00:00Vittor Orbán e i suoi trionfano per la vittoria storica, incassata alle urne, mentre da Mosca
00:06arrivano anche le congratulazioni di Vladimir Putin, che ha addirittura offerto una nuova
00:10partnership a Budapest, nel momento più nero delle relazioni della Russia con l'Europa
00:14dalla guerra fredda. Un risultato che ha messo in ombra la sconfitta del Premier al referendum
00:18LGBT, dove non è stato raggiunto il quorum, mandando in soffitta la legge omofoba che voleva
00:23il Premier. Una vittoria storica per il partito di Orbán, mentre nel campo degli avversari
00:27dilaga l'amarezza. Alla quarta vittoria consecutiva, il Premier sovranista ha ottenuto una maggioranza
00:31anche più ampia della volta precedente, con il 53% delle preferenze contro il 35% dell'Alleanza
00:37e il 6% per l'estrema destra. La vittoria ha rafforzato il ruolo di Orbán come icona della
00:41destra europea. Il leader ungherese ha ricevuto messaggi di congratulazioni da Matteo Salvini
00:45e Giorgia Meloni, dalla francese Marine Le Pen e dallo sloveno Yanezians, oltre agli auguri
00:49compromettenti del presidente russo, che ha espresso fiducia per un ulteriore sviluppo delle
00:54relazioni bilaterali. I fedeli di Orbán vedono giustificato così l'equilibrismo del Premier,
00:58che ha approvato le sanzioni europee contro la Russia, ma mantiene rapporti con Mosca per
01:02assicurarsi le forniture di gas e rimanere fuori dal conflitto, che non è la nostra guerra,
01:07dicono. Posizione che si è rivelata forse il motivo principale del successo elettorale.
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