolo di madre-atleta. L'intento è dimostrare che il corpo femminile può rigenerarsi e performare anche dopo due gravidanze e una lunga sosta agonistica.
Serena Williams, il farmaco dimagrante e lo spot in diretta Accanto alla narrazione della madre che sfida il tempo, convive però una realtà legata alla gestione della propria immagine. Nei mesi precedenti al rientro, la tennista ha mostrato sui social una silhouette nettamente più asciutta e definita rispetto a quella degli anni d'oro della sua carriera. Una trasformazione che coincide con il suo ruolo di testimonial per Ro, una società di telemedicina che promuove l'uso degli agonisti del recettore GLP-1, farmaci originariamente nati per il trattamento del diabete di tipo 2 e oggi utilizzati su larga scala per contrastare l'obesità.
Il principio attivo in questione è la semaglutide (alla base di prodotti come l’Ozempic e il Wegovy), una sostanza che mima l'azione dell'ormone intestinale responsabile del senso di sazietà, rallentando lo svuotamento dello stomaco. Serena Williams ha sposato pubblicamente la causa commerciale del farmaco, arrivando a simulare un'iniezione in diretta durante uno spot televisivo del Super Bowl, scatenando un fitto dibattito sulle implicazioni di tali molecole nel mondo dello sport ad alto livello. L'allarme dei nutrizionisti: i rischi per la massa muscolare Se l'effetto sul peso è immediato, l'impatto fisiologico su un'atleta della sua età preoccupa gli specialisti. Gérard Dine, esperto in biotecnologie, ha spiegato a L'Équipe la complessità della gestione nutrizionale in un contesto in cui non ci sia una patologia specifica da dover gestire: «Poiché questo prodotto regola l'alimentazione e l'assorbimento dei nutrienti, se non si sa come usarlo in un contesto non patologico, diventa problematico. Non conosciamo l'impatto sull'apporto dei nutrienti indispensabili per un atleta di alto livello».
Il rischio principale risiede nel bilanciamento tra il calo ponderale e la conservazione delle capacità atletiche. Riducendo drasticamente l'appetito, il corpo rischia di andare incontro a gravi deficit durante le fasi di allenamento intenso. Gli esperti documentano che uno degli effetti collaterali più frequenti è la perdita di massa muscolare, un fattore penalizzante per le prestazioni che richiede un monitoraggio costante e un lavoro specifico sulla forza per non compromettere l'integrità fisica. I nodi dell'Antidoping e i sei mesi di test Il caso di Serena Williams si incrocia inevitabilmente con i regolamenti internazionali. Per poter usufruire della wild card a Londra, la tennista ha dovuto reinserirsi nel programma di controlli stringenti dell'Itia (International Tennis Integrity Agency), dichiarando i propri spostamenti per un periodo obbligatorio di sei mesi, conclusosi a febbraio 2026.
L'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) ha inserito i farmaci a base di GLP-1 nella propria lista di monitoraggio tramite test anonimi, con l'obiettivo di decidere entro il 2028 se bandirli definitivamente dalle competizioni. Il timore regolatorio è che la riduzione della massa grassa possa tradursi in un vantaggio competitivo artificiale. Anche in caso di divieto futuro, tuttavia, queste molecole potrebbero essere classificate come «sostanze specifiche», lasciando aperta la possibilità di utilizzi coperti da esenzioni terapeutiche au...
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