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  • 1 settimana fa
Ecco le anticipazioni del direttore della Gazzetta di Parma, Michele Brambilla

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Trascrizione
00:00Un anno fa, la mattina del 17 gennaio 2017, Filippo Ricotti, un ragazzo di 17 anni, veniva
00:12investito e ucciso da un'automobile sulla Massese a Cascina Piano, all'altezza del
00:18bivio per Casatico. Era un ragazzo che frequentava il liceo Bertolucci di Parma e quella mattina,
00:25come tutte le mattine, stava attraversando la strada davanti a casa propria per andare
00:31alla fermata dell'autobus che l'avrebbe portato a Parma. È morto sotto gli occhi della sorellina
00:40di 15 anni che anche lei stava attraversando per prendere il pullman e andare a scuola.
00:47È stato un incidente stradale di cui si è parlato molto, c'è stato un forte impatto emotivo
00:53sia per il ragazzo, per lo strassio, il dolore della famiglia e sia soprattutto nei giorni
01:01e nelle settimane seguenti perché si è posto all'attenzione il tema della scarsa sicurezza
01:10di questa strada, la Massese. È una strada con delle curve, senza marciapiedi, ci sono
01:17delle fermate dell'autobus senza una piazzola per l'attesa, spesso è buia, la mattina quando
01:26Filippo stava aspettando il pullman era sicuramente buia perché eravamo in gennaio e non c'è
01:32un'illuminazione sufficiente. Molte persone sono morte su quella strada.
01:38Noi della Gazzetta abbiamo cominciato allora una campagna per sollecitare interventi per
01:46attirare l'attenzione delle istituzioni competenti affinché facessero qualcosa per migliorare
01:54la situazione. Da una di queste istituzioni ci sono arrivati commenti sprezzanti dicendo
02:01che Filippo Ricotti è morto per colpo di un automobilista che non aveva rispettato i limiti
02:06di velocità che andava troppo forte. Certamente è vero che gli incidenti sono provocati da
02:12persone che o per disattenzione o per incuria non rispettano le regole del codice della strada,
02:19ma gli semafori, i dissuasori, le rotonde, gli autovelox si mettono proprio per questo
02:30perché si sa che non tutti rispettano le regole, altrimenti non ci sarebbe bisogno di
02:35nulla, neanche dei semafori perché si rispetterebbe la precedenza. Perché si mettono delle strutture
02:43che cercano di evitare le conseguenze di un errato comportamento umano? Se così non fosse
02:52non esisterebbero neanche le carceri perché tutti i cittadini se non commettessero reati
02:57non avremmo bisogno di mettere in galera nessuno. Quindi sulla strada gli interventi vanno fatti,
03:03ma finché l'abbiamo detto noi della Gazzetta la cosa è passata come una polemica giornalistica.
03:09Oggi a un anno di distanza Paola Drago, la mamma di Filippo Ricotti, ci ha scritto una
03:16lunga e accorata lettera che pubblichiamo sulla Gazzetta di Palma di domani, nella quale
03:21questa donna dice che è un anno che va cercando una sponda nelle istituzioni per convincere
03:31qualcuno a mettere in sicurezza la strada. Ma il Comune dice che aspetta la provincia,
03:38la provincia dice che aspetta la polizia stradale, l'altro la regione, insomma c'è un rimparlo
03:43di responsabilità per cui, dice Paola Drago, non si fa mai niente, tutti si rimbalzano
03:49le responsabilità. È stata fatta una rotonda dal Comune, ma poca roba. Nel frattempo
03:55un'altra ragazza sempre sulla Massese, Giulia De Mattis, è morta un mese fa circa, anche
04:03se più verso Parma, verso Colcagnano. La strada è la stessa. Noi facciamo tutto questo
04:08per attirare l'attenzione di chi può affinché intervenga, non per fare polemiche giornalistiche
04:14che non ci piacciono, ma per il bene di tutte le persone che fanno quella strada tutti i giorni
04:19e così anche per le altre strade. È una campagna giornalistica che ha come scopo quello
04:28di cercare di migliorare la situazione. Quindi vi raccomando sulla Gazzetta di domani la lettera
04:34della mamma di Filippo Ricotti. Vi segnalo in chiusura un'altra cosa importante, anche se
04:40di tutt'altro tenore per fortuna. Questa sera su TV Parma alle 21.10 lo speciale con
04:46Leonucci e Vittorio Testa parlano di lirica, di Parma, di Busseto e di tante cose che ci
04:53stanno a cuore.
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