Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 anno fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:01Fabrizio Maiello, tu hai tentato di rapiare Gianfranco Zola e all'ultimo ti sei bloccato.
00:10Io sono Fabrizio Maiello, ho conosciuto il Maradona delle Carceri, purtroppo nel lontano
00:17autunno del 1994, mentre ero latitante dal manicomio criminale di Reggio Emilia, questo
00:25lo voglio dire perché la condizione mia era di una persona, perché dice fare una pazzia
00:29del genere, purtroppo ero pazzo, ero al manicomio perché altrimenti una persona sana di mente
00:35non poteva pensare di fare una cosa così grave, questa era la condizione e nel 1994 appunto
00:43mentre ero latitante c'era questa idea, io frequentavo logicamente altri criminali, avevamo bisogno
00:52di tanti soldi e c'era questo piano che mi era già stato progettato di sequestrare Gianfranco
00:58Zola, che all'epoca era la punta di diamante di quel Parma, avevano appena vinto nel 1993
01:04la Coppa UEFA, erano primi in classifica e essendo che mancava una persona che era stata
01:10arrestata, perché in realtà in questa batteria non ci doveva essere, mancava uno e me l'hanno
01:15detto a me. Io all'inizio ero molto titubante perché non andavo a toccare un calciatore, io
01:20avevo sempre sognato di fare il calciatore, però anch'io avrei voluto diventare come
01:25Zola, ho tenuto, ti favo Napoli, lo Scudetto ne aveva vinti lui a Napoli, tutto quanto,
01:31però quando mi servivano i soldi e quando mi hanno detto guarda che cosa facciamo, no
01:36non ti preoccupare che un paio di giorni, a massimo guarda tutt'ora, Calisto Tanzi paga
01:41sicuro, sono pieni di soldi, lui è la punta di diamante, non succede niente, ero titubante
01:46però mi servivano i soldi e ho detto vabbè facciamolo, poi non era vero. E tu l'hai incontrato
01:50in un distributore? Lui era pedinato, lui è stato pedinato quel giorno, è partito da
01:56casa con la macchina sua moglie e non sapevamo che era sua moglie, l'ho scoperto dopo perché
02:02l'ha detto lui, era una donna ma noi non potevamo immaginare che era la moglie, è imboccato
02:07quest'autostrada, era seguito da due macchine rubate con quattro persone, io guidavo personalmente
02:12una macchina e ce n'era un'altra macchina con altri due e Gianfranco Zola era in mezzo,
02:19non sapeva quello che era, dovevamo trovare un posto dove causare un finto incidente e
02:23tirarlo giù e portarcelo via, però lui è imboccato l'autostrada e l'autostrada non
02:28era un buon posto, per cui siamo andati, lui non lo sapeva, era in mezzo a queste due macchine
02:33aspettando che doveva uscire da qualche svincolo e lì il destino ha voluto che invece lui sia
02:38fermato da un benzinaio a fare benzina e in quel momento io mi sono fermato anch'io
02:44anche se benzina non dovevo fare, lontano 20-30 metri e Gianfranco essendo la persona
02:49che non c'è bisogno che lo dico io, la sua generosità, si è messo a parlare, non ha
02:54fatto benzina seduta in macchina, ha cominciato a dialogare col benzinaio, è sceso dalla macchina
02:58e tutto, tanto è vero che io e quell'altro diceva ma cosa sta facendo, perché non va via,
03:01perché non parte, sta perdendo tanto tempo e io sono sceso dalla macchina perché la cosa
03:07si dilungava per far finta di guardare a terra le gomme, perché a un certo punto
03:12Gianfranco Zola, non so perché, ha alzato gli occhi e mi ha guardato, ha detto ciao ragazzi
03:18mi serve qualcosa, con un sorriso e io in quel momento là ho detto cosa stavo facendo, non
03:22potevo fare del male a una persona che comunque si era accorto di me, un campione che mi ha
03:28fatto un sorriso, mi serve qualcosa e invece di prendere la pistola ho preso una carta d'identità
03:32che ci avevo con un timbro che ero latitante e sono andato a fare un autografo e l'ho lasciato
03:36andare litigando, facendo così e dopo questa storia è venuta, dopo fuori vent'anni quando
03:42lui era nel Cersi io ero dentro in carcere, però questo lo sentite nel podcast di Maradona
03:47delle carceri, proprio anche dalla voce di Gianfranco Zola che io ho rivisto anche quest'anno
03:53a San Teodoro, a marzo a casa sua, pensa che è campione, con sua moglie Franca che voglio
03:58ringraziare tutto, aveva anche la fine quattro risate ci facevamo anche, quando sua moglie
04:04lo devo dire, perché per dire così, dice ma come sapevate ci stavate pedinando, dice
04:12non ci siamo accorti di niente, ho detto signora ma nessuno si accorge di queste cose perché
04:16altrimenti non succedono, ma quando si è rotto questo, questo cosa un po' le figlie piccole
04:22e tutto quanto a un certo punto Franca ha detto ma Fabrizio è la verità, visto che lo pedinavate
04:27ma all'epoca Gianfranco non è che si vedeva con qualche altra donna, perché avevo quel
04:31dubbio e allora Gianfranco con una risata e tutto dice no quello è segreto, non dire
04:35niente, per dire Gianfranco Zola, ecco oggi io l'ho rivisto, spero di vederlo anche più
04:40tardi alla partita e cosa voglio dire, umilmente a lui mi ha già dato il suo perdono che mi
04:47ha fatto veramente togliere un peso dalla coscienza perché ce l'avevo dentro di me, però chiedendo
04:52scusa a Gianfranco Zola, io chiedo anche scusa e perdono per tutte le vittime dei reati
04:57che ho fatto che non ho cambiato idea, che non si chiamano Gianfranco Zola, adesso io
05:01sono un uomo completamente cambiato, incontro migliaia di ragazzi nelle società sportive
05:06e professionistiche di calcio, nelle carceri, per cui porto un messaggio sempre attraverso
05:11il pallone che si può cadere, come ha detto Gravina, che ha sentito l'intervista, si può
05:16cadere come una nazionale che è caduta, ma bisogna avere la forza di rialzarsi.
Commenti

Consigliato