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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:01La rivoluzione urbanistica può attendere. Quello che serve è una maggiore riflessione
00:05sull'ambiente per trovare soluzioni che agginano, contengano o facciano defluire le acque al
00:10di fuori dei centri abitati. Salvando persone, case, attività produttive e commerciali la
00:14pensa così Anna Maria Terenziani, presidente di Confedilizia Emilia-Romagna, che nonostante
00:19la catastrofe che ha colpito la sua regione negli ultimi giorni, non vede ancora la necessità
00:24di cambiare radicalmente il modo di vivere abbandonando le pianure o i piani bassi degli
00:28immobili per trasferirsi altrove. All'interno della città ancora non si percepisce la necessità
00:33di cambiare stile di vita. Ai piani terra si vive, ci sono negozi e ci sono attività,
00:38centri commerciali e ristoranti anche nel sottosuolo, in tante cantine riconvertite, spiega. Pensare
00:43di sacrificare tutto questo è una soluzione che va vista come estrema razio, sottolinea
00:48Terenziani. Prima bisogna pensare a soluzioni per arginare, contenere, far defluire le acque
00:52fuori dalla città utilizzando per esempio le casse di espansione, le dighe o gli allagamenti
00:58preventivi con la rottura degli argini dei fiumi nelle zone agricole al di fuori dei
01:02conglomerati urbani. Un metodo che, evidenzia la Presidente regionale di Confedilizia, è
01:07stato utilizzato anche in passato per il Po e ha permesso di salvare la città.
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