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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:07Buonasera a tutti, scusate il reggero ritardo. Oggi il popolo italiano ha parlato, ha parlato
00:14in modo inequivocabile, ha scelto in modo chiaro e netto e credo che sia stata una grande festa
00:22della democrazia. Le percentuali di affluenza sono stati superiori a tutte le attese. È stata una festa che si è
00:32svolta
00:32in un contesto segnato da qualche polemica in campagna elettorale, per carità, forse di troppo, ma un contesto
00:41in cui tanti cittadini si sono comunque avvicinati e riavvicinati alla carta costituzionale, al manuale delle regole
00:52del gioco. E credo che questo sia molto bello, molto importante, molto significativo. Sono dunque fiero
01:00e orgoglioso dell'opportunità che il Parlamento, su iniziativa del Governo, ha dato ai cittadini di
01:07esprimersi nel merito della riforma. Viva l'Italia che non sta alla finestra ma che sceglie, viva l'Italia
01:15che partecipa, che decide, viva l'Italia che crede nella politica. Il No ha vinto, in modo straordinariamente
01:24netto, ai leader del fronte del No le mie congratulazioni, il mio augurio di buon lavoro
01:30nell'interesse del Paese, nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del No
01:38sono oneri e onori, insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta, credo innanzitutto
01:47dalla proposta delle regole, della legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo
01:53proposte serie, coerenti e credibili. Agli amici del Sì, che hanno condiviso il sogno di questa riforma,
02:03che hanno condiviso una campagna elettorale emozionante, vorrei consegnare un abbraccio
02:09forte, affettuoso, mi verrebbe voglia di dire uno per uno. Ci abbiamo provato, abbiamo dato
02:16agli italiani un'occasione, una chance di cambiamento. Era una chance semplice e chiara,
02:21ma non ce l'abbiamo fatta. Non siamo riusciti a convincere la maggioranza dei nostri concittadini.
02:27Noi abbiamo ottenuto milioni di voti, ma questi milioni di voti sono impressionanti,
02:33ma insufficienti. Volevamo vincere, non partecipare. E allora mi assumo tutte le responsabilità
02:41della sconfitta. E dico agli amici del Sì che ho perso io, non voi. Chi lotta per un'idea
02:50non può perdere. Voi avevate un'idea meravigliosa, in particolar modo in questa stagione della vita
02:58politica europea. Volevate riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica, combattere il
03:03populismo, semplificare il sistema e rendere più vicini i cittadini e imprese. Avete fatto
03:09una campagna elettorale casa per casa a vostre spese. Non avevate nulla da chiedere, ma solo
03:15da dare. Per questo voi non avete perso. Stasera andando a riposare o domani mattina
03:20andando a lavorare sentitevi soddisfatti comunque dell'impegno, della passione, delle idee.
03:26Intendiamoci, c'è rabbia, c'è delusione, c'è amarezza, c'è tristezza. È normale.
03:32Però vorrei che foste fieri di voi stessi. Fare politica andando contro qualcuno è molto
03:39facile. Fare politica per qualcosa è più bello. È più difficile, ma più bello. E
03:46siate orgogliosi di questa bellezza. Non smettete mai di pensare che si fa politica pensando
03:51ai propri figli e non alle alchimie dei gruppi dirigenti. Arriverà un giorno in cui tornerete
03:57a festeggiare una vittoria. E quel giorno lì vi ricorderete probabilmente delle lacrime,
04:03delle lacrime di stanotte. Si può perdere un referendum, ma non si deve perdere buon
04:09umore. Si può perdere una battaglia, ma non si può perdere la fiducia nel fatto che
04:13questo è il paese più bello del mondo e che quella bandiera rappresenta gli ideali
04:17di civiltà, di educazione e di bellezza che ci fanno grandi e che ci fanno orgogliosi della
04:23nostra identità. Io invece ho perso. Nella politica italiana non perde mai nessuno. Non
04:31vincono, ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com'è. Io sono diverso,
04:39ho perso e lo dico a voce alta, anche se con il nodo in gola, perché non siamo rubò.
04:49Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Vi prego di credermi quando dico che comunque
04:56ho veramente fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase. Io non credo
05:05che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo in Italia. Io non credo
05:11che si possa continuare in un sistema in cui l'autoreferenzialità della cosa pubblica è
05:18criticata per decenni da tutti e poi al momento opportuno non viene cambiata. Ma credo nella
05:24democrazia. E per questo quando uno perde non fa finta di nulla fischiettando e andandosene
05:33a letto sperando che passi velocemente la nottata. Credo nell'Italia, per questo penso che sia
05:39doveroso cambiarla. Nei mille giorni e nelle mille notti passate in questo palazzo ne ho viste
05:45le possibilità straordinarie, uniche al mondo. Ma perché queste possibilità si realizzino
05:50per me? L'unica chance che abbiamo è quella di scattare, non di galleggiare. È quella
05:56di credere nel futuro, non di vivacchiare. La democrazia italiana di oggi si basa su un
06:01sistema parlamentare. Quando abbiamo chiesto la fiducia abbiamo proposto di semplificare
06:05il sistema, di eliminare il bicameralismo, di ridurre i costi della politica e di allargare
06:10gli spazi di democrazia diretta. Questa riforma è stata quella che abbiamo portato al vuoto.
