00:00Il prolungato buoto del crollo a terra di alcuni silos di grano nel porto di Beirut
00:05distrutto ha infranto il clima di raccoglimento e cordoglio osservato da
00:08centinaia di persone che si sono riunite nel centro della capitale libanese per
00:12ricordare il secondo anniversario della devastante esplosione che ha ucciso
00:16quasi 250 persone. La struttura danneggiata il 4 agosto del 2020 dei silos di
00:21grano non ha retto all'incuria e alla mancanza di interventi di consolidamento.
00:25Con un cedimento amaramente simbolico una parte dei granai è crollata come era
00:29successo già nei giorni scorsi sollevando una nuvola marrone di polvere e macerie
00:34poco prima del minuto di silenzio. A quell'ora infatti due anni fa esplodevano
00:37nell'hangar numero 12 del porto 2750 tonnellate di nitrato di ammonio
00:42colpevolmente immagazzinate per sette anni in maniera impropria nel cuore del
00:46centro abitato. Il bilancio delle vittime è di 244 uccisi e più di 6.000 feriti
00:51molti dei quali menomati e sfigurati a vita. Della presenza al porto del materiale
00:55infiammabile ed esplosivo erano al corrente i vertici istituzionali di
00:59sicurezza del libano e l'ipotesi di indagini del giudice Tarek Bitar formalmente
01:03ancora a capo dell'inchiesta ma di fatto messo a tacere dalla classe politica al
01:07potere da decenni. Da più parti viene sollecitata un'inchiesta imparziale
01:11internazionale sul caso. Lo ha chiesto anche il segretario generale dell'ONU
01:15Antonio Guterresci facendo eco agli appelli di organizzazioni internazionali.
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