00:01La Repubblica Italiana è fondata sulla Costituzione e figlia della lotta antifascista,
00:07un'affermazione che riassume in poche parole l'obiettivo del discorso, senza sfumature,
00:11del Presidente della Repubblica in ricordo della lotta di liberazione. Poche parole che
00:16potrebbero sembrare scontate, ma non lo sono, in questa fase politica, dove le polemiche
00:20su fascismo ed antifascismo hanno scaldato la vigilia del 25 aprile, il primo celebrato
00:26da una premier di un governo autodefinito di destra-centro. Forse per questo Sergio Mattarella
00:31ha deciso di fissare paletti invalicabili scegliendo Boves, simbolo del primo ecidio nazista, come
00:37sede del suo intervento, che ha voluto chiudere con una frase che ha accompagnato le manifestazioni
00:41di diverse generazioni. Ora è sempre resistenza, ha infatti scandito il capo dello Stato dal
00:47teatro comunale di Cuneo. Incrociando lezioni di storia ad inviti al coraggio nel riconoscere
00:52il valore dell'antifascismo, il Presidente è stato chiarissimo nello spiegare come e
00:57dove va celebrata la festa della liberazione, per non svilirla. È qui a Cuneo che la Repubblica
01:03celebra oggi le sue radici, celebra la festa della liberazione. Una storia, quella del fascismo
01:08e della lotta di liberazione, letta ancora diversamente in Italia, come si evince dalle parole di Giorgia
01:14Meloni, affidate al Corriere della Sera. Mi auguro che alcune riflessioni, ha dichiarato
01:20la Premier, possano contribuire a fare di questa ricorrenza un momento di ritrovata concordia
01:25nazionale.
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