00:00Giù le mani dal diritto di sciopero. Che la destra italiana abbia un antico sogno, mettere in mora il diritto
00:06di sciopero.
00:07Sogno tipico di chi coltiva le sue radici nell'humus di una storia autoritaria.
00:16Dico giù le mani dal diritto di sciopero. Rispettate i lavoratori e i lavoratrici.
00:20In questo paese, nella nostra Italia, cari patrioti, scioperare significa rinunciare a un giorno di stipendio.
00:27Chiaro? Allora, Giorgio Aveloni, se non ti è arrivato, te lo ripeto, i lavoratori e i lavoratrici di questo paese
00:33hanno uno stipendio, a differenza di me e di te,
00:36di me e di te, per cui rinunciare a un giorno di stipendio significa pagare un prezzo alto.
00:43Perché l'Italia che governi tu, al mento delle trombe con cui certifichi ad ogni piesso spinto i tuoi storici
00:51risultati di governo,
00:52è l'unico paese d'Europa nel quale da 30 anni gli stipendi sono fermi e il corso della vita
00:56cresce.
00:56E allora, chi rinuncia ad un giorno di stipendio o ai detenuti del carcere di Bologna, che ieri hanno, l
01:03'altro ieri, scioperato dal lavoro,
01:06e per chi sta chiuso in carcere, lavorare, come hanno scritto, è libertà, dovresti portare rispetto, altro che un weekend
01:13lungo.
01:14Che cosa volete sentirci dire? Che condanniamo la guerrilla ieri sera? Eccoci, pronti.
01:18Quella roba lì non è parte di quella manifestazione, è stata il corteo a cacciarla fuori.
01:24E lo dico senza paura. Se qualcuno si mette il capuccio per portare quella manifestazione è un mio e unico.
01:32Punto. Finito.
01:33Ma cari signori e signore del governo, non ci provate.
01:37Perché quella enorme marea umana è la marea umana della dignità e dell'onore di questo paese.
01:45Che voi avete cancellato e che noi insieme a loro vogliamo accettare.
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