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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Un dibattito pubblico che ha messo al centro il tema della sostenibilità economica e normativa
00:04delle residenze sanitarie e assistenziali, strutture che vanno riconosciute anche per
00:08il loro valore sociale. L'incontro, organizzato dall'Associazione Risorsa, si è svolto al
00:13Palazzo Reale di Milano con il patrocinio del Comune. Massimo Riboldi, presidente dell'Associazione,
00:18ha chiesto alla Regione Lombardia un incremento di fondi per le RSA di 200 milioni all'anno
00:23per almeno 5 o 6 anni e ha auspicato che siano applicati dei criteri oggettivi e trasparenti
00:28per il calcolo della quota sanitaria.
00:30La questione è molto semplice e la spiego con una comparazione. Le RSA offrono 2 ore e 45
00:39minuti di assistenza per le 5 figure professionali a standard, quindi medico, infermiere, fisioterapista,
00:46assistente e educatore. In Regione Lombardia rimborsa circa 45 euro per persona, per giornata
00:53di presenza. Invece, se guardiamo un servizio analogo al nostro, che è l'assistenza domiciliare,
01:01un'ora di prestazione di un infermiere viene remunerata a 30 euro. Allora, un'ora 30 euro,
01:082 ore e 45 minuti, 45 euro è evidente che c'è una enorme disparità. Per cui i 45 euro,
01:16secondo i calcoli che poi presentiamo oggi, dovrebbero essere 90.
01:21L'avvocato esperto di diritto sanitario e socio-sanitario Andrea Lopez si è invece soffermato
01:26sulla sentenza di cassazione del 2012, che ha previsto la gratuità della compartecipazione
01:31al costo da parte della famiglia per il ricovero in una struttura socio-sanitaria per un soggetto
01:36affetto da Alzheimer. Un principio, poi confermato nel 2016, che ha fatto nascere diversi contenziosi
01:42in tutto il Paese.
01:43Questo principio è enunciato dalla sentenza del 2012, che tuttavia sconta dei difetti,
01:50se applicato nel contesto attuale. Perché? Perché la sentenza del 2012 va a giudicare
01:57un caso sorto nel 1992, quindi antecedente all'emanazione dei livelli essenziali di assistenza,
02:05che vanno a identificare diverse categorie di prestazioni. La Corte di Cassazione ricondusce
02:11le prestazioni che vengono erogate ai pazienti affetti di Alzheimer in RSA alla categoria
02:18elevata integrazione, con conseguente con partecipazione a totale carico del sistema. Tuttavia la norma
02:26che definisce cosa possono fare legittimamente le RSA è in direzione opposta, ovvero erogare
02:34un livello medio di prestazioni e di assistenza sanitaria e alto dal punto di vista alberghiero
02:42e assistenziale, mentre l'elevata integrazione prevede un'elevata intensità della componente sanitaria.
02:51Quindi, a mio avviso, questa lettura proposta da Cassazione dovrebbe essere orientata a una corretta
02:58e l'interpretazione di ciò che effettivamente possono e devono e sono legittimate a fare le strutture
03:04socio-sanitarie residenziali.
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