00:00In un finale al fotofinish, il denominatore comune che lega i due candidati al ballottaggio presidenziale di domenica in Argentina
00:08è la paura, quella che ciascuno di loro genera in ampie face dei 45 milioni di elettori chiamati alle urne
00:15in un paese polarizzato e attanagliato da una delle peggiori crisi economiche della sua storia.
00:21Sarà una sfida all'ultimo voto. Da un lato c'è l'ultraliberista Javier Milei, alla testa della Libertà Avanza,
00:29che risponde al voto di protesta con milioni di argentini che pur di voltare pagina con la casta del peronismo
00:35kirchnerista di sinistra, a cui viene addebitata un'inflazione volata al 140% e una povertà al 40%, sono pronti
00:43a mettersi nelle mani di un politico di destra le prime armi, soprannominato il loco, il pazzo.
00:49Dall'altra parte c'è Sergio Massa, il peronista moderato di centro-sinistra dell'Unione per la Patria, che in
00:55una traiettoria trentennale ha attraversato varie fasi, dal liberismo di destra fino a diventare l'attuale ministro dell'economia del
01:03governo di Alberto Fernandez.
01:05A Massa, che tenta per la seconda volta la scalata alla Casa Rosada, guardano quanti sono pronti a fare concessioni
01:11pur di fermare l'ondata antidemocratica dell'avversario anarcho-capitalista.
01:16In mezzo ci sono gli orfani, gli indecisi, considerati come il vero ago della bilancia.
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