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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Sembra vivo, due parole che in realtà ci raccontano il concept di questa mostra, sono i grandi artisti iperrealisti del
00:08panorama contemporaneo, sono opere che sembrano vive, che sembrano vere.
00:13Diciamo che c'è una carrellata divisa in varie sezioni che ci racconta questo movimento che è un po' nato
00:20in risposta ai mezzi di comunicazione di massa,
00:24i mass media che negli anni 70-80, soprattutto negli Stati Uniti, anche se per la prima volta si è
00:29usato in Europa, in questo termine iniziavano a diffondere quelle fake news che oggi conosciamo bene.
00:34Cosa dicono gli artisti? Se i mezzi di comunicazione mentono, noi torniamo a dire la verità e quindi raccontano l
00:41'essere umano nella sua quotidianità, nelle sue sfaccettature più piccole, nei suoi dettagli e ce lo fanno vedere come mai
00:48abbiamo visto prima.
00:49Adesso ci confrontiamo con un'intelligenza artificiale che sta iniziando a giocare un ruolo fondamentale, non solo nell'arte visiva,
00:57ma in tutte le arti.
00:59Ci preoccupavamo tutti che le macchine avrebbero sostituito i lavori manuali, in realtà stanno sostituendo quelli intellettuali.
01:07Sotto un certo punto di vista questa mostra qua ci fa vedere delle opere che sono un po' antisignanne rispetto
01:13a questo movimento, perché appunto riescono a riprodurre una realtà,
01:19chiamiamola virtuale, chiamiamola come vogliamo, anche se in realtà è tangibile, si può toccare, che sembra vera, sembra viva, ma
01:27in realtà è un gioco sulla nostra percezione,
01:31su come noi percepiamo l'essere umano, su come percepiamo il nostro corpo. Queste opere le possiamo infatti guardare negli
01:39occhi e farci tante domande.
01:47Ci sono tanti artisti qua dentro che fanno discutere alcuni grandi giganti del mondo dell'arte, pensiamo per esempio a
01:52Rom Muek,
01:53che è forse a livello internazionale il più noto degli artisti per realisti, che gioca appunto con la percezione, ci
02:01mostra dei corpi di esseri umani in scale completamente diversi,
02:05c'è un signor anziano rannicchiato che sembra molto solo, piccolo piccolo, e quindi noi lo vediamo, ci sembra di
02:11vederlo lontano, in realtà ce l'abbiamo lì a portata di mano,
02:14ma allo stesso tempo nella sala successiva c'è un faccioni gigantesco che ci scruta, che subito ci fa un
02:21pochettino paura,
02:22poi in realtà ci entriamo subito in confidenza. Dal punto di vista dell'inquietudine a governare è Berlinde de Brukir,
02:31una grandissima artista che invece fa vedere dei corpi decomposti, quelli veramente, quando entriamo siamo un pochettino in soggezione,
02:41siamo un pochettino forse anche disgustati quando entriamo lì dentro, ma è un gioco fantastico.
02:46E poi lui, l'artista italiano più noto del mondo, Maurizio Cattera, che qui è presente con tante opere,
02:52c'è la famosa banana che alcuni artisti o pseudo artisti non mancano di staccare dal muro e mangiare ciclicamente
03:02in quelle mostre,
03:03c'è un'opera molto provocatoria che si chiama Ave Maria, che in realtà rievoca il saluto fascista e poi
03:12i suoi famosi piccioni,
03:13animali che noi odiamo tanto, li chiamiamo i ratti del cielo, in realtà hanno molto più in comune con noi
03:18di quanto pensiamo
03:20e con quei piccioni ci abbiamo invaso il palazzo. Sono dappertutto, i visitatori devono anche provare a trovarli perché non
03:25è scultato.
03:26Grazie a tutti.
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