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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:00L'Italia non si volta dall'altra parte di fronte all'attacco ingiustificato e brutale
00:05sferrato dalla Russia all'Ucraina. Mario Draghi si schiera con gli alleati e chiede al Parlamento
00:10di approvare una scelta senza precedenti nella storia europea, quella di inviare armi ad
00:15un paese in guerra, con un voto che arriverà a larghissima maggioranza. Una condanna compatta
00:20dell'orrore nelle parole del Premier che nel suo discorso ha aditato Vladimir Putin,
00:24invitandolo ad ascoltare le voci dei suoi cittadini in protesta, arrestati a migliaia,
00:28e ad abbandonare i suoi piani di guerra. Il Parlamento approva con molte perplessità
00:33espresse sottovoce e qualche defezione anche nella maggioranza una risoluzione bipartisan
00:37che dà il via libera alla concessione di armi per la legittima difesa degli ucraini e il ritiro
00:42immediato delle truppe di Putin, insieme al sostegno ad ogni iniziativa, utile ad una
00:47de-escalation militare e alla ripresa dei negoziati tra Kiev e Mosca. Mandare aiuti militari, un
00:52sostanziale inedito anche per il nostro paese, non significa, assicura il Presidente del Consiglio,
00:57essere rassegnati alla guerra. Non serve cercare un ruolo, come molti chiedono in Parlamento,
01:02ma continuare a cercare la pace e potete contare che lo farò con tutta la mia volontà, senza
01:08pausa, scandisce Draghi. Il Premier nel frattempo si prepara alle conseguenze economiche di sanzioni
01:13che si è pronti ad intensificare ancora e da cui l'Italia ha molto da perdere, più di tutti,
01:18se Mosca decidesse di interrompere le forniture di gas. Il piano contro la crisi energetica impone
01:24di diversificare le fonti, ma è un piano di emergenza perché non ci sono problemi,
01:28almeno per ora, nell'immediato futuro e soprattutto non cambia le scelte di fondo
01:32sulla transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici.
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