00:05Dalla seconda lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo. Paolo, apostolo di Cristo Gesù per
00:12volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timoteo, figlio carissimo,
00:20grazie a misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. Rendo
00:27grazie a Dio che io servo come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie
00:34preghiere sempre, notte e giorno. Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante
00:42l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza,
00:48di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro né di me
00:56che sono in carcere per lui, ma con la forza di Dio soffri con me per il Vangelo. Egli infatti
01:04ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo
01:11il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma è
01:18stata
01:18rivelata ora, con la manifestazione del Salvatore nostro, Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha
01:25fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato
01:32costituito messaggero, apostolo e maestro. È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno.
01:40So infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che Egli è capace di custodire,
01:46fino a quel giorno, ciò che mi è stato affidato.
01:56A te, Signore, alzo i miei occhi. A te, alzo i miei occhi. A te che siedi nei cieli. Ecco,
02:05come gli occhi dei serbi alla mano dei loro padroni. A te, Signore, alzo i miei occhi. Come
02:12gli occhi di una schiava alla mano della sua padrona, così i nostri occhi al Signore nostro
02:17Dio, finché abbia pietà di noi. A te, Signore, alzo i miei occhi.
02:32Dal Vangelo secondo Marco. In quel tempo vennero da Gesù alcuni sadducei, i quali dicono che non
02:39c'è risurrezione, e lo interrogavano dicendo, Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore
02:46il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prende la moglie e dia una
02:52discendenza al proprio fratello. C'erano sette fratelli. Il primo prese moglie, morì e non lasciò
03:00discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza. E il terzo ugualmente,
03:07e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla
03:14risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie, poiché tutti e sette l'hanno
03:21avuta in moglie? Rispose loro Gesù. Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete
03:29le scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno
03:36né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono,
03:44non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del Roveto, come Dio gli parlò dicendo, io sono il
03:51Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe. Non è Dio dei morti, ma dei viventi.
03:59Voi siete in grave
04:01errore. Cristo si incontra qui con uomini che si reputano esperti e competenti interpreti delle
04:23scritture. A questi uomini, cioè ai Sadducei, Gesù risponde che la sola conoscenza letterale della
04:33scrittura non è sufficiente. La scrittura, infatti, è soprattutto un mezzo per conoscere la potenza del
04:43Dio vivo che in essa rivela a se stesso così come si è rivelato a Mosè nel Roveto. In questa
04:53rivelazione, Eli ha chiamato se stesso il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe, di coloro
05:04dunque, che erano stati i capostipiti di Mosè nella fede che scaturisce dalla rivelazione del Dio
05:15vivente. Tutti quanti sono ormai morti da molto tempo. Tuttavia, Cristo completa il riferimento a
05:26loro con l'affermazione che Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi. Questa affermazione chiave, in cui
05:39Cristo interpreta le parole rivolte a Mosè dal Roveto ardente, può essere compresa solo se si ammette la
05:50realtà di una vita a cui la morte non pone fine. I padri di Mosè, nella fede, Abramo, Isacco e
06:03Giacobbe,
06:04sono per Dio persone viventi, perché tutti vivono per Lui, sebbene, secondo i criteri umani, debbano
06:16essere annoverati fra i morti. Rileggere correttamente la scrittura, e in particolare le suddette parole di
06:26Dio, vuol dire conoscere e accogliere con la fede la potenza del datore della vita, il quale non è
06:37vincolato dalla legge della morte, dominatrice nella storia terrena dell'uomo.
06:53Dio, vuol dire conoscere e accogliere con la fede la nostra famiglia, il quale non è