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  • 2 giorni fa
Nastassja Kinski, 65 anni, attrice tedesca tra le più celebri degli anni Ottanta e Novanta, ha rilanciato pubblicamente la sua richiesta di eliminare una scena del film Falso Movimento di Wim Wenders, girata nel 1975 quando lei aveva appena 13 anni. La scena, in cui la giovane attrice appare a seno nudo mentre un uomo adulto si stende al suo fianco, la schiaffeggia e la accarezza, le causa ancora oggi un «enorme disagio», come ha dichiarato alla Sueddeutsche Zeitung. La polemica è esplosa a Berlino il 29 maggio 2026, quando Wenders, 80 anni, ha ricevuto la Lola alla carriera, il più importante riconoscimento del cinema tedesco, e ha scelto di rispondere pubblicamente davanti a 1.900 ospiti, senza però cedere nulla sulla richiesta dell'attrice. E la Germania non ci sta.

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La scena di Falso Movimento che Natassja Kinski vuole cancellare da dieci anni
La storia comincia nel 1975, ma il dolore non è mai passato. Nastassja Kinski era appena tredicenne quando Wenders la scelse per il ruolo di Mignon in Falso Movimento, road movie tratto da un romanzo di Peter Handke e ispirato al Wilhelm Meister di Goethe. Sul set, la giovane attrice fu chiamata a girare più volte una sequenza di circa due minuti in cui compariva a seno nudo accanto a un attore adulto. Dopo le riprese, si chiuse in bagno a piangere. Sua madre non era presente sul set. Secondo Nastassja Kinski, non fu neppure informata del contenuto della scena prima di firmare il consenso alla partecipazione della figlia.

[caption id="attachment_2790169" align="alignnone" width="1000"] L'allora 13enne Natassja Kinski con il collega Rüdiger Vogler in una scena di "Falso Movimento" di Wim Wenders.[/caption]

«Anche se a tredici anni non sapevo ancora molto, capii subito che non era normale», ha raccontato al quotidiano bavarese. Da almeno dieci anni, l'attrice chiede formalmente che la sequenza venga rimossa dal film e che le venga riconosciuto un risarcimento. Per quindici anni, Wenders ha risposto attraverso i suoi avvocati, rifiutando ogni incontro diretto e ogni accordo. Solo nel 2024 ha rotto il silenzio, ammettendo di non girare più quella scena oggi, ma senza fare alcun passo concreto.

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Il discorso alla cerimonia di Wim Wenders che ha scatenato la bufera
Il 29 maggio 2026, Wenders ha affrontato il tema per la prima volta in pubblico, durante il discorso di ringraziamento per la Lola alla carriera. Ha ammesso che Falso Movimento rappresenta «un capitolo difficile della sua vita» e che oggi le sensibilità sono cambiate. Ma le parole che hanno fatto più rumore sono state altre: «Al giovane che ero allora non posso rimproverare nulla», ha detto, spiegando di aver voluto fare cinema «nello Zeitgeist», nello spirito del tempo.

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E poi la mossa che ha diviso la sala: invece di assumersi la responsabilità della decisione, Wenders ha scaricato sull'intera industria cinematografica tedesca la scelta su cosa fare della scena, chiedendo alla platea: «Come gestire il patrimonio cinematografico? Possiamo e dobbiamo tagliare una scena che ha fatto male a un'attrice? Non voglio portare il fardello da solo». Ha concluso rivolgendosi all'Accademia: «Decidete voi». La platea lo ha applaudito. Kinski, appresa la notizia, ha commentato: «Se fossi stata al suo posto avrei detto: mi scuso e farò di tutto perché questa scena non sia più diffusa sulle piattaforme. Non lo ha fatto, eppure poteva. È il suo film».

[caption id="attachment_2790171" align="aligncenter" width="1024"] Wim Wenders con il premio alla carriera ai Deutscher Filmpreis. (Photo by Christoph Soeder/picture alliance via Getty Images)[/caption]

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La Germania si divide: arte, consenso e responsabilità
Il discorso ha aperto una spaccatura netta nella stampa e nella comunità culturale tedesca. La progressista Sueddeutsche Zeitung ha scritto che anche da «29enne imbronciato» Wenders avrebbe dovuto sapere che Natassja Kinski «non era una donna. Era una bambina». La conservatrice Frankfurter Allgemeine Zeitung ha preso una posizione altrettanto netta: «Non si tratta di inchinarsi alla cultura woke, ma di capire che una tredicenne è stata sessualizzata e denudata davanti alle telecamere». La storica del cinema Annette Brauerhoch, intervistata dalla radio pubblica Deutschlandfunk Kultur, ha parlato di «bandier...

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