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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:00Manifestazioni di protesta contro il presidente Qais Sayed stanno investendo in questi giorni
00:05la Tunisia, che si avvia ad approvare tramite referendum la Costituzione voluta fortemente
00:10dallo stesso Sayed. Una di queste è sfociata in scontri con la polizia, che si sono conclusi
00:15con decine di arresti e feriti, facendo presagire da più parti rischi di una deriva autoritaria
00:20del paese. In piazza ci sono diverse anime della società tunisina, la sinistra radicale,
00:24le associazioni a difesa dei diritti civili, il partito islamico e nada e quello conservatore
00:30del PDL. Tutte accomunate dalla paura di tornare ad un regime autocratico dopo la rivoluzione
00:35dei gelsomini, ma divise sul da farsi se boicottare i seggi o votare no. Il referendum rappresenta
00:41infatti una pietra miliare nel piano del presidente per colmare il vuoto istituzionale da lui stesso
00:46creato dopo il congelamento del Parlamento, la sospensione della Costituzione del 2014 e
00:51l'introduzione di misure eccezionali che gli hanno consentito di governare per decreto,
00:55oltre che una tappa fondamentale, verso le elezioni del 17 dicembre. Se l'affluenza sarà
01:00bassa come previsto, verrà lecito tuttavia domandarsi se davvero la strada imposta da
01:05Syed corrisponda alla volontà popolare, sempre evocata dal presidente nei suoi discorsi.
01:10Professore universitario senza un partito alle spalle, Syed venne eletto nel 2019 con oltre
01:15il 70% dei consensi, come paladino del popolo, riuscendo a capitalizzare in nome della lotta
01:21alla corruzione, la disaffezione dei tunisini verso i partiti.
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