00:00Una mostra come la Biennale, quella di Milano, che è un'idea interessante,
00:06trattandosi in una città così animata e agitata nell'arte contemporanea,
00:11e così come la Biennale di Venezia che ho curato nel 2012,
00:16è l'occasione per capire lo stato dell'arte.
00:20Quindi spesso la Biennale di Venezia tradisce questa missione,
00:24selezionando artisti in numero così ristretto e con un capriccio così evidente del curatore,
00:30che si tratta piuttosto dell'esibizione del punto di vista di un critico,
00:34o di quello che un tempo era un critico, rispetto a un mare sconfinato di artisti,
00:40che effettivamente oggi sono tanti da non consentire una classificazione precisa e ordinata,
00:48e soprattutto esauriente.
00:50Milano è una città per sua natura contemporanea, quindi quello che si misura in questa occasione
00:57è una percezione e un'attenzione da parte degli artisti per non l'istituzione Biennale di Milano
01:09o Biennale di Venezia, ma per la disponibilità di potersi esprimere,
01:13quindi trovare qualcuno che li mette nelle condizioni di raccontare quella loro visione del mondo,
01:19che oggi si articola poi non solo in pittura, scultura, ceramica, vetri, design,
01:26ma anche molto in fotografia per esempio, la quale per se stessa è un'arte su cui la stessa Biennale
01:33non ha mai dato una testimonianza sostanziale e sufficiente.
01:41Mi pare importante documentare ancora oggi come un'espressione artistica peculiare
01:46della modernità e della produzione industriale sia il design, più della pittura, della scultura.
01:53Poi ci sono i paradossi come quello di Carlo Colombo che inventa una poltrona costosissima
01:58e una tuitatura limitata e quindi cerca di portare il design a livello di una produzione
02:03come se fosse un'opera d'arte per pochi, ma generalmente una sedia o un utensile
02:10è fatto per essere moltiplicato quasi all'infinito, quindi l'idea ne dà ragione e senso
02:18e poi la produzione industriale lo fa diventare un bene di tutti.
02:22La Biennale a Milano dà della qualità organizzativa a quello che ho capito,
02:33una nuova ribalta propizia e confacente alla città .
02:40È giusto che una Biennale sia a Milano più che in qualunque altro luogo d'Italia,
02:44occorre che chi lo organizza, che non è lo Stato, neanche una fondazione,
02:48abbia una certa forza e una certa convinzione e quindi a questo punto non sia soltanto una cosa
02:55che Milano chiede e che per Milano è giusta, ma che sia anche adeguata a quello che Milano è.
03:02Quindi non si può fare una Biennale in tono minore perché questo sarebbe per la cittÃ
03:07un segno di non sufficiente considerazione, quindi occorre, mi pare di aver capito che
03:13l'impegno degli organizzatori è stato moralmente corretto, nel senso di fare qualcosa degno della città ,
03:22poi lo vedremo, può anche darsi che ci siano dei limiti, ma se saranno dei limiti saranno emendati.
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