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  • 2 giorni fa

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00:01Professor Recalcati, la sua lezione magistralis, la terza via per affrontare il lutto, cioè non c'è soltanto una via
00:07melanconica e non c'è soltanto una via maniacale, ma c'è una via un po' più lunga che però
00:14ci può aiutare.
00:15Beh questa terza via di cui ho parlato oggi qui a Parma è la via del lutto che diventa un
00:22lavoro, perché noi dobbiamo sempre distinguere il tempo traumatico della perdita, il tempo cioè in cui noi facciamo esperienza di
00:30un abbandono, muore un amore, muore un padre, muore una persona cara e il tempo della separazione da chi abbiamo
00:40perduto.
00:41Tra questi due tempi c'è uno sfasamento, è necessario un lavoro psichico per trasformare il tempo traumatico della perdita
00:49nel tempo generativo di una separazione che consente alla vita ferita dalla perdita di tornare a vivere.
01:00È un lavoro un po' lungo, siamo in tempi in cui magari ci si affida a una pillola che dà
01:06la felicità e invece ci può essere un lavoro più intenso ma efficace.
01:13Il lavoro del lutto è un lavoro intanto doloroso e non c'è modo di evitare questo dolore, cioè il
01:19dolore della perdita e non può essere un lavoro rapido, quindi non ci può essere una pillola antilutto e nemmeno
01:28un oggetto che possa sostituire rapidamente l'oggetto che abbiamo perduto,
01:33che è un po' la tendenza del nostro tempo, cioè a cancellare il dolore della perdita attraverso il consumo degli
01:43oggetti.
01:44No, non esiste lutto rapido, non esiste lutto indolore.
01:50Il tempo della memoria dell'oggetto perduto è un tempo che occupa un lasso che noi dobbiamo necessariamente abitare per
02:01tornare a vivere.
02:03Grazie.
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