06:15Non siamo stati convincenti, mi dispiace, però andiamo via senza rimorsi. Perché se
06:21vince la democrazia e vince il no, è anche vero che noi abbiamo combattuto la buona battaglia
06:26con grande determinazione e passione. Come era evidente e scontato fin dal primo giorno,
06:31l'esperienza del mio Governo finisce qui. Credo che per cambiare questo sistema politico
06:37dove i leader sono sempre gli stessi e si scambiano gli incarichi, ma non cambiano il
06:42Paese, non si possa far finta per l'ennesima volta che tutti rimangano incollati, alle loro
06:47abitudini prima ancora che alle loro poltrone.
06:50Volevo cancellare le troppe poltrone della politica italiana, il Senato, le province e il
06:54CNEL. Non ce l'ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia.
06:59Domani pomeriggio riunirò il Consiglio dei Ministri. Ringrazierò i miei colleghi per la
07:06straordinaria avventura, una squadra coesa, forte, compatta e salirò al Quirinale dove
07:12al Presidente della Repubblica consegnerò le mie dimissioni. Tutto il Paese sa di poter
07:18contare su una guida autorevole e salda, quale quella del Presidente Mattarella.
07:27In questi giorni il Governo sarà a lavoro. Sarà a lavoro per completare l'iter di una
07:31buona legge di stabilità che deve essere approvata al Senato e per assicurare il massimo
07:37impegno ai territori colpiti dal terremoto. Lasceremo tra gli altri a chi prenderà il
07:42nostro posto il prezioso progetto di Casa Italia. Come sapete vengo dall'associazionismo,
07:47dal mondo scout e il fondatore dello scoutismo, Baden Powell, diceva che bisogna lasciare i
07:53posti meglio di come si sono trovati. Lasciamo la guida dell'Italia con un Paese che è passato
07:58dal meno 2% al più 1% di crescita del PIL, che ha 600.000 occupati in più con
08:05una legge,
08:05quella sul mercato del lavoro che era attesa da anni, con un export che cresce e un deficit
08:11che cala. Lasciamo la guida del Paese con un'Italia che ha finalmente una legge sul terzo
08:18settore, una legge sul dopo di noi, una legge sulla cooperazione internazionale, una legge
08:24sulla sicurezza stradale, una legge sulle dimissioni in bianco, una legge sull'autismo, una legge
08:29sulle unioni civili, una legge contro lo spreco alimentare, contro il caporalato, contro i reati
08:34ambientali. Sono le leggi con l'anima, quelle di cui si è parlato di meno e alle quali ho
08:40tenuto e tengo di più. Lasciamo infine l'Italia con un 2017 in cui saremo protagonisti
08:46in Europa a marzo con l'appuntamento di Roma per i 60 anni dell'Unione, saremo protagonisti
08:53a Taormina a maggio per il G7, saremo protagonisti con la Presidenza del Consiglio di Sicurezza
09:00dell'ONU a novembre. Aver vinto le sfide organizzative dell'Expo e del Giubileo non è merito del Governo
09:08ma di una struttura straordinaria di professionisti cui va la mia rinnovata gratitudine. In particolar
09:15modo alle forze dell'ordine e alle forze armate di questo Paese, che ho imparato a
09:20conoscere per una dedizione e una professionalità straordinaria alla bandiera e al Paese. Davvero
09:25grazie. In questa sala infine attenderò di salutare
09:29con amicizia istituzionale e con un grande sorriso e un abbraccio il mio successore, chiunque
09:35egli sarà. Gli consegnerò la campanella, simbolo della guida del Governo, e tutto il
09:42lungo dossier delle cose fatte e da fare.
09:46Grazie ad Agnese per aver sopportato la fatica di questi mille giorni e grazie per come ha
09:53splendidamente rappresentato il nostro Paese. Grazie ai miei figli e grazie anche a tutti
10:05voi, anche se ringraziare i giornalisti alla fine è quasi una cosa impossibile. Sono stati
10:12mille giorni che sono volati. Ora per me è il tempo di rimettersi in cammino, ma vi
10:17chiedo, nell'era della post-verità, nell'era in cui in tanti nascondono quella che è la realtà
10:26dei fatti, di essere fedeli e degni interpreti della missione importante che anche voi avete
10:33per il vostro Paese e, direi, per la vostra laica vocazione.
10:36Viva l'Italia in bocca al rupo a tutti noi.
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