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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00La paralisi e il caos. È iniziata martedì 21 giugno, una settimana di passione per i trasporti nel Regno Unito,
00:07segnata dal megasciopero promosso dai sindacati dei ferrotranvieri,
00:11destinato ad articolarsi in tre giorni alternati di astensione dal lavoro, martedì, giovedì e sabato,
00:17in modo da amplificare l'impatto sul servizio dopo il fallimento delle trattative con i vertici delle principali compagnie dei
00:24treni
00:24e con il Network Rail, gestore pubblico della rete.
00:27Uno sciopero che potrebbe annunciare il sorgere di un'estate di scontento sull'isola, investita come altri paesi,
00:34dall'impennata dell'inflazione, dal caro bolletto dell'energia, dai contraccolpi della guerra in Ucraina
00:40e dall'effetto sanzioni, dei venti globali di crisi che hanno già fatto impantanare la ripresa post-Covid britannica
00:46e proiettano ombre di recessione per il 2023.
00:49Forti del loro potere contrattuale, la RMT, Trade Union, guida del settore trasporti e altri colossi sindacali,
00:56hanno scommesso sulla linea dura, mentre sul fronte opposto il premier Boris Johnson ha raccolto per ora la sfida.
01:03Il risultato è stata una protesta di massa, almeno all'esordio, con quattro quinti dei treni cancellati,
01:08un'adesione vasta fra i 50.000 dipendenti delle diverse compagnie ferroviarie coinvolte,
01:13stazioni semideserte e milioni di passeggeri in difficoltà.
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