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  • 3 anni fa
Trascrizione
00:01Beppe Conti, chi era Bruno Raschi?
00:04Il più grande di noi tutti a scrivere e a parlare.
00:09Ricordo quando è mancato 40 anni fa il titolo, il pezzo di Maurizio Mosca,
00:15un altro grandissimo della Gazzetta, che disse
00:17Addio Raschi, com'era bello leggerti e sentirti parlare.
00:22E' la verità, è la grande verità, perché era il primo pezzo da leggere al mattino
00:26quando eri al giro d'Italia, perché era qualcosa di sublime a leggerlo,
00:31veramente una prosa diversa da tutte.
00:35Io sono un cronista, lui era veramente uno scrittore,
00:39e quindi leggere i suoi racconti, le sue corse, era qualcosa di mitico, di unico.
00:48Io ricordo addirittura delle frasi, io ho cominciato a fare giornalista in Gazzetta,
00:55ho iniziato da collaboratore molto giovane e c'era Renato Morino,
01:01che era il grande inviato amico di Bruno Raschi,
01:04che era mancato giovane anche lui per un tumore.
01:08E ricordo addirittura quello che noi chiamiamo il coccodrillo, no?
01:12E Raschi concluse questo pezzo proprio sentito perché era un amico di Renato Morino
01:16e concluse dicendo che adesso abbiamo acquisito il diritto di piangere.
01:21Ecco, io ricordo i suoi pezzi con delle frasi.
01:26Quando Palumbo, il grande direttore della Gazzetta,
01:29lo aveva mandato a San Siro la domenica a seguire il Milan o l'Inter,
01:34che giocava in casa, per fare del colore, dei pezzi di colore.
01:38E lui, una volta che uno dei due mianesi perse, andò negli spogliatoi a orecchiare,
01:44come facciamo noi giovani cronisti di calcio, andava a orecchiare davanti allo stanzone
01:50per sentire se qualcuno litigava, se si insultavano, cosa accadeva dopo una sconfitta
01:56e riuscite a avere magari delle notizie, sentiva l'allenatore che sbraitava.
01:59E lui fece questo pezzo in punta di penna, strepitoso, in cui raccontò proprio che una volta
02:05si sentivano anche, purtroppo, le bestemmie, le insulti e le impregazioni.
02:08Dice, adesso un silenzio di tomba e l'unico rumore che senti è il rumore del FON,
02:13per asciugarsi i capelli.
02:15Ricorda ancora questo pezzo, ed era l'80-81.
02:18Quindi quando leggevi Bruno Raschi ti restava dentro.
02:23Marco Moglia, sindaco di Borgotaro, che oggi ricorda i 40 anni dalla scomparsa di Borgotaro,
02:29Bruno Raschi, che insegnamento e che eredità ci ha lasciato?
02:34Bruno Raschi ha lasciato un'eredità indelebile, non soltanto per la comunità di Borgotaro,
02:40ma a detta di tutti anche per il giornalismo italiano, specialmente quello sportivo.
02:46Per noi borgotaresi è motivo di orgoglio ricordarlo, perché in ogni suo pezzo celebrava la sua terra, Borgotaro,
02:54e siamo qui oggi a ricordarne la memoria e soprattutto in questo particolare momento,
03:01dinanzi a questa fontanella che trae le acque del Tarodine e su uno suo celebre pezzo,
03:09quando arrivò il Giro d'Italia a Borgotaro nel maggio del 1960,
03:14descrisse quell'evento, ma soprattutto la sua terra e l'acqua miracolosa del Tarodine.
03:19Per noi oggi è un motivo di particolare orgoglio ricordarlo e insieme a lui il grande insegnamento nei confronti della
03:27nostra terra.
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