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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:00L'effetto boomerang Vladimir Putin non l'aveva previsto. L'invasione dell'Ucraina, giustificata
00:05dal Cremlino con la necessità di contenere l'espansionismo della Nato, ha fatto maturare
00:09il frutto avvelenato dell'imminente adesione all'Alleanza Atlantica della Svezia e, peggio,
00:14della Finlandia, che condivide una frontiera di oltre 1300 km con la Federazione Russa.
00:19Per dirla con Podolia che il consigliere del presidente ucraino Zelensky ora ai confini
00:23della Nato si estenderanno alla periferia di San Pietroburgo. Le radici storiche del non
00:27allineamento o meglio dell'allineamento parziale dei due paesi sono diverse. La tempestosa
00:32coesistenza con il potente vicino da parte della Finlandia trovò una dimensione più stabile
00:36con la firma nel 1948 del Trattato di Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza con l'allora
00:41URSS in vigore fino al crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. Nel 92 l'accordo di buon vicinato
00:47con la Russia e nello stesso anno Helsinki chiese l'adesione all'Unione Europea che fu formalizzata
00:52nel 95. La neutralità divenne non allineamento militare. La Svezia invece, quando scoppiò
00:57la Seconda Guerra Mondiale era neutrale da più di un secolo e non prese parte al conflitto,
01:01anche se nella prima fase concesse alcune facilitazioni logistiche alla Germania e in
01:05seguito agli alleati. Una posizione ribadita nel 49 quando Stoccolma si rifiutò di entrare
01:10nella Nato. A partire dal 2015 però, a seguito dell'attivismo militare russo, Stoccolma ha
01:15aumentato le spese militari e rafforzato il dispositivo di difesa nel Mar Baltico. La neutralità
01:20di Stoccolma e Helsinki non ha impedito la cooperazione militare con l'Occidente, ma la membership
01:25effettiva della Nato cambierà radicalmente la mappa di quegli equilibri che dal 24 febbraio
01:30Mosca ha provveduto a destabilizzare.
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