Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 20 ore fa
Trascrizione
00:00Delle nuove leve di Cosa Nostra parlava con disprezzo, accusava i giovani boss di scarsa
00:05tenuta, ma il suo cuore e soprattutto i suoi affari continuavano ad essere legati a doppio
00:09filo a Cosa Nostra. Nonostante gli anni di carcere scontati e la certezza di essere ancora
00:14oggetto delle attenzioni degli inquirenti, Giuseppe Guttadauro, ex primario dell'ospedale
00:18civico di Palermo, storico padrino del mandamento mafioso di Brancaccio, non ha mai interrotto
00:23i suoi legami con le cosche e nelle scorse ore è stato arrestato con l'accusa di associazione
00:27mafiosa. La galera, l'aveva lasciata nel 2012, dopo tre condanne ormai definitive, si era
00:32trasferito a Roma proprio per tentare di non destare le attenzioni degli inquirenti, ma
00:36attraverso il figlio Carlo, anche lui finito in cella, continuava a decidere le sorti delle
00:40famiglie mafiose palermitane e trafficava in droga. L'inchiesta che ha svelato gli affari
00:45dell'anziano capomafia, coordinata dalla DDA di Palermo, nasce dalle indagini per la ricerca
00:50del boss Matteo Mesina Denaro, il fratello di Guttadauro, Filippo, è cognato del padrino
00:54ricercato. Da Roma, il dottore, così lo chiamavano gli uomini d'onore, dirimeva le
00:59controverse tra i clan sull'esecuzione di lavori edili commissionati da Leni a Brancaccio,
01:04progettava la costruzione di un grosso distributore di carburante, gestiva, insieme al clan di Bagheria
01:10e Roccella, un traffico di droga, occupandosi dell'approvvigionamento della cocaina dal Sud
01:14America e dell'Ashish dall'Albania. Il giudice, che lo ha messo ai domiciliari, sottolinea
01:19il ruolo ancora decisionale di Guttadauro, che, forte della sua caratura mafiosa, ancora
01:24poteva dirimere i contrasti insorti sul territorio e risolvere con autorità parastatuale le vertenze
01:30criminali.
Commenti

Consigliato