00:00E' difficile non pensare a De Sica o a Ladri di Biciclette o a Zavattini guardando un eroe
00:13di Ashkar Farah, il film del grande regista iraniano, due volte premio Oscar, che però
00:20del neorealismo prende sicuramente gli stilemi, prende i concetti, ma ne fa qualcosa di diverso
00:26anche, qualcosa di nuovo perché lo usa per poi raccontare un'epoca dominata e schiava
00:34dei social, completamente vittima della macchina del fango e lo fa girando un film molto bello
00:43sul tema dell'eroe Fasullo, che è un tema tipico anche del cinema occidentale che però
00:50qui Farahdi riesce a trasformare, a usare per il suo apologo morale che è un po' il
00:58suo tipico cinema e i suoi film hanno sempre la forma dell'apologo morale, del thriller
01:05esistenziale, del thriller dell'anima se vogliamo dire e anche in questo caso è così e anche
01:11in questo caso il motore dell'azione, l'azione decisiva capita sempre fuori dall'inquadratura,
01:19è qualcosa che si dà già da perdata cosicché lo spettatore debba domandarsi qualcosa, lo
01:26spettatore diventi attivo e non sia solo passivo guardando il film, ma questo è un concetto
01:31molto interessante del cinema di Farahdi che qui racconta la storia di un uomo che esce dal
01:35carcere per un permesso, a due giorni di tempo se vuole non tornare più in carcere basta
01:43che paghi il suo debito, ma non hai soldi per pagare il suo debito, però la ragazza,
01:49la sua compagna trova una borsa piena d'ore, allora che fare, cosa può fare, tenerlo, cercare
01:56di venderlo o restituirlo e magari diventare un eroe, però a che prezzo, a che costo, insomma
02:03c'è tutto questo dilemma nel film di Farahdi che ha delle sottigliezze straordinarie, ad
02:11esempio nell'ambiguità del personaggio principale, non c'è mai tutto nero bianco, non è mai
02:18tutto nero bianco, sono molte sfumature, lo stesso spettatore non sa bene se dargli fiducia
02:25o meno, mentre invece non può che dare fiducia a questo bambino o al suo figlio con un problema
02:32di balbuzze che lo accompagna e che praticamente è una delle grandi vittime di questa storia
02:40dove sono vittimentanti, compreso il paese stesso dove la storia è raccontata, cioè l'Iran,
02:46a cui il film non è particolarmente, soprattutto diciamo, a chi comanda non è particolarmente
02:53stato gradito perché ovviamente i panni sporchi si lavano in casa e in questo film invece è
03:00un paese immobile, comunque fermo, si vede insomma, è chiaro che non faceva piacere i tempi
03:09di Andreotti, quando il cinema neorealista lavava appunto i panni sporchi in casa, non fa piacere
03:19neanche adesso all'Iran dove i problemi forse sono anche più seri.
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